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Recensione di WWE 2K17

Recensione scritta e curata da FranX per gamestorm.it, inserita il 29-10-2016

Titolo: WWE 2K17
Genere: simulazione sportiva
Piattaforma: Xbox One
Sviluppatore: Yuke’s
Publisher: 2K Sports
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2016

McMahon 2K17

Uno Showcase in meno a tutto vantaggio della carriera e della blasonata WWE Universe. La forse ormai stantia la rivisitazione dei personaggi del passato ha ceduto il passo alle due modalità che dal nostro punto di vista hanno sempre intrigato maggiormente, per il respiro più ampio conferito al gioco. Prepariamo a liberare tanto spazio sul disco fisso (il titolo cannibalizzerà quasi 60 Gb) e scaldiamo il joypad, pronti a lanciarci nel ring e provare la nuova creatura di Yuke’s.

Don’t try this

Con il 2K16 il franchise è come ripartito, è stato ristrutturato. La rivisitazione l’ha reso più tecnico e più lento e compassato rispetto ai precedenti WWE. A molti è piaciuto, ad altri un po’ meno poiché certe lentezze nel colpire hanno, a nostro avviso, smorzato l’immediatezza di cui hanno goduto molte versioni del titolo. E si riparte. Anno nuovo, gioco nuovo. Vorremmo partire da quello che viene subito trasmesso, una volta ai comandi del wrestler: il comparto tecnico. Lo spazio necessario all’installazione è notevole e importante e trova pieno riscontro visivo poiché la grafica è ad alti livelli. La cura dei modelli, quantomeno quelli più famosi, ricalca perfettamente la controparte reale e i lottatori cui il roster attinge sono moltissimi e si differenziano tra Superstars, Divas, Leggende e Manager. Pur trattandosi di un gruppo assai corposo non è aggiornatissimo e i più esperti noteranno alcuni performers assenti oltre che la storica separazione dello show Raw/SmackDown e, per ultimo, l’assenza della nuova cintura di WWE Universal Champion. Volendo snocciolare qualche numero, troveremo circa 140 combattenti che aumenteranno, in futuro, a ben 170 (o giù di lì) sparpagliati tra i vari DLC. Terminato il breve excursus numerico, vorremmo tornare sul comparto visivo, evidenziato dai “piros” delle varie entrate e trovando ottimo seguito sul…quadrato di gioco. Wrestlers enormi, magari alcuni più curati di altri, rifiniti con dovizia di particolari irromperanno fluidamente sul ring e su ogni backstage disponibile con, tuttavia, soluzioni tecniche legate al gameplay che rallenteranno l’azione a video, soprattutto legata ai minigiochi o QTE per approntare le contromosse. Quest’influsso della giocabilità mina, a nostro parere la piacevolezza dei match a causa di un’eccessiva “strategia” e ricerca ossessiva del timing corretto per premere RT ed effettuare un contrattacco. Dovendo prestare moltissima attenzione alla comparsa dell’indicazione (sopra la testa del nostro entertainer) per premere il grilletto destro, perderemo molto delle dinamiche sul ring e ci toglieremo gran parte del divertimento per soluzioni ludiche più dinamiche. Il massimo dell’impatto grafico lo avremo, quindi, durante i replay o nei momenti in cui non dobbiamo porre eccessivo focus sulle contromosse. Detto questo, le numerose arene e relativi backstage ove imbastire “risse” sopperiscono parzialmente a queste meccaniche che andrebbero rese più fluide. Oltre a questo riscontriamo una fisica di base, che non da’ il giusto riscontro ai vari colpi e soprattutto ai clinch, che sembrano indifferenti alla diversa mole degli atleti. Last but not least riscontriamo alcuni glitch grafici, un esempio? Detto fatto. Osservate le immagini del wrestler da noi creato: i capelli in teoria sono marroni, in pratica, come si può vedere, hanno assunto una colorazione iridescente; non capiamo per quale motivo e anche se proviamo a “forzare” il colore marrone, abbiamo sempre lo stesso effetto.

