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Recensione di A Plague Tale: Innocence

Titolo: A Plague Tale: Innocence
Genere: Stealth / Action Adventure
Piattaforma: PlayStation 4 (Testata) / Xbox One / PC
Sviluppatore: Asobo Studio
Produttore: Focus Home Interactive
Data di uscita: 14 maggio 2019

Medioevo, peste e ratti... Tanti, troppi ratti

Asobo Studio. Prima di A Plague Tale: Innocence, è parecchio difficile che diversi, tra i lettori di questo articolo, abbiano avuto a che fare con titoli prodotti da questo team di sviluppatori, per tutta una serie di motivi. Questi includono, ad esempio, il fatto che lo studio sia di relativamente recente fondazione e ha poco meno di 17 anni di carriera alle spalle. Ma non solo: il curriculum di Asobo Studio spazia da titoli Tie-in per Disney e Pixar, tra cui Ratatouille e Up per diverse console, a collaborazioni relative a videogiochi che non hanno goduto a lungo della luce dei riflettori, come ad esempio il bistrattato Fuel, la versione per Xbox 360 di The Crew e, tra i titoli più recenti, il mai troppo apprezzato ReCore.

Ebbene, con un curriculum del genere, non sono in pochi ad aver osservato con sospetto e perplessità le vicende dietro allo sviluppo di A Plague Tale: Innocence. Le promesse di una forte componente narrativa, un comparto tecnico all’avanguardia e, in generale, di un’esperienza davvero interessante sembrerebbero, dunque, minate alle fondamenta da uno studio con scarsa esperienza nella creazione in solitaria di opere di questa portata. Eppure, non c’è da disperarsi. A Plague Tale: Innocence rappresenta una piacevole sorpresa ed è effettivamente, proprio alla luce di quanto appena descritto, uno dei titoli più riusciti dello studio francese. Non indugiamo oltre e prepariamoci ad affondare i denti nell’ultima fatica di Asobo Studio.

La regola dell’Amicia non sbaglia mai

Regno di Francia, XIV secolo. Amicia de Rune e suo padre si recano in una radura nei pressi del proprio villaggio. Obiettivo: procurare una cena degna di un Re alla propria famiglia. Sfortunatamente, la battuta di caccia non sortisce gli effetti sperati: il cadavere del cinghiale, adocchiato precedentemente da Amicia, viene rinvenuto scuoiato e scarnificato. Inoltre, il segugio della famigia de Rune viene ingoiato da un’improvvisa e misteriosa voragine nel terreno, tra lamenti e guaiti. Scossa dai misteriosi accadimenti, Amiciasi precipita a casa. Giunta in camera di suo fratello, Hugo, Amicia assiste impotente all’invasione del villaggio da parte dei soldati dell’Inquisizione. Tentando di fuggire insieme a sua madre e suo fratello, la nostra protagonista apprende che i soldati sono giunti fino al villaggio col preciso scopo di catturare Hugo e consegnarlo al proprio leader, che sta combattendo una misteriosa piaga che si è abbattuta sull’intera Francia, piaga a cui sono collegate le strane voragini che, soprattutto di notte, scuotono la terra stessa, e un’orda di (apparentemente infiniti) ratti assetata di sangue.

Al fine di evitare spoiler, considerando come la narrazione sia uno dei pilastri portanti di A Plague Tale: Innocence, ci limiteremo a constatare come la trama del titolo sia, tutto sommato, ottima. Nonostante la presenza di alcuni cliché sparsi qui e lì, la narrazione prosegue fluidamente, con dialoghi ben scritti e ben recitati (con tanto di marcato accento francese) e cut-scene ottimamente realizzate, a cui si alternano sequenze di gameplay che, sebbene molto guidate, riescono nella propria missione: coinvolgere ancor di più il giocatore nei momenti più concitati della trama.

Dracarys (magari...)

