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Recensione di Dragon Ball Z: Kakarot

Titolo: Dragonball Z: Kakarot
Genere: Action Adventure Open World con elementi RPG
Piattaforma: PlayStation 4 (Testata) / Xbox One / PC
Sviluppatore: CyberConnect2 Co. Ltd.
Produttore: Bandai Namco Entertainment
Data di uscita: 17 gennaio 2020

CHA-LA! HEAD CHA-LA!

Le introduzioni, in questo caso, devono necessariamente sottostare ad un severo regime di brevità: questo perché, come è facilmente intuibile, il franchise di Dragonball è probabilmente tra i più famosi, conosciuti e popolari a cavallo tra i due millenni. L’epopea firmata Toriyama ha caratterizzato l’infanzia di chi (come il sottoscritto) non aspettava altro che il suono della campanella per fuggire via, lontano dai banchi della scuola elementare per monopolizzare il televisore di casa, con l’unico scopo di seguire le avventure di Goku e soci tra un boccone e l’altro.

Dalla prima messa in onda dell’anime sono passati, ormai, quasi quarant’anni. In questo relativamente breve lasso di tempo, sono numerosissime le case videoludiche che si sono susseguite nel tentativo di riproporre fedelmente gli scontri e la trama di Dragonball e, successivamente, anche di Dragonball Z e GT. Si parte dai classici platform a scorrimento orizzontale negli anni ’80 per proseguire, con la rinascita degli arcade dei primi anni ’90, ai più “moderni” picchiaduro ad incontri in 2D. Di lì in poi è il delirio: giochi di carte collezionabili (ricordate Dragonball Z: I leggendari super guerrieri per Game Boy Color?), picchiaduro tridimensionali per tutti i palati, tentativi veramente tragici di videogiochi interamente western-based (Dragonball Z Sagas) e i primi, timidi accenni ad un vero e proprio RPG sul tema. 

Tra il 2002 e il 2004, uno sviluppatore semisconosciuto (Webfoot Technologies) ha pubblicato ben tre titoli GBA sotto l’etichetta “Legacy of Goku”: questa saga ha rappresentato, per anni, il primo serio tentativo di riproporre le avventure di Goku e compagni sotto forma di RPG. Personaggi che salgono di livello acquisendo nuove abilità, overworld quasi liberamente esplorabili, un enorme numero di side-quests: nonostante tutti i limiti tecnici dettati dalla console di destinazione, non è difficile immaginare come la serie Legacy of Goku possa essere stata usata come una sorta di blueprint per quello che, oggi, è l’ultimo RPG pubblicato da Bandai Namco Entertainment. 

“Kaio-WHAT?” (-cit.)

La direzione intrapresa da CyberConnect2 con Dragonball Z: Kakarot è quanto di più diametralmente opposto potesse sussistere nei confronti degli ultimi titoli pubblicati relativi a questo franchise. Di fianco a titoli come Dragonball Xenoverse e il suo sequel (che propongono una prospettiva completamente stravolta rispetto al classico taglio offerto dalla serie animata, condita da una forte enfasi sulla personalizzazione del proprio avatar e da un sistema di combattimento piuttosto simile, ma mai quanto forse avremmo voluto, a quello offerto dall’ormai irraggiungibile saga Budokai Tenkaichi) e Dragonball FighterZ (che, proponendo una trama completamente originale e temporalmente successiva rispetto a quella dell’anime, si presenta come un classico picchiaduro a incontri dall’anima profondamente tecnica), il titolo proposto da CyberConnect2 pone un accento gravissimo sulla narrativa. 

La storia, ormai, è conosciutissima anche da chi non ha mai davvero seguito la versione animata dell’epopea: Goku è, inconsapevolmente, un Saiyan cresciuto sulla Terra. Diverso tempo dopo il ventitreesimo torneo mondiale di arti marziali, una navicella aliena guidata da suo fratello Radish atterra sul pianeta. Radish perlustra il pianeta in cerca di Goku, gli svela tutto ciò che sa sulla sua stirpe Saiyan, rapisce Gohan nel tentativo di convincere Goku ad unirsi a lui… insomma, il giocatore che deciderà di acquistare Dragonball Z: Kakarot sa perfettamente cosa si ritroverà davanti. 

