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Recensione di Rage 2

Titolo: Rage 2
Genere: FPS
Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One (testata), PC
Sviluppatore: Avalanche Studios
Produttore: Bethesda
Data di lancio:14 mggio 2019

Ennesima apocalisse

Otto annetti fa Rage approdò sulle nostre console; ora l’apocalisse è più colorata di quella del titolo capostipite e ancora più fracassona. Le dinamiche sono state rinfrescate, spruzzi di action e RPG qua e là, ma è sempre il tourbillon di esplosioni e massacri a condizionare il gioco. Ne è valsa la pena? Vediamo!

Un folle Mad Max

Gli sviluppatori di Mad Max sono gli stessi di Rage 2, dalle dinamiche e dalle ambientazioni non si faticherà a notarlo. Le differenze, però, iniziano dalla trama piuttosto leggerina che serve soltanto come intelaiatura per dare fondo alle nostre riserve belliche e scatenare l’inferno sulle desolate (ma non troppo) lande del futuribile outworld tratteggiato dagli Avalanche. L’incipit è traumatico, con un asteroide che ha ridotto ai minimi termini la popolazione mondiale portando gli umani sul pericoloso baratro dell’estinzione. Apocalisse pilotata dall’Autorità con lo scopo di poter far nascere una nuova razza bio-robotica. Pur richiamando le dinamiche scoperte nel primo titolo, le stesse fungono solo da blando collante con le nuove avventure e il nuovo mondo che avremo a portata di joypad con le varie Arche del Progetto Eden che riemergono dopo l’impatto del corpo celeste tentando di far rifiorire la vita.

Il fazioso comandante dell’Autorità, il generale Cross, darà ovviamente filo da torcere ai “Ranger” nel tentativo di conquistare e distruggere tutte le arche che via via riemergeranno dalla Terra e, noi, nei panni di Walker, avremo il compito di fungere da resistenza, contrapponendoci alle sue armate e ai mutanti che popolano il mondo dopo lo schianto. Un menage a trois, potremmo dire… non fosse che legami in apparenza impossibili rivelino una realtà ben diversa da quanto supposto.

Trama debole, a volte affastellata a significati nascosti che non va tanto lontano dalle storie macchinose, complicate e cervellotiche, solitamente provenienti dai titoli del sol levante. Il pretesto per iniziare la carneficina è comunque valido e giustificato.

Bulli, Cinghiali e Sudari: Facciamo una stRAGE

Pensavate che l’Autorità e i mutanti fossero le sole parti in causa? Non sono le uniche, a quanto pare. Un mondo allo sfascio, dove regna la regola del più forte non può che essere il dominio di ogni sorta di criminale. Facendoci cosi largo tra le masse di reietti, noteremo che l’accento è posto sulle sparatorie e le corse in auto, relegando la trama quasi a mero elemento di contorno.

Le chiavi di lettura sono molteplici perché ci si può dedicare alla ricerca di oggetti utili alla bisogna, quali armi o potenziamenti da trovare nelle diverse Arche, oppure girare per le terre desolate al solo scopo di eliminare ogni essere vivente.

Naturalmente c’è sempre l’opzione numero uno che vede il portare a compimento lo storyboard principale; di scelte ce ne sono tante, cosi come le ore di gioco che possono aumentare a dismisura (potenzialmente sono infinite) se, ogni volta, accettiamo le diverse taglie che le bacheche delle città mettono a disposizione. Ci sono i conosciutissimi Mutant Bash (retaggio del primo Rage) e molte attività sempre ereditate dal capostipite. Va detto che sebbene gli scontri a fuoco siano divertenti e appaganti, tutte le missioni soffrono dell’effetto déjà vu; spesso sembrano ripetersi, intervallate solo da motivazioni più o meno plausibili (una gang, ad esempio, è ricercata perché ha fatto pipì su delle zucche) ma sicuramente facete. Il titolo sembra essere l’incrocio di Mad Max e Borderlands, con battute spiritose tipiche di quest’ultimo, nomi assurdi e dinamiche dove non avrebbe sfigurato il buon Max.

Rinascita

Mettete un fiore nei vostri cannoni. Una volta il motto era questo, nel nostro caso la rinascita è intesa al periodo che segue l’impatto dell’asteroide; il desertico mondo visto nel primo Rage ora èpiù “colorato”. Quattro diverse macro ambientazioni ancora malaticce segnano la ricrescita della vegetazione e alcune aree paludose testimoniano anche il rifiorire del pianeta. Medesimo discorso per la mappa di gioco che, se all’inizio è priva d’icone, avanzando con le missioni sarà tutto uno sbocciare di punti d’interesse ove occorrerà fermarsi per guadagnare soldi, armi, munizioni, esperienza e feltrite; materiale, quest’ultimo proveniente dallo spazio che serve per sbloccare capacità e intendibile come una valuta parallela al vil denaro.

