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Recensione di TerraTech

Titolo: TerraTech
Genere: Sandbox Open World
Piattaforma: PlayStation 4 / Xbox One / Nintendo Switch (testata) / PC
Sviluppatore: Payload Studios
Produttore: Payload Studios
Data di uscita: 10 agosto 2018 (PC, Xbox One), 14 agosto 2018 (PlayStation 4), 29 maggio 2019 (Nintendo Switch)

Lande vastissime, mezzi lentissimi

Non c’è molto da dire su Payload Studios: questo piccolo team di sviluppatori è conosciuto principalmente e (tutto sommato) esclusivamente per il titolo che ci apprestiamo ad esaminare in questa sede, TerraTech. Rilasciato già per PC e console di grosso calibro lo scorso anno, il piccolo, grande indie ha saputo farsi strada attraverso una folla di produzioni dal budget ben più corposo per merito di tutta una serie di interessanti caratteristiche: la creazione del proprio personalissimo Tech, modificabile on the go a seconda delle esigenze che, volta per volta, caratterizzeranno obiettivi e modalità di perseguimento dei medesimi e, soprattutto, per le infinite possibilità offerte dal gioco in sé e per sé, che risplende ancor più di luce propria nella modalità multigiocatore online offerta dal titolo, gli sono valsi il plauso della critica e un discreto numero di vendite.

A distanza di quasi un anno dal lancio, dunque, TerraTech si appresta a mettere piede anche sulla console ibrida di casa Nintendo, console che sappiamo essere ormai famigerata in quanto a problematiche e compromessi di vario tipo che, purtroppo, continuano a caratterizzare i titoli di terze parti disponibili anche su console più prestanti. Anche il titolo di Payload Studios sarà plagiato da questi (difficilmente ignorabili) difetti o riuscirà a difendersi bene anche su Nintendo Switch?

“È una Panda?” “Sì, p’andà a casa”

Futuro, anno non specificato. Il nostro personalissimo Tech si schianta sulla superficie di un pianeta sconosciuto, senza alcuna informazione su come o perché siamo giunti in questo angolo sperduto della galassia. Una volta rimesso in piedi il nostro fidato veicolo a ruote, un simpatico comitato di benvenuto si fa strada verso di noi ad armi spianate. Obiettivo: la componentistica a bordo del Tech. Su questo misterioso pianeta c’è solo una certezza: qualsiasi altro Tech presente sulla sua superficie è decisamente ostile, in una sorta di battle-royale senza capo né coda. Né vincitori, né vinti, niente mezzi termini: su questo misterioso pianeta, un Tech sopravvive o esplode.

La trama di TerraTech è quasi inesistente, ridotta all’osso. Si tratta di poco più di una scusa per scaraventarci in un vastissimo mondo pullulante di risorse e minacce in egual misura, equipaggiati solo del minimo necessario per sopravvivere a malapena al nostro primo incontro con gli altri Tech già presenti sul pianeta. Rispetto alla trama, è piuttosto l’ambientazione a proporsi come uno degli elementi portanti dell’intera esperienza. Il terreno collinare di TerraTech è cosparso di rocce, alberi, minerali e flora di vario genere. La vastità di valli e altopiani, capaci di estendersi fino all’orizzonte davanti al Tech del giocatore, convince nel comunicare un senso di assoluto isolamento e di estraneità rispetto al pianeta su cui ci troviamo. Isolamento che, ovviamente, si interrompe nel momento in cui ci si imbatte in uno qualunque dei Tech avversari. La modalità Campagna si basa su un loop incentrato principalmente su fasi esplorative, alternate a fasi di combattimento, di assemblaggio e di interazione con i pochi volti amichevoli sparsi sulla superficie del pianeta.

“Campagna?” C’è. “Creative?” C’è. “…Online?”

