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Recensione di Deadpool

Titolo: Deadpool
Genere: Action
Console: Xbox 360
Sviluppatore: High Moon Studio
Publisher: Activision
Data di pubblicazione: 28 giugno 2013

Sesso, pistole e katane

Deadpool, l’antieroe per eccellenza, un vero e proprio cazzone che ha suscitato le simpatie di molti sin dalle prime apparizioni per il suo fare sopra le righe e il suo interloquire non proprio raffinato. Di proseliti, questa vera e propria macchietta Marvel ne ha raccolti ovunque, da anni si vocifera un film a lui dedicato ma finora si è trattato solamente di voci. Ha destato curiosità il suo approdo nel mondo videoludico nel miglior videogioco mai creato, scritto e diretto…certo, cosi dice Wade Wilson (aka Deadpool) ma la realtà, per lo sboccato tizio in tuta rossonera (no no, non stiamo parlando di fede calcistica) è, ahinoi, piuttosto lontana dalle velleità presunte. 

Chi cazzo è Deadpool?

Siamo buoni e vi evitiamo la classica ricerca d’informazioni sul notissimo sito enciclopedico online; Deadpool, è un mercenario di nome Wade Winston Wilson, che ha tentato di curarsi dal cancro a livello avanzato e si è sottoposto a esperimenti da parte del progetto Arma X che ha sempre tentato di creare un altro Wolverine. L'esperimento è in parte fallito perché il chiacchierone è rimasto devastato mentalmente (spesso, infatti, intavolerà discorsi con una voce nella sua testa) e fisicamente è stato rovinato.

Bla bla bla bla

High Moon Studio, per il sollazzo dei nostri pad, è la software house che ha preso a cuore il progetto dopo numerose telefonate, minacce e insulti ricevute dallo stesso Wilson. Gli autori dell’ottimo Transformers sono cosi stati costretti a scendere in campo per sfornare l’ eccellente gioco imperniato sul mercenario chiacchierone e con qualche comparsata di alcuni suoi amici e nemici, provenienti nientepopodimeno che dalla Casa delle Idee; alcuni saranno dei cammei e appariranno per il solo gusto di venir presi in giro e ridicolizzati un po’ (qualcuno ha detto Wolverine, il nanetto peloso e dallo strano odore?). Altri, come Cable, lo aiuteranno in alcuni frangenti delicati dell’avventura che ha, come fine ultimo la creazione del videogioco stesso. Lo sappiamo, la trama non ha senso, è folle; in effetti, è cosi: lui (Deadpool) vuole scrivere, dirigere e recitare nel suo gioco fichissimo e ha scelto come nemico da perseguire, Sinistro, un vecchio e pericoloso avversario dei mutanti. 

La caccia dello spietato avversario ha inizio dal fatiscente appartamento dell’antieroe per giungere là dove nessun uomo era mai giunto prima d’ora: Genosha, l’isola nazione degli individui dal gene mutageno. Una continua rincorsa a tette, esplosioni, ammazzamenti, donne nude e situazioni surreali che “alternano” la mente del mercenario tra realtà e immaginazione; per un action game che si srotolerà abbastanza agevolmente seguendo i dettami dei più classici dei gameplay: nugoli di nemici da aprire in due con le armi bianche a disposizione o sforacchiare a ripetizione mediante combo inanellate dalle ripetute pigiate dei tasti del joypad che conferiscono al genere toni da hack and slash.

Uccidendo i malvagi nei modi più stilosi possibili aumenteremo i punti esperienza/monete per incrementare le capacità fisiche, comprare armi o migliorare le stesse. I nemici che tenteranno di farci la pelle sopperiscono la loro stupidità con il numero e con ingaggi da lontano mediante mitragliate, forse i più pericolosi sono proprio quelli che sparano perché’ difficili da raggiungere.

