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Recensione di MotoGP 18

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 19-06-2018

Titolo: MotoGP 18
Genere: Motociclismo
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Milestone
Produttore: Milestone
Data di uscita: 7 Giugno 2018

Milestone, oramai da tempo immemorabile, detiene l’esclusiva della licenza ufficiale del campionato MotoGP, il che assicura loro la possibilità di potersi occupare del campionato di prototipi a dure ruote più veloci al mondo, quelli che vengono cavalcati con regolarità da quei fenomeni che rispondono al nome di Rossi, Marquez, Dovizioso, Lorenzo eccetera.

Le produzioni degli studi milanesi hanno sempre prodotto titoli di qualità, con continui affinamenti e alti e bassi per quanto riguarda i contenuti e il livello di apprezzamento globale. Un picco alto è stato sicuramente toccato due anni fa con Valentino Rossi: The Game (alias MotoGP 16), che celebrava il ventennale della carriera mondiale del Dottore più famoso del mondo, mentre l’anno scorso abbiamo accolto un titolo un tantino sottotono, in quanto rappresentava un semplice affinamento con un netto taglio dei contenuti rispetto al prequel (che va detto era una versione speciale).

Oggi accogliamo questo MotoGP 18, il quale fa da spartiacque all’interno della serie in quanto si tratta del primo titolo che impiega il nuovo motore grafico Unreal Engine 4, già testato e rodato con la serie MXGP, altra punta di diamante della stessa casa produttrice.

Nuove prestazioni

Le differenze con il prequel sono evidenti: il nuovo engine sfoggia i muscoli soprattutto con gli effetti di luce e particellari, in aggiunta a un miglioramento generale del dettaglio mostrato sugli spalti e con gli elementi di contorno, che finalmente hanno limato uno dei difetti ricorrenti della serie, il contrasto tra l’appeal delle ambientazioni in confronto a quello delle moto.

I circuiti in  particolare sono stati aggiornati mediante le più recenti tecnologie, che per l’occasione prendono il nome di Drone Scanning, mentre il 3D scanning è stato impiegato per ricostruire i volti dei piloti, i quali compariranno nella trentina di cutscenes che sono state utilizzate per incrementare l’immedesimazione del giocatore all’interno del paddock. Le cutscenes includono scene all’interno dei box tra una sessione e l’altra, i preparativi sulla griglia di partenza, i festeggiamenti sul podio e così via.

Un altro notevole punto di forza del nuovo motore grafico consiste nelle nuove animazioni dei piloti, che finalmente sono caratterizzati da movenze credibili, capaci di trasmettere effettivamente la difficoltà che il pilota incontra nell’addomesticare i cavalli e il peso delle MotoGP contemporanee.

Peccato solo per il frame rate, che dai 60 fps stabili visti l’anno scorso scende a 30 fps costanti con questo episodio, probabilmente a causa di una certa timidezza degli sviluppatori che hanno preferito non osare troppo all’esordio con il nuovo motore.

Non solo grafica

Non solo la grafica si è avvantaggiata della rinnovata potenza di fuoco dell’Unreal Engine: anche la fisica del gioco è stata rivisitata, riscritta quasi da zero, tanto da richiedere la reintroduzione dei tutorial per apprendere le tecniche di base per non finire ad arare la sabbia a tutte le curve.

La guidabilità delle moto rispecchia ora maggiormente il comportamento delle controparti reali, le quali ad esempio si esibiscono più frequentemente in sbacchettamenti nelle frenate più violente, mentre richiedono maggior precisione nell’inserimento in curva e nella gestione di freno e acceleratore per arrivare a primeggiare.

Al solito il gameplay è scalabile sia con gli aiuti alla guida, utili a plasmare il gioco sia al novizio, sia all’esperto centauro integralista che vuole gareggiare sin da subito con i freni sdoppiati e senza alcun tipo di aiuto.

Allo stesso modo è possibile personalizzare il livello di difficoltà degli avversari, espresso in questo caso attraverso una percentuale tra 0 e 120.

Peccato solo per l’ultimo vero difetto che permane, frutto dell’eredità trasmessa dagli episodi degli anni scorsi, ovvero l’AI dei piloti governati dalla CPU che spesso e volentieri si esibiranno in contatti a vostro svantaggio rendendo il gameplay un po’ meno appagante.

Tra le ultime novità figurano infine il danno meccanico (abbozzato a dire il vero, in quanto occorrà una decina di capitomboli per non riuscire più a riprendere la via della pista) e la gestione dell’usura delle gomme, parametro da tenere ben sott’occhio per giungere a fine gara con un minimo di competitività residua.

Online

Per quanto riguarda le modalità di gioco siamo di fronte alle solite opzioni, con quella principale che prende il nome di Road to MotoGP, la carriera in cui vestirete i panni di un esordiente che, attraverso la Red Bull Rookies Cup si guadagnerà un manubrio tra quelli disponibili nella classe Moto3. Dovrete quindi prendere parte al campionato minore, tentando di conseguire gli obiettivi imposti dal team, cosa che vi farebbe guadagnare di diritto il ruolo di prima guida, posizione necessaria per iniziare la vostra scalata verso i vertici della MotoGP. Avrete inoltre accesso a crediti utii per sviluppare la moto per plasmarla maggiormente sulle vostre esigenze, decidendo come intervenire su motore, sospensioni, telaio, aerodinamica e freni, il tutto attraverso 5 livelli di evoluzioni che vi porteranno a cucire il vostro bolide addosso ai vostri arti..

Concludiamo con l’esperienza online, che esordisce con le MotoGP ID, una sorta di biglietto da visita che racchiude in sé ore giocate, gare disputate, pole position, vittorie e podi, una sorta di statistica sul giocatore

.Giungerà infine la MotoGP eSport Championship, un campionato online di eSport che quest’anno coinvolgerà le altre piattaforme in aggiunta alla PS4 sulla quale ha esordito, in esclusiva, l’anno scorso.

In conslusione

MotoGP 18 si rinnova, cambiandosi il vestito a mezzo dell’implementazione dell’Unreal Engine 4, il quale ha apportato tanta potenza di fuoco, ben sfruttata dagli sviluppatori milanesi che sono stati capaci di mettere insieme un titolo dall’appeal nettamente superiore rispetto al passato. Ne giova anche la fisica del gioco, che risulta ora più convincente e coinvolgente.

Peccato solo per l’AI degli avversari, che mostra i soliti difetti di personalità, difetto ricorrente della serie che speriamo venga risolto con il sequel.

Pregi

  • Gameplay e grafica rinnovati
  • Carriera coinvolgente

Difetti

  • Intelligenza artificiale da rivedere
  • Frame rate fermo sui 30 fps

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8

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