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Recensione di Final Fantasy XV: Royal Edition

Recensione scritta e curata da FranX per gamestorm.it, inserita il 26-03-2018

Titolo: Final Fantasy XV Royal Edition
Genere: JRPG
Piattaforma: Xbox One
Sviluppatore: Square Enix
Publisher: Square Enix
Data di pubblicazione: 06 marzo 2018

Una saga sempreverde

Un prodotto tormentato, un’opera sempre rimandata e bistrattata a più riprese; annunciata nel 2006 e tra cambi di titolo, di direzione, idee, eccetera eccetera, è rimasta nei cassetti degli sviluppatori fino all’uscita, nel 2016. Anche qui, critiche a pioggia per via di presunte lacune a livello principalmente di trama, riempiti poi dai vari DLC che qui troviamo accorpati tutti insieme, in aggiunta a doverose novità.

Le dimensioni contano

La prima cosa che ci colpisce è la corposità dell’edizione: circa 80 Gb spalmati tra il titolo vero e proprio e la ventina di DLC che ne arricchiscono diversi aspetti; dal narrativo al grafico (con orpelli presi in prestito dai precedenti capitoli) al multiplayer. C’è tantissima carne al fuoco e si rischia l’indigestione. Con la lista della spesa della Royal Edition ci fermiamo qui perché ora inizia lo spettacolo: il buon vecchio Re Regis, invia l’amato figlio Noctis a sposare la fidanzatina di vecchia data Lunafreya per suggellare al contempo il patto con il regno della sciamana, Tenebrae. Dalla capitale Insomnia, gli eventi iniziano cosi a mettersi in movimento con il viaggio del principe ereditario e dei suoi amici/guardie del corpo che dall’età dell’adolescemenza si vedranno via via maturare a bordo della Regalia, l’automezzo regale. Le vicende di Noct, Gladio, Ignis e Prompto hanno cosi inizio nell’immaginario mondo di Eos durante il periodo di calma apparente per sigillare l’armistizio tra il Regno di Lucis, nostra madrepatria e i nemici Niflheim che hanno il controllo della maggior parte delle terre. Dinamiche che prendono una nefasta piega proprio durante la traversata in auto dei paesi poiché il voltafaccia dei nostri avversari condurrà alla rottura della tregua e alla notizia dell’apparente morte di tutti i suoi cari compresa la propria. Scoperta cosi l’impossibilità di riportare la pace su Eos, deciderà di continuare la missione affidatagli dal vecchio regnante con il doppio scopo di riportare tutto alla normalità nonostante l’improbo compito e di sposare l’amore di una vita, Lunafreya. Il tragitto non si rivelerà povero di incontri sia di amici e alleati che nemici e avversari, svelando un immenso mondo traboccante di creature di ogni genere e fattezza tutto da scoprire, com’è d’abitudine della saga di Final Fantasy.

Nel mezzo del cammin di loro vita

La solennità trasuda un po’ in ogni comparto, anche in quelli più scanzonati o trasognanti. Dimensioni di FFXV, trama, grafica e sonoro; anche il gameplay possiamo definirlo epico con il nostro avatar e le sue guardie del corpo…contro tutti, per incerottare una pace sempre più fragile. Giocabilità che si sgancia dalle precedenti rivisitazioni e perde le compassate dinamiche dei turni a favore di un’azione più dinamica e costante, senza mettere in pausa il tempo ad ogni fase di gioco bensì virando nettamente su combattimenti in tempo reale. Scontri mai noiosi, diciamolo subito, che vedranno prevalere le mischie all’arma bianca corredate di magie in bottiglia e poteri speciali a seconda del membro del gruppo in questione, sia nel corpo a corpo che a distanza; a seconda del corretto tempismo faranno scattare particolari trigger o danni aggiuntivi. Ogni ragazzo sarà dotato di abilità speciali che coprono tutte le necessità di un party; dalle skill di recupero energia a quelle relative ai danni elementali e così via. Impareremo a conoscere gli avversari e scoprire punti deboli o, selezionando gli opportuni talenti dell’albero delle abilità, avremo la possibilità di utilizzare al meglio armi devastanti o ancestrali. Di cose da fare ce ne sono molte, e non solo a livello combattivo ma anche sul piano dell’avventura, del viaggio on the road verso il nostro amore pilotando le vicende di Noctis verso un qualcosa di plausibile, realistico; un itinerario ricco di sfumature e di attività parallele da portare avanti. Il percorso (di vita) del giovane sarà così un variegato susseguirsi di situazioni dipendenti anche da eventi atmosferici o dall’avvicendarsi del giorno e della notte o della città in cui saremo. Si potrà fare praticamente tutto, un vero open world come ormai è d’obbligo per i titoli che puntano a essere il top anche se non è totalmente aperto poiché di muri invisibili ne troveremo parecchi lungo il percorso. Forse la parte meno movimentata è proprio quella a bordo della Regalia o le fasi a piedi; muoversi a Eos non è proprio il massimo della velocità, anzi, a nostro avviso si poteva incrementare un po’ la celerità di spostamento. È piacevole scoprire il mondo attorno a noi, ma a certi ritmi può risultare noioso. Nel mezzo del cammin di nostra vita ci troveremo sovente in situazioni via via più ardue, con mostri o nemici sempre più numerosi e agguerriti; IA standard, sopperita dal numero di avversari e dal livello degli stessi: ne basta anche uno solo di una decina di livelli in più per rendere interessante lo scontro che, vista la velocità, difficilmente ci permetterà di soffermarci a trovare le debolezze del nemico ma ci costringerà a vere e proprie mischie, sfruttando tutto l’arsenale a disposizione. Armi, armature e oggetti di supporto, come si potrà vedere, non mancheranno; alcuni saranno upgradabili grazie alle abilità del vecchio Cid, altri utilizzati come arnesi da rivendere o mixare per ottenere i più disparati effetti delle magie in bottiglia. Quest’ultima caratteristica sarà sfruttabile possedendo boccette per contenere il sortilegio, il corretto catalizzatore e almeno uno dei tre poteri elementali assorbibili nei pressi degli accampamenti. Il collegamento con il bivacco è dovuto perché non è da sottovalutare in quanto ci permette di salire di livello, sviluppare le abilità e rifocillarci con cibi che forniscono importanti bonus per continuare l’avventura. Non ultimo, ricordiamo che di notte si scatenano i Daemons, creature più potenti di quelle diurne: ocio, quindi alla strategia utilizzata; accampatevi spesso.