L’epopea di Goku, dagli ultimi momenti di pace successivi agli eventi del ventitreesimo torneo mondiale fino allo scontro finale con Kid Bu, è raccontata nei minimi particolari e, anzi, in alcuni casi ricomprende alcuni spezzoni inediti che non hanno mai trovato spazio nella serie originale. Uno di questi, ad esempio, approfondisce brevemente i motivi per cui Radish ha deciso di dirigersi in direzione del pianeta Terra per ricongiungersi con suo fratello. La riproposizione delle avventure di Goku, Gohan, Piccolo, Vegeta e compari avviene con estrema cura nelle cut-scene animate: in diversi casi si assiste ad una riproposizione fedelissima dell’anime anche se, complici alcune scelte tecniche e un pizzico di censura, ciò non è sempre vero. Nonostante tutto, il lavoro svolto da CyberConnect2 su questo fronte è indiscutibile: si tratta, probabilmente, della rappresentazione più fedele mai proposta, in salsa videoludica, dell’opera del buon Akira Toriyama.

“MOOOOOOOOOOOON!!!” (-cit.)

Dal punto di vista del gameplay, però, alcune delle promesse fatte in sede di marketing tendono a mostrare leggermente il fianco. Innanzitutto, la promessa di un unico, enorme open world che racchiuda tutti gli scorci proposti da Toriyama cede il passo a numerose macro-aree, certamente vaste e liberamente esplorabili (entro determinati limiti: ad esempio, volare troppo in alto catapulterà il giocatore nella schermata della World Map o lo riporterà coi piedi per terra, a seconda dei casi), oltre che davvero pittoresche e fedeli al materiale originale ma, sfortunatamente, connesse tra loro tramite una magra schermata di selezione delle località. 

Superato questo primo scoglio, occorre soffermarsi sulla natura ruolistica del titolo: Dragonball Z Kakarot propone, per l’appunto, numerosissime location liberamente esplorabili e zeppe di collezionabili, popolate da personaggi secondari più o meno ricorrenti che, a seconda dei casi, potrebbero o meno chiedere una mano al personaggio interpretato dal giocatore. Queste vere e proprie side-quest sono utili per far crescere di livello il personaggio controllato e, a volte, forniscono strumenti utili per proseguire nell’avventura (dalle medaglie D, utili per imparare nuove tecniche tramite allenamento, a diversi tipi di ingredienti utili per ottenere dei boost temporanei alle statistiche). Altri elementi da GDR vero e proprio sono la possibilità di mettere in piedi un party con alcuni dei Guerrieri Z, la gestione delle Comunità che permette al giocatore di acquisire dei determinati perk, gli alberi abilità per perfezionare le diverse tecniche di Goku, Gohan, Piccolo, Crilin, Vegeta e compagni e pochi altri. Manca, però, una componente essenziale che, forse un po’ soggettivamente, impedisce di classificare Dragonball Z: Kakarot come un RPG vero e proprio: il loot. È possibile ottenere diversi ingredienti ed oggetti da regalare ai membri delle comunità per migliorarne le capacità e, di conseguenza, ottenere più perk, ma il personaggio volta per volta interpretato non potrà mai ottenere nuovi pezzi di equipaggiamento per migliorare le proprie statistiche. 

Chiarito questo aspetto, è opportuno esaminarne un altro: il sistema di controlli proposto da Dragonball Z: Kakarot, a seconda delle occasioni, può risultare appagante quanto imbarazzante. Nelle fasi a terra, scattare con il proprio personaggio a velocità supersonica è quanto di più vicino possibile al rivivere la power fantasy che abbiamo sempre sognato. Lo stesso potrebbe dirsi per alcune delle fasi in volo ad alta velocità. Il problema sorge nel momento in cui sono richieste alcune manovre piuttosto precise: lo stick analogico sembra rispondere in modo non sempre preciso e l’uso del dorsale e del trigger destro per regolare l’altezza di volo è semplicemente disarmante. 

Infine, il sistema di combattimento è decisamente lontano da tutto ciò che è stato possibile apprezzare in Xenoverse e Budokai Tenkaichi. È tutto troppo semplice, dall’unico tasto demandato all’impiego delle combinazioni corpo a corpo agli altri singoli tasti impiegati ad una ed una sola funzione. La combinazione dei tasti frontali con uno dei due trigger (il sinistro per parate e schivate e il destro per le “tecniche avanzate” come, ad esempio, la Kamehameha o la Combinazione di Meteoriti) dona un minimo di profondità al combattimento, ma si tratta in ogni caso del minimo indispensabile per rendere gli scontri sufficientemente coreografati. Dragonball Z: Kakarot, dunque, non è nemmeno un picchiaduro. Il titolo sembra piuttosto classificarsi come un RPG-lite, un Action Adventure dal mondo aperto con alcuni, ma non tutti gli elementi che lo renderebbero un RPG vero e proprio. 

