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Recensione di Shape of the World

Recensione scritta e curata da dryily per gamestorm.it, inserita il 09-06-2018

Titolo: Shape of the World
Genere: Walking Simulator/Avventura
Piattaforma: PlayStation 4 (versione testata), Xbox One, Nintendo Switch PC
Sviluppatore: Hollow Tree Games
Produttore: Plug In Digital
Data di uscita: 5 giugno 2018

 

La Forma del Mondo

Più volte abbiamo sentito utilizzare il detto “giocare a fare Dio”, riferito ovviamente a campi molto più seri rispetto a quello proposto da Shape of the World. Eppure, un po’ come visto nel famoso quadro “La Creazione di Adamo”, anche qui basta un tocco per dare vita ad un mondo procedurale che prende forma al nostro passaggio, tra colori psichedelici e flora e fauna sempre in movimento.

Il titolo dello studio canadese Hollow Tree Games ha sicuramente avuto un’origine molto più travagliata rispetto a quella che ci viene offerta in questo walking simulator. Shape of the World è, infatti, nato grazie ad una campagna Kickstarter avviata qualche anno fa, nel 2015, che grazie ai 1.198 backers che hanno creduto in questo progetto, donando la bellezza di 79.367 dollari canadesi; il prodotto completo ha visto la luce degli store il 5 giugno 2018.

L’interessante tag-line utilizzata durante la campagna di raccolta fondi chiede:

“Senza la tua presenza, la foresta prenderà comunque vita?”

… un quesito, quasi filosofico, che ricorda il più famoso:

“Quale rumore fa un albero quando cade, se nei pressi non c’è nessuno a sentirlo?”

Non possiamo rispondere a tali dubbi esistenziali, ma possiamo raccontarvi come ci si senta ad esplorare il mondo colorato di Shape of the World, e quale sensazione dia vederlo crescere e cambiare intorno a noi.

 

“Il mondo non ha senso, perché dovrei dipingere immagini che ne hanno?” (Pablo Picasso)

Scomodiamo Picasso per spiegare in poche parole qual è l’universo che ci ritroviamo di fronte in Shape of the World. Un mondo inizialmente vuoto che, una volta attraversato uno dei tanti triangoli/checkpoint sparsi per la mappa, dà vita ad un panorama colorato, creato proceduralmente, che cresce e si plasma intorno a noi e che, a conti fatti, ha poco senso.

Certo, non ci ritroviamo ad esplorare un panorama il cui stile si può ritrovare nei dipinti del grande pittore spagnolo, ma vaghiamo, apparentemente senza meta, in un ambiente rilassante abitato da animaletti simili a meduse, razze e serpentelli, e che punta a liberarci dallo stress accumulato durante una pesante giornata di lavoro.

La forza che spinge il mondo a crescere ed apparire dal nulla è il giocatore, il quale, con visuale in prima persona, viaggia alla ricerca dei suddetti triangoli: una volta attraversati, si assiste al mutare dei colori della flora e della fauna che abita questo particolare, quanto minimal, mondo.

Il gameplay è veramente ridotto all’osso e richiede al giocatore di sedersi comodo, spostarsi a piacimento da un punto all’altro della vasta mappa, utilizzando semplicemente la levetta analogica sinistra, e interagire a piacimento, tramite il grilletto destro, con alcuni degli elementi presenti, come alberi che offrono un breve momentum e permettono di “saltare”, pilastri che se “punzecchiati” danno vita ad una scalinata, sfere gigantesche che permettono di saltare quasi come se ci si trovasse sopra ad un tappeto elastico, e poco altro.

Al grilletto sinistro è riservata la funzione di “creare”, dato che il suo utilizzo permette di piantare una varietà di semi collezionabili, segnalati egregiamente sullo schermo.

Non dovrete preoccuparvi di nessuna missione principale né secondaria, nessuna barra della salute, nessuna statistica, nessun avversario che vi attende dietro l’angolo, e nemmeno di un boss finale. Shape of the World punta a far rilassare il giocatore, sfruttando colori placidi e musiche quasi zen (che contribuiscono a liberare la mente da ogni pensiero) e mettendo da parte la competizione per lasciare tutto lo spazio all’esplorazione; l’unica ricompensa è quella di scoprire nuovi luoghi da visitare.

 

Walking Simulator sarai tu

Per quanto la prima descrizione che venga in mente sia proprio quella di Walking Simulator, il titolo sta stretto allo studio canadese, che preferisce una descrizione diversa per quello che è un vero e proprio genere che sta acquisendo nuova popolarità: i titoli di esplorazione in prima persona.

