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Recensione di Uncharted 2: Il Covo dei Ladri



Titolo: Uncharted 2: il covo dei ladri

Genere: Avventura

Console: Playstation 3

Sviluppatore: Naughty Dog

Publisher: SCEE

Data di uscita: 14-10-2009


Uno dei titoli più attesi dell'anno, dopo aver tanto fatto chiacchierare di sé, si mostra nella sua completezza.
Molti sequel di un primo capitolo di successo e di qualità generano attorno a loro un alone di hype composto tanto dai fan quanto dai detrattori del primo capitolo, speranzosi che la seconda versione possa finalmente conquistarli. Aggiungete a ciò l'ormai tradizionale aspettativa per ogni gioco first-party per PS3: riuscirete a capire cosa fosse Uncharted 2: Il covo dei ladri fino all'attimo precedente della sua immissione in commercio.

Quando l'occhio vuole la sua parte...

Procediamo innanzitutto con l'analisi della componente tecnica, sovvertendo un po' lo schema abituale con cui vengono presentate le recensioni. Il perché di questo motivo sta essenzialmente nel fatto che su una cosa sicuramente Uncharted: Drake's Fortune aveva messo d'accordo tutti, ossia la bontà grafica, mai così generosa su console – sino ad allora. Senza snocciolarci in percentuali, era quindi ben chiaro a tutti come anche il secondo capitolo non potesse essere altro che un ottimo titolo grafico, molto probabilmente la nuova vetta grafica. Forse, però, non tutti si aspettavano che la scalata dei Naughty Dog arrivasse così in alto.
Il gioco offre più ambientazioni, davvero molto varie, ed in tutte si può dire probabilmente ci venga mostrata la miglior versione possibile attualmente su console di quel setting. Anche la foresta del primo Uncharted non può resistere a quanto il Borneo ha da mostrarci, forte di colorazioni calde e splendide ombre spesso in movimento, ottima massa poligonale e texture in alcuni casi deliranti e, nel complesso, ottime. E cosa si può dire del Nepal, noto ormai a tutti grazie alle più beta offerte al pubblico? I Naughty Dog non si sono voluti fermare qua, decidendo di introdurre la neve nel loro gioco e, come da loro tradizione su PS3, non accontentandosi di portare “una” neve ma “la” neve.
Il livello grafico in termini tanto di potenza bruta quanto di quantità di dettagli rimane altissimo in tutta la durata del titolo, corroborato dalla sinergia con un'espressione stilistica di indubbia qualità: è impressionante infatti quanta attenzione sia stata riposta, ad esempio, nel modello di Nathan Drake, nelle sue animazioni ed al contempo, non dover opprimere il level-design con soluzioni claustrofobiche, ritrovandosi ingabbiati livelli di media grandezza o, addirittura, piccoli per non minare alla qualità complessiva (espressione alla base di non pochi titoli in questa generazione): ogni setting si spingerà sempre più in là, con visuali e profondità di campo da capogiro, facendo davvero credere che, quanto visto sino ad ora, sia stato semplicemente un antipasto della generazione (almeno tecnicamente).
Se la vista può ritenersi decisamente appagata, allo stesso modo potrà esserlo il vostro udito: anche sotto questo comparto Drake e compagni non temono rivali; gli effetti audio non presentano pecche e vi aiuteranno decisamente ad immedesimarvi in questo entusiasmante viaggio mentre l'OST, già potuta apprezzare in termini qualitativi nella prima avventura, si riconferma di altissimo spessore.
Il doppiaggio in italiano è, senza ombra di dubbio, ai livelli della cinematografia contemporanea, decisamente una stilettata al fianco di tanti, troppi, titoli sporcati, quasi abrasi, da doppiaggi pseudo-amatoriali – se non peggio.
Da annotare è l'assenza di installazione che richiede al gioco uno streaming continuo di dati dal BR-disc: se questa è l'ennesima dimostrazione di potenza bruta è anche stata per alcuni utenti il colpo finale alla lente della propria PS3, decretandone il famigerato led arancione. I numeri, tuttavia, indicano come questo evento sia contenuto e semplicemente lievemente più alto della media per via del maggior stress cui Uncharted 2 sottopone il delicato sistema d'ottica.
Come unico accenno in negativo, si può evidenziare una IA a volte troppo “statica”, nel senso che troppo facilmente si presta al voler rendere l'azione spettacolare, imbambolandosi casualmente a due centimetri da un burrone od affianco una tanica di propano. Dato comunque il numero dei nemici, la frenesia dell'azione (soprattutto se giocato a modalità difficile, cosa che consigliamo) non ve ne lamenterete poi tanto!