Triple threat match

Abbiamo introdotto il gameplay, non possiamo fare finta di nulla e darlo già per liquidato. Sviluppiamo meglio il concetto. La scorsa versione, considerata come ripartenza del brand, era caratterizzata da una certa macchinosità di fondo (tuttora presente, anche se sembra più rifinita). Come accennato, a nostro avviso, andrebbe rivisto il sistema dei contrattacchi che ci costringe a fissare la testa del nostro omone per premere RT al momento giusto. Per il resto abbiamo i comandi del wrestler abbastanza agevoli: un tasto per i colpi leggeri, uno per correre, uno per i contrattacchi e uno per le prese. Sottomissioni e tentativi di pin accederanno a minigiochi abbastanza riusciti (si portano a termine o con lo stick destro o con la pressione di pulsanti con il giusto timing); l’ultimo fattore negativo che ci sentiamo di segnalare sono gli schienamenti, veramente difficili da portare a termine, anche se l’avversario è praticamente morto e difficilmente evitabili qualora fossimo noi a subirli, anche se siamo pieni di forze. Ne consegue, soprattutto agli inizi una frustrazione latente, strisciante che ci accompagnerà lungo tutta la nostra carriera sul ring che ha inizio da un veloce menù dal quale partire per portare a termine le nostre scelte che variano dalla classica esibizione, ricca di differenti opzioni e incontri offline e online (dal TLC alle risse, passando per i Backstage Brawl di sicuro interesse, dove ci si legna con ogni elemento siamo in grado di trovare) per culminare nella My Career ma soprattutto WWE Universe. Ci concentriamo sulla Carriera che inizierà da NXT sotto la supervisione del trainer A-Train. Com’è risaputo, non si tratterà di migliorare soltanto le nostre caratteristiche e performance ma anche le mic skill, la capacità di sapersi porre di fronte al microfono. Avanzamento professionale legato a doppio filo con il mero chiacchiericcio che influenzerà anche le alleanze e la nostra inclinazione da face o heel. Interessante scelta è quella del WWE Universe che ci permetterà di organizzare tutti gli show, settimana per settimana, imbastire le rivalità caratterizzando i vari roster con tutto quello che ne consegue.

Sweet chin music

La galvanizzante colonna sonora del titolo, è stata scelta dalla popstar P. Diddy e rappresenta una splendida base musicale che ci terrà compagnia soprattutto negli estenuanti momenti morti di WWE 2K17. Il connubio di indie, rock, hip hop e dance spazia tra una dozzina di brani che si alterneranno, per la gioia delle nostre orecchie; cosi come molti di noi apprezzeranno le varie entrance themes degli atleti che fanno da magnifico contraltare alla “svogliata” telecronaca dei vari match. Naturalmente non poteva essere come nella realtà, però un po’ più commentata non avrebbe sicuramente dato fastidio, seppur privi del nostro Bardo e del Godzilla (aggiungiamoci l’indimenticabile Dan Peterson) ai quali siamo affezionati e abituati.

Here comes the pain

Sicuramente dedicato ai fan. Probabilmente piacerà anche a chi non mastica lo sportainment per eccellenza poiché verrà rapito dalle trame da soap opera anche qui riproposte. Certe meccaniche sono forse vecchiotte, e, a nostro avviso, i vari minigiochi o il famigerato RT da premere per i contrattacchi rallentano l’azione e tolgono respiro al match, dovendoci concentrare soltanto sulla testa del lottatore. Fatta la mano (e l’occhio) apprezzeremo maggiormente il lavoro fatto da Yuke’s, anche se, non lo neghiamo, avremmo gradito un titolo più dinamico e meno frammentato dai QTE. Il roster immenso, le nuove pieghe della Carriera e del WWE Universe ci faranno passare sopra alcune lacune sia tecniche sia implementative (tra le quali l’assenza della cintura Universal Champion e la divisione dei due main show). L’aspetto che ci ha maggiormente infastidito sono i caricamenti lunghissimi: li sorbiremo sia durante la presentazione dell’incontro che per il match vero e proprio; abbiamo volutamente tolto un punto alla valutazione complessiva, sono snervanti e guai a mettersi a customizzare ulteriormente il proprio alter ego con nuove mosse o abbellimenti estetici oppure prendere parte a una promo contest al microfono poiché dovremo sciropparci altri “eterni” tempi morti.

Pregi

  • tonnellate peformers tutti da scoprire
  • colonna sonora
  • grafica

Difetti

  • submission più tecniche ma lente
  • caricamenti lunghissimi
  • il sistema dei contrattacchi ci forza a fissare la testa del nostro wrestler per il giusto timing di risposta

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7,5

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