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Recensione di Crash Team Racing Nitro Fueled

Titolo: Crash Team Racing: Nitro-Fueled
Genere: Racing Arcade
Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One (testata), Nintendo Switch, PC
Sviluppatore: Beenox
Produttore: Activision
Data di uscita: 21 giugno 2019

WumpAttuale

Ormai è appurato: nell’ultima generazione videoludica l’effetto nostalgia ha permesso ad alcune aziende, che hanno rispolverato icone e classici del passato, di ottenere un pressocché costante riscontro positivo sul mercato. Sono già tante, e ne arriveranno ancora, le vecchie glorie che hanno goduto di nuova visibilità sotto forma di Remastered e Remake.

Il giovane giocatore e il più navigato “malinconico” hanno potuto scoprire o rigiocare, con rinnovata veste grafica e, talvolta, con un gamplay dei tempi odierni, pietre miliari del passato: Shadow of the Colossus, Metroid: Samus Returns, Resident Evil 2, le trilogie di Crash Bandicoot e Spyro, Onimusha, Shenmue I & II, Yakuza, Secret of Mana, in attesa di poter mettere nuovamente le mani sui vari The Legend of Zelda: Link's Awakening, Medievil, Final Fantasy VIII (Remastered) e Final Fantasy VII (Remake).

Pur con realizzazioni non sempre impeccabili e sebbene si ironizzi spesso sul fatto che ci troviamo nella generazione della “minestra riscaldata”, è innegabile che la maggior parte di tali riproposizioni faccia leva e affascini proprio per quel ricordo d’infanzia, sopito e pronto a riemergere con prepotenza per far capire che il lato fanciullesco e spensierato di un tempo non è mai andato via.

Si tratta, inoltre, di un modo funzionale per rendere piacevole il “retro-gaming” a mani e occhi ormai abituati a ben altro. Certo, è un vero retro-gamer chi recupera la storia videoludica “originale” sorvolando sulla legnosità dei controlli o su qualche poligono in bassa qualità “di troppo”. I balzi tecnologici generazionali, però, non sono sempre (e da tutti) digeribili; per questo, in special modo i remake permettono di aggirare l’ostacolo e di rendere un prodotto “storico” piacevole anche per le nuove leve.

Non si tratta però, di un’impresa semplice: a un estremo c’è il rischio di snaturare il lavoro originale, all’altro quello di riproporlo, senza osare troppo sul “rinnovamento”, quasi come se fosse una mera trovata commerciale.

In questo contesto si inseriscono le ultime produzioni di Activision, capaci di destreggiarsi distanti dai due opposti, riuscendo allo stesso tempo ad essere attuali e riverenti.

E se Vicarious Visions e Toys for Bob hanno fatto un buon lavoro rispettivamente sulla Crash Bandicoot N.Sane Trilogy e sulla Spyro Reignited Trilogy, i canadesi di Beenox sono andati addirittura oltre con Crash Team Racing: Nitro-Fueled.

Super Derapa seguendo e arricchendo i contenuti originali

Sul lato contenutistico CTR: Nitro Fueled propone ovviamente tutti i contenuti presenti nell’opera di Naughty Dog vista sulla prima PlayStation nell’ormai lontanissimo 1999. Si espande, però, includendo tracciati e veicoli di Crash Nitro Kart e altri elementi di Crash Tag Team Racing.

In totale ci sono ben 31 circuiti nei quali sfrecciare, offline, in singleplayer e versus locale split-screen, e online.

La Modalità Avventura è probabilmente il primo step necessario per padroneggiare, vent’anni dopo, il sistema di guida. Le circa 10 ore di “story mode” non presentano una trama da Oscar ma un semplice pretesto per fare a sportellate.

Un certo Nitros Oxide, estremamente convinto delle proprie abilità al volante, ha sfidato i terrestri: il più veloce (tra gli eroi e villain della saga) dovrà gareggiare con lui e vincere per salvare la Terra. In caso di sconfittà il pianeta sarebbe trasformato in un immenso posteggio di cemento e i suoi abitanti diverrebbero gli schiavi di Oxide.

Voi direte: “perché non contrastare l’invasione aliena con un bel missilone diretto alla navicella del nemico?”

