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Recensione di Déraciné

Titolo: Déraciné
Genere: Walking Simulator, Puzzle-Solving
Piattaforma: PlayStation 4 (tramite PS VR e PS Move)
Sviluppatore: From Software, Japan Studio
Produttore: Sony
Data di uscita: 6 novembre 2018

Inaspettato

Quando nel mondo dei videogame si parla di From Software, di certo, un rapido meccanismo sinaptico porta alla mente la serie Dark Souls. Un’associazione tanto forte da sfociare perfino nel neologismo “souls-like” che va ad indicare tutti i giochi che riprendono quelle meccaniche rese celebri dalla casa di sviluppo nipponica.

Un genere che, sotto la guida di Hidetaka Miyazaki (ad eccezione di Dark Souls 2), si è distinto, oltre che per il gameplay caratteristico, anche per il modo di raccontare una storia, tanto atipico quanto affascinante: la cosiddetta “lore”. Espedienti quali fascino dell’ambientazione, mistero costante, informazioni fornite a piccolissime dosi, segreti celati nelle mappe e sonorità evocative, rappresentano un modus operandi finalizzato a traghettare il giocatore verso la conoscenza: niente di diretto, tutto ciò che si riesce a scoprire è un premio alla curiosità del destinatario del media.

Ed è per tale motivo che, durante la conferenza Sony all’E3 2018, l’annuncio a sorpresa di un progetto per PlayStation VR made in From Software portò con se qualche perplessità: in quale modo le “abitudini” del team potevano sfruttare la tecnologia per la realtà virtuale aumentata?

La risposta è più semplice del previsto: Déraciné non è lontanamente un souls-like, non parla di fiamme primordiali, di draghi eterni e non propone quella deriva lovecraftiana vista in Bloodborne.

Possiamo dire che riprende il Vittoriano visto in altre opere della squadra di Tokyo e che narra le vicende in modo non esattamente convenzionale ma… i collegamenti finiscono qui.

Analizzando il passato, però, si può scoprire che From Software è anche quella legata a Tenchu, quella di Armored Core, quella di Echo Night. Proprio quest’ultima serie thriller-psicologico/horror è ciò che nel portfolio della software house si avvicina maggiormente a Déraciné.

In sostanza, da questa iterazione per PlayStation VR non c’è assolutamente da aspettarsi un souls-like bensì un esperimento fatto da From Software nel mondo della realtà virtuale, il tentativo di raccontare una storia toccante “intrappolata” nel tempo. Una vicenda nella quale l’utente, immerso nel mondo di gioco tramite il visore, ha la possibilità di sentirsi artefice dello scorrere degli eventi.

Dolce

Déraciné narra una vicenda tenera e malinconica che, arricchita da qualche colpo di scena , si mantiene sempre criptica ma nel complesso lineare per le circa 6 ore necessarie  a completare l’avventura. Il team di sviluppo non ha basato l’opera sull’effetto sorpresa quanto sul voler trasmettere emozioni attraverso diretti “VR feedback”, audio e video, che i giocatori percepiscono nei panni di uno spettro in grado di muoversi in una linea spazio-temporale “congelata” per tutti gli altri personaggi (possiede un secondo potere che preferiamo non rivelarvi in sede di recensione). Questi, sei studenti di un collegio vittoriano e il loro preside, prenderanno gradualmente coscienza della presenza dello spirito.

Dopo un breve tutorial iniziale, le informazioni vengono fornite a piccole dosi: si viene immersi in un preciso momento della vicenda, il tempo non scorre e le figure con cui interagire appaiono, di conseguenza immobili nel mondo di gioco. La ricostruzione della scena passa, invece, attraverso le loro azioni precedenti, “illustrate” sotto forma spettrale.

Il giocatore viene così traghettato verso la verità in modo graduale e cadenzato, percepisce ciò che accade “relazionandosi” con le immagini residue, interagendo con pochi elementi fisici presenti nell’ambientazione e scovando piccoli globi luminosi che danno vita a brevissime sequenze animate, pensieri e ricordi. Tutto questo è, come detto, correlato ai poteri dello spirito e si traduce, per lo meno inizialmente, in situazioni tipicamente puzzle-solving. In alcuni frangenti, inoltre, specialmente nelle fasi intermedie l’atmosfera assume tinte inquietanti.

La storia di Déraciné non raggiunge mai momenti memorabili dando spesso la sensazione di trovarsi davanti ad una produzione “minore”. Tuttavia, affascina trattando tematiche complesse come lo scorrere del tempo, la vita e la morte, lasciandosi giocare con quella piacevole curiosità che, seppur in forma ben più semplificata e lieve, ci rimembra di aver a che fare con un prodotto di From Software.