Se le varie fasi di gameplay di cui si compone la campagna sembrano profondamente diverse, è necessario sottolineare l’assoluta indifferenza tra le medesime, pad alla mano. In tutte le fasi di gameplay, i movimenti del nostro Tech saranno sempre gli stessi: ci sarà possibile accelerare e frenare, o procedere in retromarcia, tramite l’inclinazione lungo l’asse verticale della levetta analogica sinistra, sterzare con l’inclinazione in orizzontale, sparare ai Tech ostili (agganciabili tramite la pressione dello stick destro), con il classicissimo trigger destro. Le fasi di esplorazione hanno un che di catartico: affrontare le difficoltà imposte dalla particolare forma e dalle dimensioni del proprio Tech può rivelarsi spesso un’impresa tale da dover compiere delle scelte. Ad esempio, la costruzione di un macchinario pesante con ruote troppo piccole, nelle prime fasi di gioco, comporta l’aggiramento di qualsiasi dislivello, pena una rovinosa caduta all’indietro. Nelle fasi di interazione, la formula viene leggermente stravolta: tramite la pressione del tasto X, il giocatore potrà far apparire un cursore al centro della visuale di gioco. Controllando il cursore con la levetta analogica sinistra, sarà possibile selezionare le diverse componenti lasciate dai Tech distrutti e istallarle sul proprio Tech, “aggiornandolo”.

Questa è forse una delle fasi di gameplay che tradisce la natura del titolo: mentre nelle fasi di combattimento l’agganciamento automatico rende il tutto decisamente gestibile sia con i Joy-Con che con il Pro Controller, nel momento in cui si tenta di raccogliere i resti dei Tech nemici e di aggiungerli al proprio mezzo si avverte una certa sensazione di straniamento. La costruzione del Tech è stata pensata per essere affrontata con Mouse e Tastiera. Questa affermazione, da supposizione davanti alla prima, goffa prova di istallazione di nuove componenti al proprio Tech, si trasforma in certezza di tentativo in tentativo, nonostante si riesca, con una buona dose di pazienza, a prendere una certa dimestichezza con i controlli. Il “problema” è senz’altro facile da affrontare, col passare del tempo e la forza dell’abitudine. Resta però curiosa la scelta di adattare i controlli, su console, in questa specifica configurazione: avremmo sicuramente preferito un sistema di controllo della vettura con accelerazione e retromarcia relegati a due pulsanti frontali, piuttosto che all’asse verticale dello stick analogico sinistro, soprattutto considerando i problemi relativi al Joy-Con sinistro che, purtroppo, non tutti gli early-adopters della console ibrida Nintendo sono riusciti a risolvere.

Ciò detto, le restanti fasi di gameplay restano fruibili nonostante l’assenza delle periferiche caratteristiche della famosa Master Race: l’agganciamento automatico non crea particolari problemi, il cursore si rende decisamente utile nell’interazione con la bacheca delle missioni e la raccolta di risorse, generate trivellando, col nostro fidato Tech, i minerali disponibili sulla mappa, avviene in modo automatico una volta installato il relativo componente.

Ultimo, triste appunto riguarda le modalità di gioco disponibili. Chiunque abbia già avuto modo di testare il titolo su PC o su altre piattaforme sa che queste ultime sono, sostanzialmente, cinque (di cui una, la R&D Test Chamber, disponibile esclusivamente tramite DLC): Campagna, Creativa, R&D Test Chamber, Sumo e Tenzone. Soprassedendo sulle prime tre, dal nome piuttosto chiaro, la modalità Sumo permette di scontrarsi con altri Tech in un’apposita arena, mentre la modalità Tenzone permette di sfidare gli stessi su circuiti predisposti. A ciò, si aggiunge la modalità Multiplayer. O meglio, si aggiungerebbe se stessimo considerando la versione PC, PlayStation 4 o Xbox One di TerraTech.

La versione per Nintendo Switch del titolo è sprovvista della modalità Sumo, della R&D Test Chamber e, soprattutto, del Multiplayer. Un vero peccato, considerando che la vastità e il mondo relativamente “vuoto” proposto dall’avventura in singolo avrebbe senz’altro giovato della compagnia di uno o più fidati esploratori, un po’ come accade su titoli simili (si consideri, primo fra tutti, No Man’s Sky). L’assenza della modalità multiplayer, però, sembrerebbe giustificata da un altro punto di debolezza difficilmente trascurabile di TerraTech, nella sua versione per Nintendo Switch: le performance.