Potremmo stare a parlarne per ore e ore… No, in realtà, è perché si tratta di un gioco di Kart e altre forme di ribellione non sono ammesse, c’è da rimboccarsi le maniche e pigirare forte sull’acceleratore.

 A differenza dell’avventura originale, questa permette di selezionare le impostazioni Nitro-Fueled che offrono al giocatore la possibilità di cambiare, in corso, il personaggio utilizzato e di selezionare, all’inizio, la difficoltà. In questo modo, viene concesso di switchare da un pilota ad un altro con skills differenti, ad esempio selezionandone uno più “forte” in sterzata nelle piste con molte curve strette, o uno con maggior velocità massima in quelle con lunghi rettilinei. Nel complesso, le sfide però rimangono invariate: ci si sposta in una mappa suddivisa in più aree vincendo i trofei per poi sfidare il boss della zona. Questo basta per giungere all’avversario finale, Nitros Oxide appunto. Le stesse gare, poi, possono essere riaffrontate per fare incetta di Reliquie, Gettoni CTR e Gemme (con un secondo finale annesso).

Le altre possibilità di gioco includono l’arcade locale che ripropone in modo più immediato le tipologie di corsa (su tutti i circuiti) viste nell’Avventura, oltre alla Gara di Coppa e alla Battaglia. Quest’ultima, che si disputa nelle dedicate arene, include modaltà sfida tutti contro tutti o a squadre in stile “deathmatch” (a colpi di potenziamenti) o “ruba la bandiera”.

I suddetti contenuti sono fruibili anche in multi-offline in split-screen fino a 4 giocatori e, come nel 1999, è il vero fulcro del divertimento, di vera e sudata soddisfazione in caso di vittoria ma anche di quegli altrettanto splendidi momenti di frustrazione e rabbia da sconfitta che ti spronano a giocare ancora e ancora per dimostrare ai contendenti le tue qualità.

Corsa Singola e Battaglia sono le due opzioni offerte da un comparto multigiocatore online che, salvo qualche imprecisione e bug in fase di personalizzazione e matchmaking, funziona a dovere senza problemi di disconnessioni o eccessivi lag di sorta.

Tutto ciò è arricchito dall’enorme possibilità di personalizzazione con Personaggi, Kart, Ruote, Decorazioni e Adesivi sbloccabili sia attraverso il giocato che nel Pit-Stop, store con contenuti giornalieri che possono essere acquistati utilizzando le Monete Wumpa (valuta in-game). Ogni modifica, lo precisiamo, non influisce nelle prestazioni dei veicoli che dipendono solamente dai personaggi (quattro tipologie diverse che privilegiano velocità massima, accelerazione, sterzata, o equilibrio fra queste tre).

Divertentissimo… (NB: il rage-moment è dietro l’angolo)

Pad alla mano, il remake di CTR è fedelissimo al suo antenato. Immediato e accessibile per chiunque, ostico da padroneggiare al massimo per chi ambisce veramente a essere il più veloce. Il livello di sfida più elevato del normale, retaggio delle produzioni di quegli anni, si avverte già alla difficoltà media della modalità avventura: per arrivare primi, unica possibilità per avanzare allo stage successivo, è necessario avere abilità e fortuna. Ogni tracciato nasconde delle insidie e percorrere più giri imboccando la traiettoria giusta, l’eventuale scorciatoia, evitando il campo minato lasciato dagli avversari, reagendo in caso di bombardamento da mischia e sfruttando al meglio i propri power-up, al fine di tagliare il traguardo in testa, non è semplicissimo.

Pur essendoci un minimo “effetto vantaggio” per chi insegue, è importantissimo partire alla grande, uscire dal gruppone e prendere le distanze per evitare di trovarsi devastati dai potenziamenti degli altri piloti (TNT, Nitro, Missili, Bombe, Becher, etc.). Certo, ci vuole anche un minimo di fortuna, ma conoscere al meglio curve e punti rapidi della pista è strettamente necessario.

Come fare a star davanti? Oltre ad automatizzare le traiettorie è fondamentale sfruttare al meglio ogni possibilità di turbo offerta (ognuna delle quali è ben illustrata dalle indicazioni sulle schermate di caricamento): saltare al momento giusto dopo una rampa attiva un boost, realizzare una derapata con spinta annessa fa altrettanto, ma è studiare come infilarne tre perfette a consentire lo slancio massimo e più duraturo (ogni turbo è indicato dai relativi “meter”) e a far la differenza.