“Vegeeeetaaaa… I’m haunting you!” (-cit.)

L’Unreal Engine è un motore estremamente versatile e, come già discusso in materia di cutscenes, riesce a riproporre con una fedeltà mai riscontrata prima d’ora le vicende trattate dalla serie animata originale. Come il CryEngine, però, un uso non esattamente attento di questo motore grafico può portare a diversi problemi relativi a framerate e texture a bassa risoluzione. I problemi citati sono indiscutibilmente legati a doppio filo con la natura open world del titolo: i cali di framerate più facilmente riscontrabili sono relativi all’ingresso o al ritorno ad una delle macro-aree presenti nel gioco e le texture a bassa risoluzione presenti sono tutte dovute alla necessità di mettere a schermo qualcosa di vasto e ricco di dettaglio al tempo stesso. 

Il colpo d’occhio risultante, dunque, non è esattamente dei migliori: ad un’effettistica avanzata e di prim’ordine si accostano elementi non troppo definiti, che fanno da sfondo a personaggi abbastanza curati. Nel corso dei combattimenti, non è possibile danneggiare in alcun modo i vestiti dei personaggi che, spesso, non riportano nemmeno un graffio. Ne deriva, dunque, un titolo tecnicamente altalenante, a metà tra il vecchio e il nuovo, una sorta di cross-gen tra due generazioni di console inesistenti che rischia, a tratti, di lasciare il giocatore più esigente un po’ spaesato. 

In Sintesi:

Dragonball Z: Kakarot è una promessa realizzata solo a metà: le avventure di Goku e soci, con cui gran parte della comunità videoludica ha trascorso l’infanzia, sono riproposte nella loro versione più fedele dal punto di vista cinematico. Le cutscene sono realizzate con cura certosina e la trama ripercorre fedelmente tutti gli eventi che intercorrono tra gli anni successivi al ventitreesimo torneo mondiale di arti marziali e la battaglia finale tra Goku e Kid Bu. 

Dal punto di vista del gameplay, Dragonball Z: Kakarot è un titolo dalla difficile classificazione. Non è un vero e proprio RPG open-world, in quanto da un lato sono presenti alcune caratteristiche tipiche degli RPG moderni, ma non abbastanza da rappresentare un vero e proprio RPG, dall’altro la promessa di un unico ed enorme mondo a tema Dragonball si è concretizzata in una serie di macro-aree interconnesse dalla sola schermata della World Map. Il sistema di combattimento è troppo semplificato, facendo perdere al titolo anche le caratteristiche tipiche di un picchiaduro. 

Dal punto di vista tecnico, la presentazione di Dragonball Z: Kakarot è altalenante. A cutscene stupende si alternano fasi di gameplay ricche di cali di framerate e che presentano alcuni elementi veramente datati. È forse questo il termine che accomuna alcuni elementi del comparto tecnico ad alcuni del gameplay: “datato”. Si tratta comunque di uno dei migliori titoli a tema Dragonball votati unicamente ad un esperienza single player ma, purtroppo, siamo ancora lontani dal prodotto migliore possibile da questo punto di vista. 

Pregi:

  • L’epopea di Dragonball Z raccontata esattamente come ci si aspetterebbe. 
  • Diverse aree vastissime da esplorare…
  • Cutscene stupende, personaggi e diversi elementi dello scenario splendidamente realizzati…

Difetti:

  • Sistema di combattimento eccessivamente semplificato.
  • …Ma siamo ben lontani dall’open world promesso in sede di marketing.
  • …al netto di diversi cali di framerate e molti altri elementi che peggiorano il colpo d’occhio generale. 

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7,3

La recensione di Dragon Ball Z: Kakarot è stata scritta e curata da KentuckyFriedG per GameStorm.it, pubblicata il 03-02-2020

Commenti sulla recensione (1)

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Commenti
avatar di Max_36_barrera
08-02-2020
Max_36_barrera

Salve..! Questo gioco lo consiglio veramente a tutti quanti, nel caso vogliate....regalarlo...a qualcuno per le festività è la scelta giusta!

0
Messaggio non inserito o troppo corto.
 
 

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Dragon Ball Z: Kakarot

  • Immagine della copertina del gioco Dragon Ball Z: Kakarot per PlayStation 4
  • Data di uscita:
    17-01-2020
  • Categoria:
    picchiaduro
  • Disponibilità per:
    XONE PS4
  • Popolarità:
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Valutazione del gioco 8

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