Come quasi tutti i prodotti appartenenti alla categoria sopracitata, ci vogliono poche ore, 2-3 per l’esattezza, per completare il gioco e vedere i titoli di coda apparire sul proprio schermo. Oltre ad una bassa longevità, aggiungiamo una rigiocabilità irrisoria visto che, nonostante il carattere procedurale, le novità proposte ad ogni playthrough, non trasmettono ulteriori emozioni. Va da sé che, se si prende il gioco come una valvola di sfogo senza alcuna pretesa, se non quello di intrattenere il giocatore al tasso di un basso consumo di energie e concentrazione, le ore passate pad alla mano davanti allo schermo, aumentano esponenzialmente.

Ispirato dai predecessori Journey, Flower e Proteus, Shape of the World offre, oltre ad una fuga dalla vita quotidiana, anche un momento per fermarsi a riflettere sul peso delle azioni dell’uomo e sulla forza della causa ed effetto che la presenza di quest’ultimo ha sull’ambiente.

In un mondo poetico, astratto ed etereo come quello che è stato pensato dagli sviluppatori canadesi, i risultati delle azioni del giocatore hanno un impatto positivo, al contrario di quello che vediamo intorno a noi ogni giorno.

Ma, in soldoni, cos’è questo titolo? Perché ci ritroviamo a seguire un triangolo, unico punto di riferimento per proseguire e modificare il mondo? Chi siamo? Dove andiamo? Perché ci è stata offerta la possibilità di plasmare il mondo al nostro passaggio?

Sono tutte questioni filosofiche che non trovano risposta all’interno del gioco ma che ognuno può provare a svelare secondo le proprie idee. Il triangolo è un’entità superiore, una divinità, per così dire? Noi siamo il suo profeta? Si tratta solamente di una metafora per ricordare l’impatto dell’uomo sull’ambiente?

Avendo saltato le lezioni di filosofia, non abbiamo delle risposte assolute a tali domande, forse lasciate volutamente aperte dal team di sviluppo per enfatizzare l’aura quasi spirituale che sembra avvolgere il gioco.

Mescolare attentamente il vecchio col nuovo e aggiungere una dose di realismo

Volutamente minimal, Shape of the World vede il contributo di un artista VFX che ha creato un mondo plasmato su un giusto mix di vecchio e nuovo. Il vecchio sta nello stile dei disegni, che ricorda un po’ i poster vintage di alcuni film e telefilm di qualche decennio fa, mentre il nuovo sta nell’utilizzo delle ultime tecniche di motion graphics.

A questo si aggiunge anche il tocco di realismo dato dalle rigogliose e lussureggianti foreste canadesi, capaci di regalare un colpo d’occhio mozzafiato nel mondo reale e utili, all’interno del titolo, per offrire la fitta vegetazione che s’innalza al passaggio del player.

Il viaggio infinito è accompagnato da un comparto audio che va a braccetto con i progressi del giocatore; spicca la presenza di sonorità naturali, ispirate dai suoni udibili nell’Asia Meridionale, e sprazzi di beat elettronici che ben si sposano con l’ambientazione psichedelica dell’opera.

In sintesi:

Anche se gli sviluppatori rifiutano di essere categorizzati sotto il genere di Walking Simulator, Shape of the World entra di diritto nella categoria. Il mondo procedurale che attende il giocatore prende vita mentre cammina alla ricerca di uno dei tanti triangoli, unici punti di riferimento presenti all’interno della mappa. Questi, una volta attraversati, modificano i colori dell’ambiente, sfruttando la palette a disposizione, dando vita ad un universo psichedelico in continua evoluzione, vero co-protagonista in questo titolo.

Senza nessuna minaccia, nessun nemico e nessuna preoccupazione, Shape of the World basa tutta la sua esperienza di gioco sull’esplorazione e sull’impatto che l’uomo ha sull’ambiente di gioco, lasciando il giocatore con dubbi senza risposta relativi alla motivazione dietro la sua presenza e allo scopo di questo viaggio.

La breve longevità del titolo, che si assesta sulle 3-4 ore, i contenuti di gioco dal gameplay ridotto all’osso, se non quasi inesistente, e la rigiocabilità troppo bassa, vista l’assenza di nuovi contenuti ad ogni run, non possono giustificare il prezzo di 14,99 euro, davvero elevato per un titolo del genere. L’unico pregio che gli riconosciamo è quello di far rilassare il giocatore ricorrendo ad un placido e tranquillo mondo esplorabile a proprio piacimento.

Pregi:

  • Ottimo colpo d’occhio offerto dai colori.
  • Affascinante mondo procedurale che cambia al passaggio del giocatore.

Difetti:

  • Diventa monotono molto in fretta.
  • Prezzo eccessivo per un titolo dai pochissimi contenuti.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6

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Shape of the World

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    05-06-2018
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    SWITCH XONE PS4
  • Popolarità:
    0 %
  • ps4

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