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Recensione di Inside

Recensione scritta e curata da Lian165 per gamestorm.it, inserita il 22-07-2018

Titolo: Inside
Genere: Puzzle, Adventure, Platform
Piattaforma: Playstation 4, Xbox One, PC, Nintendo Switch (testata)
Sviluppatore: Playdead
Produttore: Playdead
Data di uscita: 28 giugno 2018

Formula che funziona non si cambia

A distanza di sei anni Playdead ha sviluppato un secondo progetto in seguito al successo ottenuto con Limbo. Siamo nel 2016 e il team danese propone una sorta di seguito spirituale al suo fortunato titolo di lancio rimanendo nello stesso universo - almeno questo secondo il pensiero dei più - ma affinando il comparto tecnico. Anche in questo capitolo avremo a che fare con meccaniche molto simili a quelle di Limbo, potrà questo risultare ripetitivo e dare un senso di déjà vu? Scopriamolo assieme.

Evasione

Playdead ci mette ancora nella condizione di prendere il controllo di un personaggio - bambino, ma a differenza della loro prima opera qui il nostro alter-ego fugge. Non ci è dato sapere da cosa o perché... semplicemente fugge. Da subito risulta palpabile l’ansia che pervade, crescente, tutta l’avventura, nel tentativo di allontanarsi il più possibile da qualcosa che minaccia e incute forte timore.

Ci sono strani personaggi pronti a tutto pur di evitare che il nostro protagonista non sfugga al proprio crudele destino, persino sguinzagliando cani ammaestrati e feroci pronti ad afferrarlo, soffocarlo o addirittura a sbranarlo.

Come accaduto in Limbo, anche in questo media le informazioni narrative sono minime, l’introduzione è assente e non viene proposto nulla oltre al feedback visivo durante il gameplay: la fuga del ragazzino al nostro comando, subito frenetica e disperata.

L’impostazione puzzle-solving scandisce la nostra avanzata e, anche in questo caso, gli enigmi non sono solo e semplicemente fini a se stessi ma nascondono una parte di lore; in Inside, però, questa risulta maggiormente delineata e molto meno riflessiva (rispetto a quella di Limbo). Se, infatti, con la sua prima opera il team di Playdead voleva aprire la mente del giocatore, in questo secondo lavoro preferisce raccontare una storia vera, comunque sempre aperta a diverse interpretazioni, evidentemente più guidata e mirata rispetto a quella narrata nel titolo precedente.

Questa volta abbiamo a che fare con una realtà distopica, totalitarista nella quale un gruppo di persone effettua esperimenti di natura sconosciuta su cavie umane presumibilmente rapite. Con il proseguire degli avvenimenti ci ritroviamo a che fare con entità dalle sembianze umane ma senza un briciolo di volontà di cui potremo noi stessi prendere il controllo tramite una specie di casco per il controllo mentale. Il tutto porta ad un finale aperto ma che concede ugualmente spunti di riflessione; questo modus-operandi, forse, sta diventando la firma di Playdead.

Tutto scorre veloce e lento allo stesso tempo, ogni enigma nasconde tracce di una lore molto più complessa di quanto possa sembrare e, alle volte, si ha la sensazione di ripercorrere le lande di Lordran, sia per l’atmosfera oscura e opprimente, sia per i dettagli che possono sfuggire in una prima run ma che nascondono molte più parole di quante se ne possano mettere in cartelli o documenti.

Inside riesce ad ampliare l’esperienza vissuta in Limbo e lo fa con inquietanti scene dall’animo profondamente violento a livello psicologico. Uno dei diversi messaggi che lascia trasparire il titolo è che non conta quante domande ci si possa fare lungo il proprio cammino, piuttosto quanto sia importante proseguire per la propria strada con il proprio pensiero qualunque possa essere la conseguenza di questa scelta e, fidatevi, non ho assolutamente fatto spoiler alcuno.

Anche in questo caso Playdead ha ideato un sistema di controllo decisamente minimalista: si cammina, si corre, si salta e si afferrano oggetti. Punto. Scelta più che riuscita esattamente come nel loro precedente lavoro e, anche in questa loro seconda fatica, l’atmosfera la fa da padrona.

Inside è un viaggio meno intimo di quello vissuto in Limbo ma più forte a livello empatico, un viaggio denso e sofferto verso un ideale o forse solo verso la propria libertà.

Quando le parole diventano immagini

I passi avanti effettuati dallo studio danese in ambito di modellazione ci sono e sono ben visibili. Il 2D utilizzato precedentemente, lascia spazio ad una sorta di platform a scorrimento con, però, l’aggiunta di una visuale dinamica che cambia a seconda delle situazioni regalando così una regia sublime, assolutamente mai forzata o fuori luogo. La telecamera è sempre precisa nell’offrire la giusta prospettiva: permette di visualizzare al meglio la scena in cerca degli indizi necessari al prosieguo del gioco ed enfatizza perfettamente la drammaticità delle varie scene.

Il level design si è notevolmente affinato da quello, già di per sé ottimo, di Limbo ma l’uso accennato di colori accesi e spenti nello stesso momento dona una fotografia fredda e allo stesso tempo intensa; capace di far trasparire paura e senso di oppressione come pure speranza e voglia di libertà.

I suoni sono perfetti e, anche qui - ma forse meno rispetto a Limbo - sospesi e vacui, capaci di stregare con la loro solo accennata presenza.

In sintesi

Playdead sembra non fallire un colpo e questo Inside è la conferma che il primo lavoro del team indipendente non è stato un colpo di fortuna, ma il frutto di qualità e dedizione a conferma che il talento non manca certo ai ragazzi di Playdead. Inside è un’opera realizzata con cognizione e con una cura davvero certosina espressa attraverso una vera e propria ossessione verso i dettagli. Ancora una volta questo talentuoso team di programmatori ha fatto centro, alzando oltretutto la propria asticella creativa e qualitativa. Che altro aggiungere se non un “se non l'avete ancora giocato, fatelo ora!”

Pregi:

  • Atmosfera distopica e violenta.
  • Sapiente uso dei (pochi) colori.
  • Silenzi volti alla ricerca di suoni che possono non voler essere ascoltati.
  • Due finali.

Difetti:

  • Longevità scarsa.
  • Lieve effetto “ghost” in alcune animazioni verso la fine dell’avventura.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8,5

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Inside

  • Versione switch in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    28-06-2018
  • Categoria:
    platform
  • Disponibilità per:
    SWITCH
  • Popolarità:
    0 %
  • switch

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