Inoltre, colpire le casse contenenti i frutti Wumpa permette, raccogliendone 10, di rendere leggermente più rapido il Kart e più efficaci i potenziamenti.

Per quanto riguarda il “capitolo scorciatoie” sono stati rimossi i glitch che permettevano di accorciare in modo “poco onesto” ma rimangono tutte le shortcut ufficiali.

In sostanza Crash Team Racing: Nitro Fueled pur riporponendo uno stile di fine anni ’90 si dimostra un perfetto e attuale Arcade Racing che non sfigura accanto al celebre Mario Kart; è tanto divertente per il giocatore occasionale quanto forgiante e adrenalinico per il driver competitivo che vuole godersi sfide in cui pratica, attenzione e tatticismi fanno davvero la differenza.

Non ci sono veri e propri lati negativi in tutto ciò, avremmo però gradito una maggiore differenziazione delle skills dei piloti (e non le sole quattro suddette varianti) e un miglior bilanciamento dei potenziamenti celati nelle casse.

Salto (generazionale) con turbo (estetica)

Al pari di quanto visto nel remake della trilogia di Crash, anche l’estetica di CTR è la dimostrazione di un lavoro accurato che non stravolge il passato ma lo omaggia arricchendolo e rendendolo moderno. Ogni tracciato è stato riprodotto fedelmente nelle geometrie ma offre un impatto visivo ottimo, specialmente in quelle ambientazioni che, già di base, presentavano una scena più elaborata e colorata: il mix di texture in alta definizione, illuminazione, animazioni e particellari, unito alla fluidità e alla pulizia dell’immagine danno a CTR il fascino visivo dell’attuale generazione.

Il team di sviluppo non ha trascurato nulla, anche i dettagli che potrebbero passare inosservati e l’ha fatto restando nel mood dell’opera; giusto per farvi un esempio, avete provato a osservare il comportamento di Crash nella schermata iniziale se non vi date una mossa a pigiare il tasto indicato (e non è l’unico easter-egg)?

Anche le orecchie gioiscono per un comparto audio sempre piacevole nell’accompagnare ogni sfida e, soprattutto, grazie ad un nuovo doppiaggio in lingua italiana che ci fa scordare quello tutt'altro che esaltante del 1999.

Per godervi quanto di buono vi abbiamo detto fin ora, però, dovrete avere pazienza: spesso le fasi di caricamento sono eccessivamente lunghe.

In sintesi:

Crash Team Racing: Nitro-Fueled non è una semplice trovata commerciale: è un encomiabile lavoro in grado di rendere omaggio al gioco che tanto ha appassionato ben vent’anni or sono. Gli sviluppatori non hanno snaturato l’originale di Naughty Dog permettendo ad adulti “malinconici” e a giovani piloti di cimentarsi in un racing arcade che, nel panorama dei media del genere, ha pochi rivali. Divertente, accessibile, capace di stimolare l’impegno del giocatore più tecnico e bello da vedere. Nostalgia e Attualità si fondono in questo remake che dà ragione alla scelta di Activision di rispolverare il glorioso passato. Inoltre, è venduto ad un prezzo budget e, grazie al multi in split-screen locale fino a quattro giocatori, è ideale per le serate tra amici (che presumibilmente non saranno più tali dopo qualche ora di sfida -NdR-). Non possiamo far altro che consigliarlo.

-Scusate, ma ora torno ad allenarmi perché non sopporto che la mia compagna mi stracci ad ogni gara…-

Pregi:

  • Divertentissimo...
  • Riporta in vita uno dei migliori racing-arcade di sempre.
  • Fedele all’originale ma attualizzato sotto tutti i punti di vista.
  • Arricchito con contenuti extra, dai Kart ai personaggi, passando per la personalizzazione.

Difetti:

  • ... ma vivrete delle fasi di rabbia: in alcuni momenti sa essere molto ostico.
  • Sarebbe stato bello avere piloti maggiormente diversificati in termini di abilità.
  • Alcuni potenziamenti sono troppo influenti rispetto ad altri.
  • Tempi di caricamento eccessivamente lunghi.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8,5

La recensione di Crash Team Racing Nitro Fueled è stata scritta e curata da G-PqV per GameStorm.it, pubblicata il 03-07-2019

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