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Recensione di Observation

Titolo: Observation
Genere: Avventura/Puzzle
Piattaforma: PlayStation 4 (versione testata)/ PC
Sviluppatore: No Code
Produttore: Devolver Digital
Data di uscita: 21 maggio 2019

Fase 1: Spazio + IA/Fase 4 = Profitto!

Il connubio esplorazione spaziale/Intelligenza Artificiale ormai può essere definito un ingrediente quasi fondamentale della narrazione fantascientifica. Probabilmente è dovuto alla sicurezza che infonde la consapevolezza di avere dalla propria una macchina infallibile (almeno sulla carta), che funge da “coperta di Linus”, dando un (illusorio) senso di tranquillità in un posto che resta ancora in gran parte sconosciuto.

Certo, non sempre va tutto per il verso giusto, come insegna 2001: Odissea nello Spazio, con il suo iconico HAL 9000 che è diventato il monito più famoso per chi si diverte troppo a “giocare a fare Dio”. Un altro esempio, certamente meno serioso, lo abbiamo anche con GLaDOS della serie Portal, che probabilmente ha un poster di HAL salvato nel suo nucleo di memoria, vista la sua perfidia nei confronti della povera Chell.

Insomma, “non dire spazio se non hai l’IA” diventa un mantra per chi si avvicina a questo tipo di genere, che non può non includere un’accoppiata già vista, e che rischia di diventare sovraesposta (un po’ come gli zombie), arrivando a stancare i potenziali acquirenti.

Eppure lo studio scozzese No Code ha voluto correre questo rischio, scommettendo pienamente su Observation, le cui visuale in prima persona, atmosfera horror e mole di rompicapi, ricordano vagamente un’altra loro opera di qualche anno fa, ampiamente apprezzata dalla community videoludica: Stories Untold.

Insomma, gli ingredienti per un omaggio al genere sci-fi c’è tutto, ma  la sowftare house sarà riuscita a rendere accattivante un tema già visto? Scopriamolo insieme.

2026: Osservazione nello spazio

L’anno è il 2026, la stazione Observation (abitata da un mix di scienziati americani, cinesi e russi) è stata lanciata nell’orbita terrestre per studiare gli effetti del riscaldamento globale, arrivati ormai ad un livello sempre più allarmante.

Tra questi c’è la dottoressa Emma Fisher, che dopo aver perso conoscenza a causa di un misterioso incidente di cui ha rimosso ogni ricordo, si risveglia con la stazione in ginocchio, sistemi disabilitati e colleghi svaniti nel nulla. Fortunatamente per lei, non è completamente sola, vista la presenza dell’importantissima IA di bordo, S.A.M. (acronimo di Sistemi: Amministrazione e Manutenzione).

Inizia così l’avventura di questo improbabile duo, la cui missione prioritaria diventerà quella di riprendere il controllo di tutti i sistemi e avere nuovamente la situazione sempre sotto controllo, grazie soprattutto alle tante telecamere della stazione, che permette a SAM di spostarsi da un modulo all’altro della Observation, come un Grande Fratello sempre vigile e attento.

Ma, dopotutto, siamo nello spazio e come insegnano i capisaldi del genere non va mai tutto come previsto. L’IA, che dovrebbe essere il punto fermo della missione, inizia a sfarfallare a causa da uno strano virus che sembra averla infettata e che le fa visualizzare dei messaggi misteriosi, un breve e conciso: “Porta lei”.

Incapace di comprendere il significato dietro queste parole, S.A.M. e la dottoressa procedono con il loro piano, che le porterà a scoprire l’amara verità: l’orbita della Terra è stata abbandonata da un pezzo, la stazione ora si ritrova nei pressi di un Saturno illuminato da un’inquietante tempesta.