Fin troppo essenziale

Gli enigmi ambientali, in realtà, sono semplici e la loro soluzione è spesso svelata dai file di testo (descrizioni degli oggetti) e dagli audio. Inoltre, l’avventura si trasforma presto da facile puzzle-solving ad un più diretto walking simulator: l’interazione con gli elementi del mondo di gioco diviene, così un mero pretesto narrativo. In realtà, vista la scarsa elaborazione dei puzzle proposti nelle fasi iniziali, questa progressione verso  il “simulatore di camminate” non è un male, anzi, consente di evitare ridondanti back-tracking e di godersi le vicende in modo più immediato.

I diversi capitoli del media, sono “congelati” in un tempo che riprende a scorrere una volta completati gli obbiettivi (si tratti di enigmi o di semplice raccolta dati), trasferendo il giocatore nella sequenza temporale successiva (o precedente).

Il gameplay, quindi, come potreste aver già intuito, è la parte più debole di una produzione che di effettivamente interattivo ha ben poco. Déraciné richiede l’utilizzo di due controller di movimento PS Move che, in game, andranno a rappresentare le mani dello spettro con cui è possibile attivare i suddetti “globi racconto” e afferrare e muovere i pochi elementi “tangibili” presenti nell’ambientazione. Questi, inoltre, non sono evidenziati nella scena e non è sempre intuibile il “da farsi”, impostazione che costringe il giocatore a tentar di attivare, spesso inutilmente, qualsiasi oggetto a portata di Move.

Il movimento è vincolato su dei nodi pre-stabiliti dagli sviluppatori, con la rotazione a destra e sinistra affidata ai pulsanti frontali. Tali meccaniche, unite alla possibilità di abbassarsi per esplorare gli elementi più vicini al terreno, risultano poco accattivanti e piuttosto legnose.

Certo, non c’è il rischio di soffrire di motion-sickness, visto che il moto è… statico (sì, perdonateci l’ossimoro). È un peccato però: pur all’interno del mondo di gioco grazie al visore non si avverte mai quel realismo che questa tipologia di intrattenimento potrebbe e dovrebbe offrire.

Avvolgente

Nei lavori diretti da Miyazaki non è mai mancata la cura riposta nel delineare visivamente e acusticamente il lato artistico. Déraciné non fa da eccezione e propone un mondo di gioco dall’indubbio fascino vittoriano. Tenerezza, inquietudine e malinconia prendono forma nelle stanze del collegio e nel giardino esterno dalle tinte autunnali.

Nonostante la staticità della scena (di cui vi abbiamo parlato in precedenza), la ricchezza con cui sono stati arredati gli interni, la pattern cromatica e una costante melodia di violoncello permettono di percepire l’ambientazione in modo avvolgente, quasi fosse “viva”.

Trattandosi di un prodotto per PlayStation VR, la qualità dell’immagine è buona ma non eccezionale: anche in relazione dell’esiguità delle animazioni probabilmente si poteva far di più sulla modulazione poligonale dei personaggi e sulla qualità di alcune texture di rivestimento.

Il colpo d’occhio degli esterni è accattivante ma, anche in questo caso parliamo sostanzialmente di “fotografia in 3D”.

Il parlato, forte di un ottimo lavoro di recitazione, è completamente in lingua italiana.

In sintesi:

Déraciné è una piacevole esperienza per PlayStation VR. È  capace di veicolare emozioni e rappresenta un riuscito approccio di From Software alla realtà virtuale aumentata. Il tocco di Miyazaki è vibrante nel mondo di gioco, lo si avverte in atmosfere avvolgenti sia sul piano visivo sia su quello sonoro. L’opera, però, è quasi esclusivamente votata alla cripticità della narrativa mentre l’aspetto puramente ludico è ridotto al minimo. Move alla mano, la componente puzzle-solving va gradualmente a scemare: in fin dei conti si tratta di un’avventura più identificabile come “walking-simulator” che ha nella trama e nell’ambientazione i suoi punti di forza.

Pregi:

  • Storia coinvolgente dal punto di vista emotivo, dolce e con qualche colpo di scena.
  • Atmosfere riuscite.
  • Ottime sonorità e colpo d’occhio piacevole…

Difetti:

  • Povero sul piano strettamente ludico.
  • I pochi enigmi cedono  gradualmente il posto alla semplice esplorazione.
  • …nonostante si tratti, in concreto, di una “fotografia 3D”.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

La recensione di Déraciné è stata scritta e curata da G-PqV per GameStorm.it, pubblicata il 02-12-2018

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Déraciné

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    06-11-2018
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    PS4
  • Popolarità:
    1.3 %
  • ps4

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Valutazione del gioco 7

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