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Recensione di Yakuza Kiwami 2

Titolo: Yakuza Kiwami 2
Genere: Action / Beat 'em up / Adventure
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: SEGA - Ryu ga Gotoku Team
Produttore: SEGA
Data di uscita: 28 agosto 2018 (7 dicembre 2017 in Giappone)

"Ecco perché sono tornato ... Per assumermi le mie responsabilità”

Abbiamo scelto come titolo questa citazione tratta dal gioco perché è proprio di responsabilità che parliamo quando si tratta della scelta intrapresa dal team Ryu ga Gotoku e da SEGA nel 2015 con Yakuza Zero e proseguita con Kiwami.

Un’idea azzardata, quasi folle: nonostante l’opera originale fosse di pregevole fattura, non stiamo parlando di un prodotto commerciale, di un Crash Bandicoot o di uno Spyro, per intenderci; Yakuza è una saga appartenuta, in particolar modo nel nostro paese, ad un bacino d’utenza di nicchia, specialmente con il susseguirsi dei suoi episodi. Salvo l’eccezione del primo capitolo, la mancanza di una localizzazione in italiano ha rappresentato un ostacolo invalicabile per molti giocatori che, gradualmente, hanno smesso di seguire le vicende di Kiryu Kazuma.

Tornando a monte, il lancio del capitolo prequel (qui la nostra recensione) e la volontà di dare nuova vita all’intera opera di Nagoshi e Yokoyama attraverso il remake del capostipite Yakuza (recensione di Kiwami) ha significato il volersi prendere l’enorme responsabilità di gettarsi sul mercato videoludico mondiale con un prodotto la cui qualità riuscisse a conquistare un pubblico più ampio di quello rappresentato dai nostalgici.

Un onere che la software house nipponica sta sorreggendo alla grande. E non ci riferiamo ad un reboot, non intendiamo una remastered, bensì un encomiabile lavoro capace di modernizzare un prodotto “vecchio” senza snaturarlo un minimo; uno sforzo, ad esempio, che è stato capace di rendere attuale un gioco che ha sulle spalle ben tredici anni.

L’impegno dei ragazzi di Ryu ga Gotoku non si è interrotto riportando in auge le prime avventure del Dragone di Dojima: prima di lasciar spazio alle annunciate rimasterizzazioni dei capitoli 3, 4 e 5 (lanciati, a loro tempo, su PlayStation 3) e a Yakuza 6 (già disponibile), è proseguito con un ulteriore remake, Yakuza Kiwami 2.

Tutto ciò ha permesso e permetterà a tanti videogiocatori di godersi (o ri-godersi) un media a 360°; perché Yakuza non è solo botte da orbi e malavita, non è solo esplorazione, non è solo mini-games, non è solo “thug” e cafone. Bensì, l’insieme di tutto questo fa da contorno a sceneggiature elaborate, ricche di colpi di scena e di momenti toccanti.

Come potete intuire da questa nostra introduzione, riteniamo Kiwami 2 una nuova testimonianza di come Team Yakuza sia stato in grado di assumersi le proprie responsabilità. Vi spieghiamo qua sotto il perché, analizzando i diversi aspetti del gioco.

Tre Fazioni in Guerra: il Ritorno del Dragone

Le vicende di Yakuza Kiwami 2 prendono vita ad un anno di distanza dall’epilogo del suo predecessore.

Kazuma Kiryu dopo aver compiuto la sua missione ha deciso di lasciarsi alle spalle ogni legame con la Yakuza e di proseguire la propria vita come civile, assieme alla piccola Haruka.

I due, mentre visitano le tombe di Shintaro Kazama, mentore e “patrigno” di Kiryu, e di Yumi Sawamura, madre di Haruka, ricevono la visita di Yukio Terada, uomo a cui il Drago di Dojima aveva lasciato le redini del Tojo Clan.

- Chiunque volesse iniziare la serie da Kiwami 2 (lo sconsigliamo) può, proprio in queste sequenze iniziali, usufruire di un lungo racconto degli avvenimenti passati, attraverso i ricordi di un “malinconico” Kiryu davanti alle lapidi dei propri cari. -

Terada rivela che sta per scatenarsi una terribile guerra tra i clan dell'est e dell'ovest del Giappone, ovvero tra l'Omi Alliance, potente mafia del Kansai con sede ad Osaka e il Tojo Clan, la Yakuza del Kanto in Tokyo.

L’incipit è semplice e diretto: Kiryu non ha intenzione di essere nuovamente coinvolto nella faida tra le mafie ma, come prevedibile, succede qualcosa che sostanzialmente “costringe” il Dragone a tornare in azione.

