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Recensione di South Park: Il bastone delle verità

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 19-02-2018

Titolo: South Park: Il Bastone della Verità
Genere: RPG
Piattaforma: PlayStation 4 (testata) / Xbox One
Sviluppatore: Obsidian Entertainment
Produttore: Ubisoft
Data di uscita: 13 febbraio 2018

Non c’è due senza tre (edizioni)

C’era una volta, nell’ormai lontano 2006, un Eric Cartman che ricorse all’ibernazione per riuscire a sopportare l’attesa per il lancio di Nintendo Wii (nell’episodio Go God Go, 12° della 10° stagione).

Non sarebbe stato necessario per il gioco di cui vi parliamo oggi: si tratta, infatti, della terza volta che South Park: Il Bastone della Verità approda sul mercato videoludico. Obsidian Entertainment e Ubisoft l’hanno, infatti, prima proposto su piattaforme old-gen (2014), poi come “allegato pre-order digitale” in South Park: Scontri Di-Retti e, infine, nell’edizione stand-alone per PlayStation 4 e Xbox One.

Molti tra i nostri lettori avranno avuto modo di giocarlo in passato quindi questa nostra recensione è rivolta a quei “coglionazzi” che ancora non l’hanno fatto.

Black Humour, Satira, Linguaggio Scurrile e Sonde Anali: c’è tutto, fatevi un clistere

Le vicende vedono come protagonista un alter-ego del player, trasferitosi nel sobborgo del Colorado con la propria famiglia. Il nuovo del quartiere ha evidenti problemi nel relazionarsi, non parla e, come lascia intendere il prologo, è la “causa” del trasloco.

Invitato (costretto) dai genitori a far nuove amicizie, dopo aver soccorso Butters, il neo-arrivato viene condotto al KKK, Castello di Koopa Keep, ovvero il giardino del “Re Mago” Cartman.

Qui, il protagonista entra immediatamente a far parte di un LARP (Live Action Role-Playing) che ruota attorno ad una guerra tra umani ed elfi, entrambi bramosi del potere dato dal mistico Bastone della Verità (un semplice pezzo di legno custodito da Cartman).

Le “Orecchie a Punta” invadono il covo e, rubando la reliquia, danno inizio ad un susseguirsi di eventi che vanno ben oltre un semplice gioco di ruolo dal vivo. Esilarante e irriverente, violento e scurrile, l’arco narrativo, scritto dagli stessi autori Matt Stone e Trey Parker, offre tutti gli elementi caratteristici della controparte animata e tantissimo (piacevole) fan-service. Il dipanarsi degli eventi, suddivisi in missioni principali e secondarie, non ha il solo sottofondo Fantasy del LARP: in circa dieci ore di gioco, tra Alieni e Nazi-Zombie, la sceneggiatura gode di assurdi e riusciti colpi di scena grazie ai quali la situazione degenera in puro stile South Park.

È un RPG, pitooo?

South Park: Il Bastone della Verità è, fondamentalmente, un gioco di ruolo con sistema di combattimento a turni, contornato da sezioni di esplorazione e quick time events.

Lo scheletro del gameplay è, infatti, quello caratteristico di un RPG, a partire dalla creazione del personaggio per il quale sono selezionabili quattro classi: Guerriero, Mago, Ladro ed Ebreo (una sorta di “Paladino” le cui abilità sono un misto tra quelle fisiche e quelle magiche) .

La sostanziale differenza risiede, però, nell’abilità speciale di ognuna di esse e nella “fornitura” iniziale del giocatore. Infatti, nel progredire dell’avventura, la suddetta scelta non influisce particolarmente sull’equipaggiamento utilizzabile e sullo sviluppo delle abilità, dimostrando come l’idea del team di sviluppo fosse quella di offrire un sistema più libero e meno vincolante rispetto a quello proposto in altri esponenti del genere.

Gli esiti degli scontri (in squadre composte da due personaggi) si basano sul consumo dei canonici PF (Punti Ferita) e PP (Punti Potenza), e sulla scelta, turno dopo turno, tra le svariate azioni del team: attacco a distanza o ravvicinato, debole e forte, difesa, utilizzo di oggetti e magie ODOROSE.

Talvolta, quando si è ancora in fase esplorativa, i duelli sono evitabili o, per lo meno, semplificabili, sfruttando gli interagibili presenti sulla mappa, risolvendo semplici puzzle ambientali, o eseguendo un “pre-attacco” per destabilizzare i nemici (ad esempio a suon di scorregge infiammabili).

Come vi abbiamo anticipato, il gameplay include tantissimi momenti QTE, anche all’interno degli scontri: il giocatore, “costretto” a premere un determinato tasto con il giusto tempismo, è così maggiormente coinvolto nelle fasi di combattimento.

In merito al loot, gli sviluppatori hanno inserito un’enorme quantità di oggetti dalle svariate funzionalità che, spesso, sono un evidente e preciso rimando a situazioni memorabili della serie animata.

Chiapperi!

C’è poco da dire per quanto concerne il comparto grafico. L’estetica è estremamente fedele all’opera originale da cui è tratto il game, a partire dalle sagome dei protagonisti, passando per gli sfondi e la pattern cromatica, per concludere con le celebri animazioni in stile stop-motion.

La nuova edizione, rispetto a quella old-gen, non rappresenta una vera e propria remastered, ma gode di una migliore gestione del frame-rate e di una nitidezza complessiva leggermente superiore (si fa fatica a notare la differenza, a essere onesti).

Musiche di accompagnamento accattivanti e doppiaggio originale (in lingua inglese con sottotitoli in italiano eccessivamente piccoli) contribuiscono a dare l’idea di trovarsi di fronte ad una corposa puntata interattiva della serie.

L’unica nota dolente è individuabile nell’organizzazione delle interfacce, spesso troppo caotiche e poco immediate.

In sintesi:

South Park: Il Bastone della Verità è un buon RPG che, vista la difficoltà non elevata, è piuttosto accessibile anche per chi non è particolarmente forgiato nel genere. Ovviamente, vi è un pre-requisito fondamentale: se odiate South Park, non gradirete nemmeno il suo tie-in. Nonostante le caratteristiche da RPG, il lavoro di Obsidian può essere visto, infatti, come un lungo episodio giocabile della controparte animata, poiché ne mantiene inalterate tutte le peculiarità. Riteniamo che la sua terza immissione sul mercato videoludico a prezzo budget, rappresenti per tutti i fan di Cartman & Co., l’occasione giusta per recuperarlo.

Pregi:

  • È South Park.
  • Scheletro RPG ben strutturato e accessibile.
  • Divertenti sequenze QTE.
  • Estrema fedeltà alla serie animata.
  • Non dovete farvi ibernare per averlo.

Difetti:

  • È South Park.
  • Interfaccia e schermate di gestione del personaggio disordinate.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8

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