Affettando qua e la riempiremo alcune differenti Momentum (semplici barre che, quando cariche, ci permetteranno di eseguire combo speciali e più devastanti). Ogni tanto qualche avversario più massiccio e tosto interromperà la routine granguignolesca perché ci impegnerà più degli altri. Il succo dell’esperienza non varierà poi di molto in quanto lo storyboard non ci da’ modo di conoscere davvero chi c’è dietro quella cazzo di tuta e ci rimanda sempre alle ghignate a seguito dei dialoghi di Deadpool. Dobbiamo dirlo, però, l’amico è dotato, molto dotato, non ci sono dubbi su questo: la sua parlantina, infatti, non cesserà che per pochi secondi, saltuariamente; ha sempre qualche minchiata (per lo più a sfondo sessuale) da dire.

Fatelo tacere

I vocalizzi, infatti, sono la classica chicca, una vera e propria sorpresa perché la personalità estrema di Wilson e la sua parlantina senza fine ci fanno mantenere un tasso di curiosità abbastanza elevato: cos’altro combinerà quel cazzone, di nuovo? D’insulti ce ne sono per tutti, dagli amici ai nemici, l’unico scotto è il parlato in lingua anglosassone che ci penalizza un po’ perché’ costringe i nostri occhi a fissare i sottotitoli per capire bene quel che dice perdendo alcune dinamiche dell’azione (sempre abbondante). Fortunatamente l’attore che impersona l’eroe sembra davvero a proprio agio, cosi dicasi per tutti i comprimari, che forniscono la giusta dose di humor e battutacce degne dei bar più malfamati. Il sonoro, dobbiamo dirlo, non è all’altezza del parlato perché’ tende spesso a “nascondersi” dietro i rumori e le esplosioni, si fatica a udire i brani che incalzano leggermente più convinti quando ci sono nemici in zona.

Kachiiiiing!!

Fermi là: il suono del registratore di cassa non deve indurvi in errore, sapendo che questa è la parte dedicata al comparto grafico. Purtroppo la qualità del titolo è condensata nel solo audio; come detto la giocabilità richiama dinamiche di (quasi) puro button mashing in voga anni fa e la parte di design non si discosta dall’età dimostrata dal gameplay. Tutto da' l’idea di stantio, vecchio, o forse ci facciamo trarre d’inganno da una Genosha in rovina ma caratterizzata da scenari spogli privi di particolari o di peculiarità degne di menzione. L’idea è di un prodotto raffazzonato e lanciato di fretta e furia perché non godiamo nemmeno di scorci evocativi; ogni elemento sembra ripetersi, nel gioco, dai nemici agli scenari…e non ci fermiamo qui! Il titolo, potenzialmente esplosivo, non mostrerà alcuna interazione con i livelli, con gli oggetti e le architetture presenti: colpendo un vaso con la katana non succederà proprio nulla; il contenitore rimarrà in bella mostra come se nulla fosse accaduto. Nemmeno il motore che muove tutto è salvo dalla pochezza che contraddistingue Deadpool, infatti, spesso noteremo cali di frame rate o uomini che si muovono a scatti…anche se morti!

Titoli di coda

Anche per l’estroverso e sboccato Wade giungono presto i titoli di coda che enfatizzano la simpatia dell’esagerato personaggio tentando di spostare il focus dall’anonima avventura dell’eroe verso il corollario di nonsense che circonda lo stesso. Il voto sufficiente è la prova tangibile che le gag e le assurde situazioni qui presentate hanno, in parte sortito il loro effetto; l’occhio attento della redazione, però, non può glissare su tutto il resto che non è adeguato e sembra il classico prodotto forzato dal marketing che ha fatto di tutto per spingere un titolo ancora in fase implementativa. Il divertimento è più che altro causato dalla curiosità di sapere dove andrà a parare Deadpool con le sue cazzate.

Pregi

  • Chiacchericcio spassoso
  • Molto sopra le righe
  • Molto buone le caratterizzazioni dei supereroi

Difetti

  • Grafica e gameplay vecchiotta
  • Meno buone le caratterizzazioni dei comuni avversari

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6,5

La recensione di Deadpool è stata scritta e curata da FranX per GameStorm.it, pubblicata il 24-07-2013

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