Tanto immediato è il pretesto che dà il via alle vicende quanto incredibilmente articolato è l’intreccio narrativo scritto da Masayoshi Yokoyama, Makoto Itakura e Seishu Hase.

“Tokyo VS Osaka, a past that would have been buried in the darkness and... forbidden love.”

Fantasmi del passato, un nuovo villain, politica, odio razziale, corruzione, orgoglio, amore, fedeltà, tradimento, onori e oneri: il tutto si mescola in un costante climax ricco di colpi di scena.

Non vogliamo, proprio per questo motivo, raccontarvi alcun dettaglio della trama, in modo tale che possiate godervi in prima persona un’avvincente escalation di eventi; vi basti sapere che una terza fazione, la sudcoreana Jingweon Mafia, avrà un ruolo fondamentale nelle vicende, così come le Forze di Polizia.

Risulta sorprendente come la sceneggiatura di un prodotto del 2006 non sfiguri, per dinamiche e ritmi, di fronte a tantissime produzioni attuali. Nettamente superiore a quella del primo Kiwami (o, più esattamente, del primo Yakuza), non raggiunge forse le vette dello Zero ma ci si avvicina (vi ricordiamo che il prequel - lo Zero - ha il vantaggio di essere stato scritto completamente nei tempi moderni, avendo come background l’intera saga).

Inoltre, rispetto al capitolo originale, Kiwami 2 introduce alcune ore di trama extra, attraverso una “mini” modalità storia “secondaria” nei panni del carismatico Majima Goro.

Estremamente Giapponese: tra botte e distrazioni di ogni tipo

Da un punto di vista prettamente ludico, il titolo mantiene gli elementi caratteristici del lavoro originale e li arricchisce con quanto visto in Kiwami e con le innovazioni viste nell’ultimo Yakuza 6.

Questo secondo rifacimento conferma la sua “tamarrissima” anima da picchiaduro: ogni missione principale (e anche molte secondarie) richiede di affrontare frequenti risse durante lo spostamento verso l’obbiettivo situato nelle diverse zone dei quartieri di Kamurocho (Kabukichō) e Sotenbori (Dōtonbori).

Il sistema di combattimento elimina i differenti stili visti nello Zero e in Kiwami proponendone solamente uno che, meglio strutturato e più approfondito, si evolve nel corso dell’avventura tramite le abilità sbloccabili con l’utilizzo dei punti esperienza. Questi possono essere ottenuti sia negli scontri che in qualsiasi attività di contorno, passando ovviamente per il completamento di main e side quest.

L’approccio iniziale, con poche mosse a disposizione, appare leggermente legnoso ma, a lungo andare, con l’unlock delle nuove skills e dopo aver padroneggiato le serie di combo, feeling e divertimento pad alla mano sono garantiti.

Il team di sviluppo ha mantenuto e arricchito le “Heat Action” e i momenti Quick Time Events; specialmente durante e al termine delle boss fight si assiste a sequenze di combattimento, talvolta interattive, molto violente e altrettanto spettacolari.

Tra le novità vi è l’assenza di no-fight-zone: come già introdotto dal sesto capitolo, quando Kiryu ingaggia un combattimento, vi è la possibilità di interagire maggiormente con il mondo di gioco. Capita, per fare un esempio, di lanciare gli avversari all’interno dei locali, frantumando le vetrine e provocando le ire dei proprietari che, negli immediati momenti successivi al conflitto, si rifiutano di servire il protagonista a causa dei danni procurati alla struttura.

Kiwami 2, però, è anche tanto altro: si tratta di un esempio di free-roaming per eccellenza, ancor più dei suoi predecessori. Il mondo di gioco è vivo e offre tantissimo intrattenimento.

Si va dalle sfide a freccette al Golf Club, dai Casinò al Baseball, dal Mahjong al Karaoke, dalle sale da gioco SEGA (dove è possibile perfino urinare con un dedicato e ignorantissimo mini-game) agli intrattenimenti a sfondo “erotico” (con filmati di vere Idol), ci si può ingozzare con pietanze del posto o nei fast-food, ci si può ubriacare, etc.

A questo bisogna sommare due attività piuttosto corpose corredate da una propria story-line: il Clan Creator 2.0 e il ritorno della gestione di un Club Cabaret, il Four Shine Club.

Il primo è una riproposizione (con alcune variazioni) di quanto visto Yakuza 6: un simil-RTS attraverso il quale spalleggiare l’ex Mad Dog di Shimano, ora impegnato nell’edilizia con l’impresa Majima Constructions.