Colori sgargianti in slow motion

TerraTech sembrerebbe, infatti, porsi come uno degli esempi più calzanti dei grossi limiti del motore grafico, Unity, sulla piccola ibrida di Nintendo. Nonostante una palette grafica e dei modelli poligonali regalino, nel complesso, un quadro piacevole alla vista, non si fa fatica a notare diverse sbavature sul fronte delle texture. In particolare, il terreno presenta delle texture a bassa risoluzione, che talvolta sembrerebbero risalire a un paio di generazioni fa. Si aggiunga all’equazione un fastidioso pop-in della flora e degli elementi distanti e si può ben intuire come le magagne tecniche che caratterizzano la versione Switch di TerraTech possono, da sole, rendere fastidiosa l’intera esperienza.

Sia in modalità docked che in modalità portatile, il titolo sembrerebbe girare ad una risoluzione sub-nativa (si stima una risoluzione di 1600x900 pixel in modalità docked), in assenza di qualsivoglia filtraggio anisotropico o antialiasing. Ciononostante, il titolo non riesce a mantenere un frame-rate stabile in nessuna delle due modalità. I cali sono più evidenti nel menù principale, che mostra sullo sfondo delle fasi di combattimento davvero concitate, con tanto di esplosioni. La situazione migliora nelle fasi più tranquille di gameplay, senza tuttavia restare particolarmente stabile. Nel momento in cui si verifica il pop-in di diversi elementi sullo sfondo, è possibile assistere ad alcuni fenomeni di micro-stutter. L’insieme dei sacrifici necessari per usufruire di TerraTech anche in modalità portatile, oltre che in docked, sia in termini di gameplay che di mera tecnica, potrebbero essere veramente troppi da ignorare. Insomma, un vero peccato.

In Sintesi:

TerraTech è un titolo indie davvero interessante, che propone al giocatore un vastissimo mondo da esplorare come si preferisce, a bordo di un mezzo interamente personalizzabile fin dal principio. L’interessante premessa del titolo è corredata da tutta una serie di modalità di gioco che, purtroppo, sono presenti in numero piuttosto ridotto su Nintendo Switch. I grandi assenti, la modalità Sumo e quella Multiplayer, avrebbero di certo contribuito ad arricchire un’offerta che, purtroppo, appare piuttosto scarna se paragonata a quella proposta già da diverso tempo dalle piattaforme più performanti.

La modalità campagna, insieme a quelle Creativa e Tenzone, si ritrovano dunque a sviluppare la premessa di un titolo che, nonostante tutte le mancanze, riesce ad intrigare il giocatore grazie ad un loop di gameplay piuttosto solido e a infinite possibilità di personalizzazione dell’esperienza. Peccato che, dal punto di vista tecnico, il titolo lasci parecchio a desiderare.

Frame-rate instabile in modalità Docked e Portatile, texture a bassa risoluzione e un fastidioso pop-in contribuiscono a rendere ancor meno appetibile un titolo che, su Nintendo Switch, si presenta come una versione di difficile giustificazione. Al medesimo prezzo delle versioni per PC, PlayStation 4 e Xbox One, il giocatore si ritrova tra le mani una versione di TerraTech più instabile, dall’impatto visivo più deludente, con alcune modalità di gioco assenti e, soprattutto, interamente in singleplayer. Si tratta di un prodotto davvero difficile da consigliare, nonostante le buone premesse di fondo e un gameplay, tutto sommato, veramente ottimo.

Pregi:

  • Premesse interessanti, soprattutto in relazione alla modalità campagna…
  • Libertà di esplorazione e mondo vastissimo.
  • Possibilità praticamente infinite nella creazione di un veicolo che soddisfi le esigenze del giocatore.

Difetti:

  • …peccato che sappiano di “già visto”.
  • Il sistema di gioco, soprattutto in termini di costruzione del veicolo, non sembra adattarsi bene ai controlli su Joy-Con e Pad Pro.
  • Comparto grafico che lascia spesso a desiderare.
  • Frame-rate zoppicante.
  • Modalità multiplayer online assente.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6​

La recensione di TerraTech è stata scritta e curata da KentuckyFriedG per GameStorm.it, pubblicata il 01-06-2019

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TerraTech

  • Versione switch in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    29-05-2019
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    XONE PS4 SWITCH
  • Popolarità:
    0 %
  • switch

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