Questo è solamente l’incipit della storia tessuta abilmente dagli sviluppatori scozzesi, che gli appassionati di sci-fi non potranno non accostare ad alcuni dei titoli “spaziali” più famosi. C’è un po’ del già citato 2001: Odissea nello Spazio e di Gravity (con un’immancabile camminata nello spazio che lo ricorda fortemente), e anche qualche richiamo ad Interstellar (a partire dall’incipit della Terra, quasi giunta al limite a causa del riscaldamento globale), senza però dimenticare pietre miliari del mondo videoludico, come Dead Space, o il più recente Prey.

La scelta di mettere il giocatore nei panni di un’IA “fallata” a causa del virus che l’ha colpita, è sicuramente una mossa vincente per quanto riguarda la narrativa che, nelle 5 ore impiegate per completarlo (aumentano o diminuiscono in base alla minuziosità del giocatore nel raccogliere i dati di memoria) oscilla tra il frenetico (quando gli allarmi della stazione impazziscono) e il placido (quando la scienziata prende fiato per riordinare le idee).

Plot-twist e un finale criptico attendono i giocatori che si avventureranno sulla Observation con Emma e S.A.M., affrontando l’ansia e la claustrofobia dovuta all’esplorazione di una stazione spaziale desolata, e la solitudine trasmessa dallo spazio più profondo (dove, ricordiamo, “nessuno ti può sentire urlare”).

S.A.M. osserva e risolve rompicapi

Passando al lato pratico di Observation, ci ritroviamo di fronte ad un gameplay molto elementare (e a tratti ripetitivo), con S.A.M. che può passare da una telecamera all’altra (con la croce direzionale), spostarne l’angolazione e zoommare con le due levette analogiche, e interagire con i vari oggetti interfacciandosi con ognuno di essi o analizzandoli (col tasto X).

Il menù attivabile col touchpad permette di “entrare” nel sistema operativo dell’IA, dove si possono scorrere le varie schede (con R1 ed L1) che offrono una panoramica della Stazione e permettono di controllare gli eventuali allarmi e pericoli, comunicare con Houston (in momenti scriptati), monitorare lo stato dell’equipaggio e analizzare e collegare i dati recuperati e inseriti nella memoria ormai corrotta. Tutte queste sezioni avranno risonanza a livello di gameplay in appositi momenti del gioco.

In alcune occasioni sarà possibile trasferire S.A.M. su una sfera che potrà muoversi liberamente (ma in modo un po’ impacciato e confusionario) all’interno della Observation e anche al suo esterno (in missioni scriptate). Anche in tale situazione i comandi sono simili a quelli delle telecamere (analogico sinistro per spostarsi avanti e indietro, quello destro per ruotare la telecamera a 360°, L1 ed R1 per muoversi parallelamente al terreno verso destra e sinistra).

Per quanto riguarda il lato rompicapo del gioco, i puzzle sono tanti e inizialmente diversi tra loro, ma tendono a diventare ripetitivi dopo qualche ora di gioco. Si va dalla sequenza di tasti da premere nel giusto ordine, all’uso di codici da scoprire e utilizzare, al bloccare e sbloccare delle paratie per aprirne un’altra ed accedere ad un’altra sezione della stazione spaziale.

In alcuni casi ci siamo ritrovati in un loop di trial-and-error per capire il meccanismo e arrivare ad una soluzione, a causa anche della spiegazione poco chiara fornita dalla nostra “spalla”. Fortunatamente, S.A.M. può richiedere alla sua compagna umana di ripetere l’ultimo input (nella modalità risposta, attivabile con L2) per avere più chiaro il da farsi.

Ottimo gioco di luci ed ombre nello spazio profondo

Dal punto di vista tecnico, Observation si mantiene ad alti livelli, nonostante si parli di uno studio indie dal budget ridotto; questo è dovuto non solo all’ottimo supporto del motore grafico Unity, ma anche all’abile modo in cui gli sviluppatori hanno giocato con luci ed ombre, un espediente che permette di aumentare ulteriormente il pathos e i livelli di ansia trasmessi dalla narrazione. Soprattutto nelle fasi finali del gioco, le stanze risultano illuminate da una sola luce, moltiplicando all’ennesima potenza il senso di claustrofobia.