Il secondo pone Kiryu “al comando” di un club d’intrattenimento (sì, quelli con le signorine, per intenderci), in maniera quasi analoga a quanto visto in Yakuza Zero nei panni di Goro Majima.

Per quanto riguarda le missioni secondarie, se ne vedono di tutti i colori, in puro ed esagerato stile nipponico.

Nonostante una trama intrigante e incalzante, con tanto da fare per le strade dei quartieri di Tokyo e Osaka, si rischia di “perdere” ore nel semplice “caxxeggio” senza, tuttavia, “sentirsi in colpa”: il free-roaming di Kiwami 2 immerge il giocatore in un mondo che fa piacere godersi in ogni sua singola sfaccettatura.

Se, a fine avventura, vi faranno una domanda e risponderete “Sono Giapponese” vorrà dire che l’effetto coinvolgimento ha dato i suoi frutti.

L’offerta ludica si arricchisce con la possibilità di sfidare un secondo player in tutti i minigiochi presenti.

I dettagli del Dragon Engine a 30fps

In sede di analisi del primo Kiwami vi abbiamo dato appuntamento per vedere, in occidente, i progressi introdotti dal Dragon Engine sul sesto episodio e su Kiwami 2.

Il nuovo motore di gioco ha già mostrato, nel capitolo conclusivo, netti miglioramenti al colpo d’occhio grazie alla possibilità di gestire meglio la profondità di campo, il livello di dettaglio, e l’illuminazione. Le strade di Kamurocho e Sotenbori sono più vive e colorate che mai, zeppe di PNG e splendidamente illuminate in notturna da una miriade di insegne.

Nonostante ciò, e al netto di modelli poligonali e ambientazioni di buona fattura, il Motore del Dragone appare ancora leggermente immaturo e sfocia, talvolta, in problemi di varia natura: vedi i personaggi che camminano senza sosta contro una parete, le compenetrazioni o una fisica ancora eccessivamente rag-doll.

Per quanto riguarda, invece, la sua essenza di remake, Kiwami 2 è perfetto: Ryu ga Gotoku Team ha ricreato da zero tutto il mondo di gioco e le sequenze filmate fino al minimo particolare, apportando modifiche al posizionamento o ai colori solo se strettamente necessarie per un effettivo miglioramento strutturale. Il tutto è stato fatto senza snaturare un minimo l’opera originale rendendola, allo stesso tempo, assolutamente attuale.

Per quanto riguarda il frame-rate, la scelta di fissarlo a 30fps può non entusiasmare ma permette al gioco di girare con una stabilità granitica senza il minimo calo anche nelle situazioni più concitate.

Eccelso anche il lavoro di doppiaggio che offre una recitazione sempre carica di pathos, sia nei momenti più drammatici che in quelli più comici.

Manca la localizzazione in lingua italiana e, nonostante i dialoghi siano nel complesso intuibili anche per chi non ha eccessiva dimestichezza con l’inglese, l’utilizzo eccessivo dello slang rischia di far perdere qualche loro interessante sfaccettatura.

In sintesi:

Yakuza Kiwami 2 è, assieme a Shadow of The Colossus (qui la nostra recensione), il miglior remake di questa generazione. Il team di sviluppo ha fatto un lavoro sensazionale nel ricreare da zero il capitolo del 2006, dandogli una dimensione moderna senza intaccarne l’animo. Si tratta di un prodotto ottimo, capace di conquistare sia i fan storici della saga sia chi ci si è avvicinato tramite queste “riedizioni”. I pochi problemi che vi abbiamo menzionato non intaccano l’elevata qualità complessiva del prodotto.

Pregi:

  • Una trama splendidamente “incasinata”, ricca di emozioni e di colpi di scena.
  • È divertente fare a cazzotti ma anche semplicemente vivere per Kamurocho e Sotenbori.
  • Colorato, vivace, luminoso.
  • Un lavoro di remake perfetto.

Difetti:

  • La mancanza di localizzazione e un inglese “slangato” rischiano di far perdere alcuni particolari narrativi.
  • Il sistema di combattimento dà il meglio di sé solo quando si sbloccano tutte le abilità.
  • Il Dragon Engine è ancora “inesperto” e si riscontrano alcune imperfezioni legate alla fisica.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8,5

La recensione di Yakuza Kiwami 2 è stata scritta e curata da G-PqV per GameStorm.it, pubblicata il 11-09-2018

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