Post hoc ergo propter hoc

Troppi titoli si sono limitati a sfruttare questo cavillo edonistico, un sotterfugio sotto cui muoversi e dietro cui fintamente osare e facilmente ottenere. Pochi hanno osato a mostrare altro oltre ad un'astratta bellezza estetica, vuoi perché mantenere fumoso il quadro aiuta la mano scarsa, vuoi perché – probabilmente – non ce n'era abbastanza; il titolo dei Naughty Dog mostra una corposa e concreta sostanza anche nello spessore della trama: scorrevole e piacevole, è ben evidente al videogiocatore scrupoloso come la leggerezza evocata in quest'ultima fatica sia uno slancio ben sostenuto, ottimamente studiato.
Daremo in questa recensione esclusivamente l'incipit, focalizzandoci poi su elementi narrativi più generali così da non poter privare qualche utente dei colpi di scena della storia; la missione di Nathan Drake e compagni è quella di indagare su un evento misterioso nella storia dell'umanità. Nel viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, verso Venezia, successe infatti qualcosa che il famoso esploratore non volle mai rivelare, destinato ad essere sepolto con la morte – successiva e slegata a questo – dei tre Polo (Marco, Niccolò e Maffeo): partirono, a quanto ci è dato sapere, circa 600 uomini su 14 navi e raggiunse la laguna solo una imbarcazione con diciotto persone a bordo (tra cui i tre Polo). Cosa successe durante quel lungo viaggio? Qual è il segreto che la famiglia Polo ritenne tanto pericoloso da doverlo ottenebrare al mondo intero?
Da queste domande comincia la nostra avventura nei panni di Nathan Drake, simpaticissima fusione tra Nicholas Cage ne Il mistero dei templari e l'immortale Indiana Jones; la trama viene spesso scossa da colpi di scena, ottimamente attuati grazie ad un taglio decisamente cinematografico della produzione, andando anche a stravolgere l'usuale linea temporale con opportuni flashback.
L'azione si snocciolerà tra tantissime scalate con viste e paesaggi mozzafiato, non poche sparatorie (alcune di queste, comunque, ottimamente integrate in una sorta di approccio platform) e qualche puzzle da risolvere grazie all'uso del diario in nostro possesso; quest'ultimi non rappresentano, a dire il vero, praticamente mai un “problema” data la difficoltà esigua nella risoluzione (comunque maggiore rispetto a quelli del primo capitolo, praticamente ostacoli invisibili), traducendosi più che altro in un momento di “pausa” dalle frenetiche sparatorie e dalle scalate da cardiopalma.
Disseminati sul nostro percorso (non così in mezzo ai piedi come potrebbe sembrare da questa frase) ri-troveremo i tesori, come nella prima avventura di Nate. Tolti i primi, decisamente semplici da recuperare, per collezionarli tutti e 100 dovrete cercare in maniera scrupolosa lungo tutte le mappe. A “facilitare” questo compito, vi sarà l'opportunità di rigiocare i livelli singolarmente, potendo leggere quanti tesori siano già stati recuperati in quella mappa (es.: due di cinque), potendovi così focalizzare sulla ricerca.
Durante quasi tutta l'avventura ci verranno affiancati uno o più personaggi guidati dalla CPU, mai vitali a dire il vero per l'apporto effettivo (toccherà a noi infatti praticamente dovercela vedere con i nemici, osservando quanto l'efficacia offensiva dei nostri starring partner sia decisamente all'acqua di rose. Il loro ruolo, infatti, è più imperniato sullo svolgimento della trama, ponendo decisamente l'aspetto relazionale fra i vari personaggi come elemento stravolto e stravolgente il percorso narrativo offertoci; è possibile vedere ognuno di queste comparse come vertice di un poligono che vede al centro il protagonista, Drake, così da poter, di volta in volta, osservare tanto la relazione tra i due quanto come lo stesso Nathan cambi il suo atteggiamento a seconda della persona con cui ha a che fare, descrivendo alla fine i tratti di un eroe moderno, decisamente umano e ben lontano dallo stereotipato cliché di un'inarrestabile forza della natura in movimento.
Non c'è niente che non vada nel “cosa” ci venga offerto, tanto meno nella modalità di acquisizione da parte dell'utente finale: tantissime persone l'hanno paragonato, per intensità, spettacolarità, leggerezza ma al tempo stesso consistenza, ad una sorta di film interattivo e, seppur questa definizione debba essere presa con le quanto mai opportune “pinze” - non è un film interattivo allo stesso modo di come lo era Fahrenheit -, ci sentiamo di unirci al gruppo.