Il bivacco

Fare camping può anche essere un modo alternativo per soffermarsi un attimo e scrutare l’orizzonte, guardare il paesaggio e magari tentare di scovare le numerose specie presenti nel gioco; ovvio, a patto di non ripartire a spron battuto una volta terminata la sosta. Per quanto il titolo tenti di perdere le influenze nipponiche scopriremo che, invece, ne manterrà le radici nonostante influenze internazionali, sia per la struttura del titolo che per alcuni scenari o situazioni presenti. Come in passato lo sguardo si perde tra scorci fantastici ed evocativi esseri più o meno amichevoli che via via apprezzeremo per fattezze e caratteristiche. A volte avremo un dejà vu di trovarci nelle wastelands di Fallout, ma si tratta solo di un’impressione disattesa dalle bestie qui presenti che spaziano per forme e dimensioni e modus vivendi. A seconda della località, del tempo atmosferico o semplicemente dell’ora del giorno potremmo ritrovarci a fronteggiare differenti specie con il proprio culmine al buio. Come se non bastasse spesso si aggiungeranno i militari dell’esercito di Niflheim per un forsennato tutti contro tutti, ove la distinzione tra i vari tipi di nemici diviene meno netta. Ogni avversario avrà il proprio pattern d’attacco, soverchiante per numero o livello ma sempre ben preciso e inconfondibile anche se la “tattica” più usata è quella legata alla quantità dei combattenti. Ogni ecosistema con la propria flora e fauna è molto credibile, cosi come i comprimari che ci supportano e png con cui ci raffrontiamo, tutti caratterizzati in maniera accurata sia in termini puramente estetici che caratteriali (ad esempio, al precisino Ignis si contrappone lo scanzonato Prompto). Ci sono piaciuti gli effetti dedicati alle luci e molto meno alcuni dettagli riguardo piccoli particolari che possono fare la differenza, quali orme nella sabbia o la pioggia che manca di effetto goccia. Altro neo che ci ha lasciato sorpresi è l’assenza di interazione con le cose o le strutture quali edifici o case: colpendoli con spadoni giganteschi non avremo il piacere di vedere nemmeno una scalfittura sul muro.

Musica per gli occhi

Dato lo spessore del titolo, anche l’apporto musicale deve essere all’altezza e cosi è, infatti. La colonna sonora abbraccia differenti stili musicali e chi lo finirà del tutto, apprezzerà sicuramente la cover qui riproposta; non vi diciamo altro. Durante il gioco salteremo da semplici stacchetti frenetici (giusto per mettere pepe agli scontri) a vere e proprie tracce audio importanti, epiche, come siamo abituati dai prodotti di questo calibro da parti suonate col piano ad altre più orchestrali. Si passerà attraverso motivetti allegri e musicalità più “impegnate” e la medesima cura è posta anche nel campo effettistico e sui dialoghi, tutti in inglese (o giapponese, a scelta) ma caratterizzati con convinzione. Alcune parti avranno il labiale fuori sincrono cosi come alcuni personaggi hanno una voce che non trova conferma nell’aspetto fisico, ma è voler cercare il pelo nell’uovo dal momento che di png ce ne sono parecchi e i doppiatori non sono infiniti. 

Una favola moderna

Un titolo enorme, fiabesco, che ad ogni partita ci fa trovare qualcosa di nuovo, fosse esso un nuovo pesce pescato, una nuova specie scoperta o voglia semplicemente di prendere a spadate tutto ciò che si muove; i contenuti sono parecchi e non sviscerabili in una recensione. Ci siamo goduti il gioco come una favola con tutti i crismi del caso, dalla parte narrativa ove entreremo in sintonia con lo sparuto gruppetto di eroi per forza, a quella più dinamica che ci vede invischiati in eventi molto più grandi di noi ma che piano piano ci farà trovare il bandolo della matassa perché FFXV non è solo combattimenti ma abbraccia anche sfumature più romantiche (nel senso dell’avventura in se’) o semplicemente visive; se ci fosse Darwin sarebbe impazzito per la strana evoluzione delle bestie del gioco. Scherzi a parte, consigliamo il titolo anche al netto di alcune piccole magagne tecniche.

Pregi

  • gameplay rinnovato con combattimenti in tempo reale
  • avventura on the road avvincente e longeva
  • personaggi memorabili e colonna sonora d’impatto

Difetti

  • alcuni dettagli tecnici rivedibili
  • spostamenti sulla mappa un po’ lenti e fake open world

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 9

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