Ottimo il modo in cui il feed delle telecamere sfarfalla visti i sistemi quasi in avaria, e impossibile da non apprezzare il tocco anni '80 che si ha quando il video sgrana come se si stesse guardando un filmato su una videocassetta ormai consumata dal tempo.

La stazione spaziale Observation è stata ricreata nel modo più fedele possibile alle schematiche della NASA, con pareti bianche che ricordano un po’ quelle di una cella d’isolamento, a volte tappezzate di documenti scansionabili e foto degli scienziati, cordoni a tenere ben saldi qualsiasi oggetto possa arrecare danno all’equipaggio se fluttuasse senza gravità all’interno della cabina e portelloni che tramite l’oblò permettono di osservare il nulla più completo dello spazio più profondo, sporadicamente illuminato da Saturno e dal suo anello che aleggiano in lontananza.

Altro discorso va fatto per le animazioni facciali che a tratti risultano quasi comiche e completamente distaccate dalle emozioni trasmesse dalla narrativa, rovinando l’atmosfera thriller e seriosa di tutto il resto. È anche vero che, trovandosi nello spazio in una situazione a rischio, il più delle volte vediamo gli astronauti indossare la tutta nella sua completezza, casco incluso, e quindi questi siparietti comici involontari sono molto sporadici.

Chiudiamo parlando del comparto audio, con un ottimo doppiaggio inglese che, fortunatamente, è accompagnato da una altrettanto ottima traduzione italiana delle scritte a video (solo in due occasioni ci è apparsa la scritta NO TEXT invece della traduzione, un possibile bug). La voce meccanica di S.A.M. si fa sempre meno metallica man mano che il gioco procede, e quella di Emma riesce a trasmettere la disperazione dell’essersi risvegliati da soli, e il terrore all’idea di non essere al sicuro.

In Sintesi:

Gli scozzesi di No Code hanno creato un vero e proprio omaggio al genere sci-fi, attingendo da tutto ciò che di ottimo c’è nelle pietre miliari del genere, e mescolandolo abilmente nella ricetta che ha dato vita ad Observation.

Con una trama accattivante fin dall’inizio e che tiene col pad incollato alle mani fino al criptico finale, il thriller della software house basa gran parte del suo fascino sulla narrazione e sul rapporto di simbiosi tra S.A.M., Intelligenza Artificiale della stazione, e l’unica scienziata che sembra essere sopravvissuta.

Come un Grande Fratello che veglia sul benestare dell’equipaggio, S.A.M. potrà spostarsi da una sezione all’altra della gigantesca stazione Observation e attenersi alle sue funzioni di supporto. Da questa posizione di vantaggio ci si cimenta in frequenti sezioni puzzle-solving che spingono la narrativa verso un epilogo che lascerà più domande che risposte.

L’ottima storia è accompagnata da un comparto audio e video al di sopra della media, col primo che regala un doppiaggio sentito e genuino, e il secondo che abilmente gioca con luci e ombre, merito anche dell’art designer che ha ricostruito fedelmente la stazione basandosi sulle specifiche della NASA.

Tali elementi di questo bellissimo omaggio ai classici della fantascienza, permettono all’avventura di No Code (purtroppo breve, vista la longevità intorno alle 5-6 ore) di trasmettere l’inquietudine e l’ansia che nascono dal ritrovarsi alla deriva nello spazio in compagnia di un’IA instabile e l’incognita di non essere soli.

Pregi:

  • Narrazione accattivante con ottimi plot twist
  • Perfetta riproduzione degli ambienti esterni ed interni della stazione spaziale…
  • Impossibile rimanere impassibile all’evoluzione del legame tra IA e umano

Difetti:

  • Movimento delle telecamere un po’ legnoso
  • … ma animazioni facciali sotto la media
  • Puzzle a volte spiegati in maniera troppo approssimativa

VALUTAZIONE COMPLESSIVA:  8

La recensione di Observation è stata scritta e curata da dryily per GameStorm.it, pubblicata il 03-06-2019

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Observation

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    22-05-2019
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    PS4
  • Popolarità:
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  • ps4

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