L’open world si aprirà letteralmente a noi una volta recuperata l’amata Phoenix che ci porterà da un capo all’altro dell’area di gioco distogliendo solo per alcuni istanti il focus dalla componente bellica: la stragrande maggioranza delle attività sarà, infatti, inerente l’eliminazione di gruppi più o meno cospicui di nemici e magari la distruzione di alcuni serbatoi di benzina. Il tutto per permettere al buon Walker di crescere come abilità e potenza di fuoco per affrontare, con dignità e sicurezza dei propri mezzi, lo scontro finale non prima di aver sbaragliato nemici privi d’intelletto ma coriacei se ingaggiati nel modo sbagliato o privi di power-up rilevanti. Il numero e la loro dislocazione può rendere la sfida impegnativa, ma nulla più, alla fine avremo la meglio: la sfida proposta non è proibitiva, ma è divertente al punto giusto… con le opportune abilità nanotritiche abilitate ed equipaggiate.

Il Nuovo Mondo

Abilità e potenziamenti sono altamente personalizzabili; anche il nostro amato veicolo potrà ricevere la stessa dose di “amore”, altrimenti chi ci farà scorrazzare per monti e valli? Certo, i mezzi saranno molti, ma l’unico personalizzabile è il nostro amato Phoenix; gli altri sono trabiccoli più o meno potenti (vi consiglio il Serse III) e ben disegnati, al limite dell’assemblaggio di rottami.

Il nuovo mondo è convincente, con agglomerati di baraccopoli che fungono da nuclei cittadini oppure da covi di malviventi. La vita dopo l’apocalisse potrebbe anche essere cosi, con gente malridotta che sopravvive tra cumuli di sporcizia e lamiere, pseudo militari che vivono nella tecnologia e mutanti orrendi (e giganti) che si nascondono nelle profondità della Terra. Come ogni altro aspetto, anche quello stilistico non si prende sul serio, rappresenta sì un modo in rovina ma con lati folli in maniera simpatica e personaggi (che a voler ben guardare si assomigliano) tratteggiati per essere delle macchiette, sia graficamente sia vocalmente; per certi versi richiama Borderlands. Il motore spinge il gioco a girare molto fluidamente, sia a piedi sia sugli sgangherati mezzi. Le esplosioni sono tra quelle più convincenti viste ultimamente, il resto èpiacevole, anche se forse manca un po’ di dettaglio: gli ambienti sembrano essere simili tra loro fatte le opportune distinzioni tra aree desertiche, paludose, forestali o rocciose. Si passerà sicuramente dalle abbacinanti distese sabbiose a mefitici acquitrini pieni di malata vegetazione ma, a nostro avviso, si sarebbe potuto fare qualcosa di più; i paesaggi ci ruberanno più di uno sguardo perché gli universi post-apocalittici ci hanno sempre affascinato, ma FallOut o Borderlands rappresentano un’attrattiva maggiore. Non ci lamentiamo troppo, questo mondo aperto vuole essere, più che un inno alla trama o alla grafica, una gioia per tutto ciò che è eccessivo e gli sviluppatori ci sono riusciti in pieno: con le combinazioni di armi e super poteri, gli spettacoli sanguinolenti saranno un appagamento, una gioia per gli occhi.

In sintesi:

È molto divertente, l’esagerazione è spinta a tavoletta in un titolo che magari avrebbe potuto giocarsi altre carte. L’aspetto shooter èla parte più riuscita; i mezzi che gli Avalanche ci forniscono per portare la morte in Rage 2 rappresentano un ampio ventaglio di sanguinarie alternative e non ci si annoia (quasi) mai. Le sessioni di guida sono una cosa a parte; i mezzi sono diescretamente manovrabili  ma la fastidiosissima telecamera non ci permette di gestire le dinamiche come vorremmo. La grafica non è sicuramente l’eccellenza ma rende bene alla bisogna e tuttavia non dispiace, anzi.  Purtroppo il fil rouge che ci spinge a continuare non è dettato dalla trama, banalotta e molto ripetitiva, ma dai potenziamenti accumulabili per affrontare il generale Cross e finirla lì. Morale? Bello, piacevole, ma…

Pregi:

  • Shooter frenetico e appagante
  • Divertente…

Difetti:

  • …ma già visto.
  • Alla lunga ripetitivo e telecamera dei veicoli troppo aggressiva.
  • Storia piatta.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7,2

La recensione di Rage 2 è stata scritta e curata da FranX per GameStorm.it, pubblicata il 24-05-2019

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Rage 2

  • Immagine della copertina del gioco Rage 2 per Xbox One
  • Data di uscita:
    14-05-2019
  • Categoria:
    sparatutto
  • Disponibilità per:
    PS4 XONE
  • Popolarità:
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Valutazione del gioco 6

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