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Recensione di The History Channel: Great Battles of Rome


Titolo: The History Channel – Great Battle of Rome
Genere: Strategico
Console: PS2
Sviluppatore: Black Bean
Casa Pubblicante: Siltherine Soft
Pubblicazione: 28 giugno 2007

Trama

Il mondo videoludico ha spesso e volentieri preso spunto dalla storia per collocare temporalmente i suoi prodotti. È questo il caso di tutta una serie di sparatutto in prima persona ambientati nella seconda guerra mondiale, così come tanti altri esempi di titoli che si ispirano alla ricostruzione storica per ritagliarsi quel tantino di azione che basta per intrattenere il pubblico. Un esempio meno inflazionato di ambientazione temporale è quella visibile in questo The History Channel – Great Battle of Rome, in cui il periodo di riferimento è l’arco di tempo che va dalla nascita di Roma alla sua disfatta, passando ovviamente per la nascita dell’Impero e la massima estensione dell’influenza romana. Per l’occasione è stato siglato anche un accordo tra gli sviluppatori e History Channel, il quale per la prima volta è stato chiamato in causa dal mondo dei videogiochi, per l’occasione con l’impegno di fornire tutta una serie di filmati di ottima fattura, ideali per apprendere i dettagli degli eventi storici che hanno caratterizzato la storia di Roma e della sua crescita.

Il gioco che ci apprestiamo a recensire è uno strategico in stile Rome: Total War e Legion Arena, in cui dovrete comandare un esercito attraverso tutta una serie di missioni che vanno dalle prime schermaglie della neonata Roma alle ultime disfatte dell’Impero, a cui si aggiunge la campagna con i Celti come protagonisti.

Al comando di un esercito

Il termine comandare l’esercito può tuttavia essere allo stesso tempo sia riduttivo sia eccessivo. Riduttivo in quanto non dovrete solamente impartire gli ordini per assicurarvi il buon esito delle battaglie, bensì dovrete anche gestire ogni vostra armata in termini di salute, abilità ed equipaggiamento: tra uno scontro e l’altro, per prima cosa, dovrete decidere se curare i feriti, arruolare forze fresche scegliendo tra le varie categorie di combattenti (contadini, miliziani, nobili...) per schierarli tra le fila della cavalleria, della fanteria, degli arcieri oppure direttamente nel ruolo di comandante sul campo. Le vostre armate dovrete anche equipaggiarle con elmi, armamenti, stendardi e quanto altro sia in grado di aumentare la loro “potenza di fuoco” o semplicemente il loro morale, senza contare le abilità che potrete decidere di sviluppare (schivata, resistenza, abilità con la spada...) al fine di aver maggior probabilità di assicurarsi il buon esito delle battaglie. Tutto ciò, ovviamente, non sarà gratuito ma dovrà essere pagato con i denari che avrete guadagnato durante le varie battaglie.

Come accennato, però, in alcuni casi il termine comandare potrebbe risultare addirittura riduttivo, in quanto le vostre possibilità di impartire ordini (prima e durante la battaglia) saranno limitate a poche tipologie di istruzioni.

La preparazione della battaglia

La parte principale della battaglia si svolge nella schermata iniziale, di natura statica, in cui dovrete decidere come schierare le vostre armate in funzione dello dispiegamento di forze nemiche. In tale schermata potrete sbirciare la composizione delle truppe avversarie e di conseguenza decidere quale tipologia delle vostre armate sarà la più indicata ad affrontarle. Inoltre, ad influire sull’efficacia delle varie truppe ci sarà il fattore terreno, che in genere sfavorisce la temibile cavalleria e la fanteria pesante nel caso in cui ci si trovi di fronte a un terreno non pianeggiante.

Una volta impostato l’approccio del vostro esercito toccherà a loro vedersela con il nemico, con un vostro marginale aiuto che consta nell’ordinare una carica oppure di ripiegare, nel caso le cose non si stiano mettendo come previsto.

Per il resto saranno le statistiche dei singoli elementi (tra cui abilità acquisite, equipaggiamento, morale...) a decidere le sorti di ciascuno scontro “alla pari”. Giusto per esempio, la superiorità della cavalleria rispetto alla fanteria leggera sarà praticamente schiacciante, mentre l’esito di una lotta tra due analoghe cavallerie sarà determinato dalle statistiche individuali.

Le battaglie, infine, non si concluderanno sempre con l’annichilimento (o la ritirata) di uno degli eserciti, bensì potranno essere determinate dal conseguimento (o meno) degli obiettivi che verranno visualizzati nella parte alta dello schermo, che vanno dall’uccisione di una cinquantina di contadini nella missione iniziale all’eliminazione del comandante nemico, dall’imperativo di non veder cadere il proprio generale al resistere per determinato tempo durante una imboscata e così via.

Graficamente deludente

Per quanto il tutto possa sembrare interessante, coinvolgente e divertente, va detto che il gioco non mostra granché in termini di varietà, tanto da far sembrare ciascuna missione uguale alle altre, eccezion fatta per la composizione dell’esercito opposto e per gli obiettivi richiesti (che poco influiscono sulla percezione del giocatore). Nemmeno dal punto di vista della sensazione di sfida le cose vanno meglio, in quanto l’AI è tale da rendere spesso e volentieri le missioni facili e brevissime, soprattutto nel caso in cui si disponga di una cavalleria pronta a caricare.

Dal punto di vista tecnico il gioco si rivela davvero deludente, con tanti elementi facenti parte dei battaglioni, ma ciascuno dei quali realizzato con textures e animazioni tali da far sorgere il dubbio che il tutto non possa girare sulla vecchia PsOne. Anche le ambientazioni sono davvero poco accattivanti, con qualche altura visibile, di tanto in tanto una fortezza (priva di dettagli) e basta, senza dimenticare l’effetto giorno–notte, in cui l’unica differenza è il colore del cielo (che passa rispettivamente dall’azzurro chiaro al blu scuro).

Anche il sonoro si rivela meno che essenziale, concludendo il discorso relativo al deludente comparto tecnico. L’unica nota veramente positiva di questo titolo, quindi, si rivela essere la trentina di filmati targati History Channel che si fanno apprezzare di tanto in tanto.

In conclusione, nonostante il prezzo ridotto, questo The History Channel – Great Battle of Rome non riesce a convincere a causa di una struttura di gioco troppo semplice e poco sfidante, senza contare il comparto tecnico, tale da rivelarsi degno di una vecchia PsOne.

 

PAGELLA

Gameplay: 6 

La struttura di gioco è quella dei collaudati strategici che tanto sono apprezzati su PC, ma in questo caso la monotonia delle missioni e la facilità con cui si portano a termine gli obiettivi rischiano di rendere poco convincente il tutto.

Sonoro: 5

Il sonoro è quanto più di essenziale si possa immaginare per un gioco del genere, al limite dell’inesistenza.

Grafica: 4

La grafica del gioco è davvero deludente e la scusa di dover gestire centinaia di elementi non regge (basti vedere gli aerei gestiti in Heroes of the Pacific sullo stesso hardware). Siamo di fronte a una realizzazione grafica davvero imbarazzante per una console come la PS2.


La recensione di The History Channel: Great Battles of Rome è stata scritta e curata da monsteruno per GameStorm.it, pubblicata il 25-08-2007

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The History Channel: Great Battles of Rome

  • Immagine della copertina del gioco The History Channel: Great Battles of Rome per PlayStation 2
  • Data di uscita:
    N/D
  • Categoria:
    strategia
  • Disponibilità per:
    PS2 PSP
  • Popolarità:
    0.5 %

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Valutazione del gioco 6.8

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