Quando l'online non pesa

Nella nuova avventura di Nathan Drake viene anche implementata la modalità online, ricchissima di contenuti. Le mappe sono ovviamente ispirate alle location passate nel single player:
Grotta di ghiaccio – mappa su due piani, molto lunga e con postazioni da cecchino su statue e in opportuni passaggi nei muri sopra le due basi;
Il tempio – è composta essenzialmente da due grandissime stanze a pianta quadrata poste su livelli differenti e collegate tra di loro da un passaggio alto ed uno basso;
Il villaggio – dalla forma quasi ellittica, si slarga nella porzione centrale designando essenzialmente un lato ricco di edifici da sfruttare per avanzare lentamente e coperti ed il lato opposto decisamente più libero e scoperto;
La piazza – questa mappa è in notturna e vede contrapposte le basi site al primo piano degli edifici. Al centro c'è un fortino che “spezza” la visuale permettendo l'avanzamento coperto;
Il deragliamento – immersa in una tempesta di neve, sicuramente non è la mappa prediletta dai cecchini. Le carcasse dei convogli e qualche cassa sparsa qua e là vi offriranno copertura;
Il santuario – un santuario tibetano sperduto nelle montagne, dolcemente cullato da fiocchi di neve bianchissimi: non sembra così rilassante? Non essere stupido, cercati un riparo ed evita di morire!
La città perduta – quello che la civiltà passato ci ha lasciato, pesantemente avvolto dal tempo e dalla natura. Tanti passaggi sotterranei per poter sbucare sempre alle spalle del nemico!
Il forte – aggiunta recentemente grazie ad un DLC gratuito, questa mappa è ambientata ancora tra i resti dell'antica civiltà. Decisamente più “chiusa”, non perdetevi troppo a guardare gli incredibili dettagli o la distesa d'acqua o finirete presto al tappeto;

Non solo, sono tantissime anche le modalità di gioco che vi garantiscono davvero tantissime ore di divertimento. Ecco quelle competitive da giocare in massimo 10, formando due squadre da 5:

Deathmatch – una squadra contro l'altra, contano i kill totali;
Eliminazione – una squadra contro l'altra, una volta morti non si respawna se non assieme a tutti gli altri (la squadra che sopravvive guadagna un punto);
Saccheggio – è la versione CTF dei Naughty Dog, decisamente interessante per l'opportunità di poter trasportare il tesoro, lasciarlo e lanciarlo, dando vita a vere e proprie staffette;
Guerra di campo – un insieme di varie modalità con un punteggio composto dalla somma di più variabili;
Re della collina – è la classicissima modalità “zone”;
Reazione a catena – lungo tutta la mappa saranno dislocate 5 basi; una squadra inizia dalla numero 1, l'altra dalla 5. Conquistata la 1 si dovrà andare alla 2 e così via quindi il primo fuoco infernale si svolgerà alla 3, attenti;

A queste si sommano due modalità da giocare in cooperazione e la vera e propria cooperativa che tratteremo successivamente in maniera più esaustiva:

Sopravvivenza – fino a tre giocatori in una delle quattro mappe disponibili ad affrontare diverse ondate di nemici ad un grado di difficoltà sempre crescente;
Corsa all'oro – anche qua vi ritroverete a fronteggiare più e più ondate di avversari ed un tesoro da recuperare e mettere al sicuro per accedere alla fase successiva;
Cooperativa – vedi dopo;

A completamento della ricchissima offerta, ecco anche una vera e propria chicca decisamente non per tutti gli utenti:

Machinima – attenzione, questa NON è una modalità di gioco vera e propria; potremo infatti scegliere uno sfondo oppure metterne uno “vuoto” (bianco con una griglia nera), un set completo di armi da fare invidia a Matrix e... basta! Il fine di questa modalità è quello di creare machinima, appunto, ovvero gli utenti potranno creare avventure “recitando” e quindi determinando lo svolgimento dell'azione;

Il netcode è ottimale e non ci sono praticamente problemi di lag; il livello grafico è certamente il migliore mai visto in mappe multiplayer, tanto per aggiungere un altro scettro alla Sala dei Tesori dei Naughty Dog. Il multiplayer è studiato per avere un'evoluzione: infatti giocando ed uccidendo potrete guadagnare soldi e salire di livello, così da poter infine comprare ed “equipaggiare” due skill da un menu molto ampio e variegato. Con gli stessi soldi si possono acquistare anche skin (da usare online), potenziamenti per la componente cooperativa e video dello sviluppo, chicca per fanatici.
Da menzionare la presenza del party system con possibilità di invitare amici e joinare gruppi, così da potersi organizzare ottimamente.
Trattiamo finalmente la cooperativa, delineandone i punti cardine. Innanzitutto è bene specificare che anche qua le ambientazioni ricalcano quelle del single player ma le mappe non sono le stesse (alcuni scorci od alcune porzioni si ma non la totalità della mappa), essendo state appositamente pensate per la cooperazione. E' possibile impostare quattro modalità di difficoltà (facile, normale, difficile, distruttivo – le ultime due si sbloccano per una mappa finendo la coop sulla stessa alla difficoltà precedente) ed affrontare queste sfide in compagnia di altri due amici (o anche persone sconosciute grazie al reperimento giocatori).

Ciak, si gira!

Pensate sia tutto? Vi sbagliate, ecco la modalità Cinema! Grazie a questa feature avrete modo di rivedere le ultime partite online e di salvarne alcune così da assicurarvi che non andranno perse. Occorre specificare che non sono semplici video quanto più una vera e propria emulazione della partita precedente, identica in ogni dettaglio (ovviamente non giocabile): così facendo, potrete avere la visuale di ogni partecipante, interrompere la visione, avanzare velocemente, fare screenshot oppure semplicemente girare con la visuale libera.
E' bene ricordare che non essendo normali video, sono salvati sulla PS3 i “dati” della partita che, appunto, il gioco leggerà, restituendovi la partita identica in tutto e per tutto e “viva”, “esplorabile”. E' quindi assente la possibilità di uploadare la partita (anche semplicemente una porzione di questa) online su youtube od altri, così come estrarre video (escludendo ovviamente riprese off-screen alla tv, chiaramente).
Ulteriore possibilità, non legata a quanto descritto sopra (viene descritta qui semplicemente per attinenza ad un qualcosa da “vedere” più che da “giocare”), è quella di potersi rigustare tutte le sequenze di intermezzo del gioco, 90 minuti (sommati) di filmati di altissimo livello (realizzati col motore di gioco, è bene ricordarlo!).

Un successo sotto più punti di vista

E' innegabile, Uncharted 2: Il covo dei ladri entra di prepotenza nei migliori titoli del 2009 e della generazione; non pochi, è doveroso riportarlo, lo hanno addirittura eletto ad uno dei migliori titoli di sempre e, se si considera il genere action-tps, la quantità in termini di completezza che il titolo porta associata ad una qualità senza pari, forse è possibile anche comprendere come certe affermazioni non siano slanci in un delirio da estasi momentaneo ma qualcosa di più ragionato, condivisibile o meno che sia il proprio parere.
Certo è che, come si suol dire, i Naughty Dog hanno alzato di non poco l'asticella che, prima o poi, tutti dovranno puntare se vorranno ancora produrre titoli di qualità.

Pro

- Tecnicamente senza pari

- Divertente, carismatico ed affascinante

- Completo: single player, multiplayer competitivo e cooperativo

- Primo DLC (mappa “il forte”) gratis

Contro

- I puzzle sono presenti ma non aspettatevi niente di troppo complesso

- IA non ai massimi livelli
 

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 9,7

La recensione di Uncharted 2: Il Covo dei Ladri è stata scritta e curata da Edodo per GameStorm.it, pubblicata il 30-11-2009

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Uncharted 2: Il Covo dei Ladri

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Valutazione del gioco 9.8

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