Per i momenti di gameplay meno lineari, invece, è necessario affrontare un discorso ben più approfondito: A Plague Tale: Innocence si propone principalmente come un action adventure. È presente un sistema di combattimento piuttosto particolare, per merito della fionda di Amicia, così come un sistema di crafting sufficientemente corposo, che renderà dunque più appetibile l’esplorazione delle location di gioco in cerca di materiali utili alla nostra protagonista. Per la maggior parte del tempo, però, A Plague Tale: Innocence non è un titolo action, anzi. Le fasi di gioco che caratterizzano gran parte dell’esperienza utente sono principalmente di due tipi: sezioni stealth e sezioni “puzzle”. Per quanto riguarda le prime, il titolo sembra prendere molta ispirazione dai grandi nomi del settore, tra cui i recenti capitoli di Assassin’sCreed: accovacciandosi nell’erba alta, ad esempio, Amicia può rendersi praticamente invisibileai nemici, che resteranno ignari della sua presenza. Da Assassin’sCreed, A Plague Tale eredita anche i classici indicatori di allerta dei nemici, che si riempiono progressivamente man mano che il giocatore si espone alla linea visiva dei soldati e si colorano di rosso quando, ormai, non c’è più niente da fare, se non tentare di difendersi.

Nelle fasi iniziali di A Plague Tale, però, qualsiasi tentativo di resistenza è futile: l’esile Amicia non possiede la stazza dei soldati dell’Inquisizione e non può certo sperare di difendersi dai fendenti nemici lanciando sassi con la sua fionda. Qualsiasi svista nelle sezioni stealth, soprattutto nel momento in cui tutti i soldati in zona sono dotati di elmo, comporterà inevitabilmente la morte di Amicia. Requisito necessario, per proseguire nelle fasi stealth di A Plague Tale, è sempre e comunque la pazienza.

Ciò detto, il giocatore dispone di diversi escamotage per evitare di sentire troppo spesso il freddo abbraccio della morte: Amicia può, ad esempio, lanciare sassi contro gli oggetti metallici o vasi di terracotta per distrarre i nemici, o tentare comunque di colpire in piena fronte i nemici che, malauguratamente, decidano di fare il proprio lavoro senza dotarsi di elmo. Inoltre, dovendo badare al fratellino, Hugo, durante tutte le sequenze di gameplay, le fasi stealth impongono, in determinati momenti, di servirsi della piccola statura del ragazzo per proseguire, prestando comunque la dovuta attenzione affinché né lui né Amicia vengano colti in fragrante dai soldati dell’Inquisizione.

Passando alle fasi di gameplay in cui è necessario ingegnarsi per superare determinati ostacoli, fatte salve alcune eccezioni nei primi momenti di gioco, queste consisteranno principalmente nel farsi strada tra un’orda di ratti affamati, assetati di sangue e spaventati solo e soltanto dal fuoco o da qualsiasi fonte di illuminazione. Ravvivando delle braci opassando il fuoco da una torcia all’altra utilizzando un bastone, Amicia dovrà assicurare l’incolumità propria e del piccolo Hugo attraversando l’orda di piccoli e simpaticissimi carnivori pronti a saltarle addosso al minimo accenno di oscurità.

Entrambe le tipologie di gameplay sopra descritte, caratterizzate principalmente da sensazioni di ansia ed angoscia, si combinano perfettamente con le fasi più rilassate di esplorazione e narrazione, oscillando tra i due estremi e riuscendo nell’ardua impresa di intrattenere il giocatore, coinvolgendolo nella giusta misura lungo tutto l’arco narrativo che segue i due giovani protagonisti.

Un quadro dalle tinte arancio

È un vero peccato che A Plague Tale: Innocence sia stato rilasciato così tardi nel lasso temporale dell’attuale generazione di console. Il risultato finale è qualcosa di ammirevole, soprattutto considerando le ridotte dimensioni del team di sviluppo: il comparto grafico è di prima scelta, con texture dettagliate, modelli poligonali di ottima fattura e animazioni che, sebbene leggermente rigide in alcuni frangenti, risultano comunque piuttosto fluide nella stragrande maggioranza dei casi. La Francia di A Plague Tale si colora di blu e di azzurro nelle città deserte e devastate dalla piaga, tornando ad un più accogliente tinta arancio nelle boscaglie e fattorie circostanti.

Un vero peccato, però, che produzioni ben più grandi abbiano ormai abituato i giocatori a standard più alti. A Plague Tale: Innocence non raggiunge, purtroppo, il maestoso colpo d’occhio garantito da titoli dal budget ben più alto, come ad esempio il recentissimo Red Dead Redemption 2. Alcune animazioni possono risultare rigide, le animazioni facciali sono spesso non pervenute.Il titolo resta comunque un ottimo risultato in termini di pura tecnica: il titolo mantiene un frame-rate piuttosto stabile, in 1080p, sul modello base di PlayStation 4, mettendo in mostra ambientazioni tutto sommato molto convincenti con una pulizia visiva niente male. Si segnala, infine, un fastidioso tearing che, purtroppo, può causare più di qualche fastidio sia nelle sequenze di gameplay concitate che in quelle più rilassate.

In Sintesi:

A Plague Tale: Innocence è un titolo davvero interessante. Forte di una componente narrativa di prim’ordine e di un comparto grafico che, nonostante alcune incertezze, riesce a difendersi piuttosto bene, il titolo racconta le gesta di Amicia, ultima sopravvissuta della casata dei de Rune insieme al piccolo Hugo, che dovrà difendere dai soldati dell’Inquisizione e da una misteriosa orda di ratti assetati di sangue.

Il gameplay, che alterna fasi stealth a fasi di esplorazione vera e propria, in cui sarà poi necessario interagire con l’ambiente circostante per farsi strada nella trama, riesce ad integrarsi e fondersi bene col comparto narrativo, pur presentando alcuni momenti di lieve frustrazione nel momento in cui, nelle fasi stealth iniziali, l’unica alternativa ad una realizzazione perfetta proposta al giocatore è la morte certa.

Il comparto tecnico, di buona fattura, pur non raggiungendo i livelli di produzioni dal budget più alto riesce comunque a catturare l’attenzione del giocatore, merito di un’ambientazione splendidamente resa e di modelli poligonali di ottima fattura. Un fastidioso tearing e alcune animazioni un po’ rigide non riescono a minare alle fondamenta l’ottimo lavoro svolto dal relativamente piccolo team di Asobo Studio. Considerando il prezzo di lancio di 49,90 € (contro i 69,90€ dei tripla A recenti), non possiamo che consigliare l’acquisto di A Plague Tale: Innocence al grande pubblico, a patto di essere disposti a munirsi di un minimo di pazienza e a chiudere un occhio davanti alle piccole incertezze dettate, quasi sicuramente, dalle dimensioni e dalla storia di Asobo Studio.

Pregi:

Trama interessante e ben raccontata.

Sequenze di gameplay rese particolari dal fisico di Amicia e dalla presenza del piccolo Hugo.

Comparto grafico tutto sommato di buona fattura…

Difetti:

  • Le sezioni stealth in cui il fallimento porta a morte certa possono ingenerare un certo quantitativo di frustrazione in alcuni giocatori.
  • … ma non esente da imperfezioni.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8,5

La recensione di A Plague Tale: Innocence è stata scritta e curata da KentuckyFriedG per GameStorm.it, pubblicata il 13-05-2019

Commenti sulla recensione (3)

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Commenti
avatar di Albert91
14-05-2019
Albert91

Molto interessante, ottimo lavoro

1
avatar di dryily
14-05-2019
dryily

Già dai gameplay e dai trailer mi aveva conquistato, sono felice di leggere che non ha deluso le aspettative! L'arco narrativo è sicuramente l'aspetto su cui punto maggiormente. Non vedo l'ora di poterlo giocare, spero a breve.

2
avatar di G-PqV
14-05-2019
G-PqV

Mi ispira tantissimo e la recensione conferma le mie idee. Non vedo l'ora di giocarlo.

2
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A Plague Tale: Innocence

  • Immagine della copertina del gioco A Plague Tale: Innocence per PlayStation 4
  • Data di uscita:
    14-05-2019
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    XONE PS4
  • Popolarità:
    0 %

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Valutazione del gioco 8

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