GameStorm

Recensione di Wolfenstein II: The New Colossus

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 16-11-2017

Titolo: Wolfenstein II: The New Colossus
Genere: FPS
Piattaforma: PlayStation 4/Xbox One (testata)/PC
Sviluppatore: Machine Games / id Software
Produttore: Bethesda
Data di uscita: 27 ottobre 2017

“Make America Nazi-Free Again”

È doveroso, innanzitutto, dar merito a Bethesda per aver puntato su un marchio storico. Infatti, dopo il boom di Wolfenstein 3D che, nel 1992 rappresentò una svolta videoludica per gli shooter in prima persona, le successive apparizioni del brand hanno offerto una qualità altalenante e riscosso un minor interesse.

Tra il 2014 e il 2015, Wolfenstein: The New Order, prima, e The Old Blood (espansione stand-alone) poi, hanno conquistato praticamente tutto il popolo dei videogiocatori, amanti o meno del genere FPS. Grazie al pregevole lavoro di Machine Games, il Soldato William Joseph Blazkovicz si è mostrato più affascinante e tamarro che mai.

A circa tre anni di distanza, il colosso statunitense di ZeniMax punta ad ottenere il medesimo successo con Wolfenstein II: The New Colossus, a tutti gli effetti, secondo capitolo di un’ormai annunciata trilogia.

È proprio quest’ultima caratteristica da “episodio intermedio” a rappresentare il maggior rischio: se The New Order poteva essere vissuto anche come una vicenda autoconclusiva, Wolfenstein II ha il compito di fare da collegamento, fungendo allo stesso tempo da prequel e da sequel, tentando di proporre comunque un’avventura godibile anche se presa singolarmente.

È una Missione Impossibile? Ragazzi, parliamo di Blazkovicz, ormai dovreste sapere che nulla, per lui, è impossibile.

Analizziamo ora i vari aspetti del game, per capire se l’agguerrito B.J. ce l’ha fatta anche questa volta.

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere

Wolfenstein II narra gli avvenimenti seguenti all’atto conclusivo del primo episodio. Lo scontro con i tedeschi, culminato con la sconfitta del folle dottor Wilhelm "Deathshead" Strass, ha colpito duramente il Reich, ma anche il buon Blazkovicz. Corre l’anno 1961, scampato all’esplosione nucleare, grazie all’intervento della sua squadra, B.J., si risveglia dopo sei mesi di coma e si trova costretto a lottare ancora per contrastare il Regime Nazista, la perfida Frau Engel e, soprattutto, per proteggere i propri cari, in special modo la compagna Anya e i due gemelli che porta in grembo. Il futuro papà “Terror Billy” è, però, fisicamente devastato dal precedente conflitto, ridotto a muoversi su una sedia a rotelle. L’incipit, inoltre, è di forte impatto e propone un lutto illustre, tanto da minare anche l’indomito animo del protagonista.

Per evitarvi spoiler non ci vogliamo addentrare ulteriormente nelle vicende narrate, soffermandoci, invece, sulle dinamiche del racconto. Se in The New Order, story-line e gameplay andavano a braccetto, in The New Colossus, si può notare una scelta stilistica differente: le vicende, infatti, hanno un ritmo più altalenante e, talvolta, danno l’impressione di essere più un pretesto per dar sfoggio all’aspetto puramente ludico.

Non fraintendete, pur frammentata, l’avventura di Blazkovicz offre la caratteristica stravaganza del brand, tra toccanti emozioni, pura follia e plot-twist di alto livello. Quello che manca è il climax, proprio a causa di un pathos incostante che traghetta il player verso un finale interessante ma troppo sbrigativo, in circa dodici ore di gioco.

Degne di nota, sono invece le sequenze flashback che consentono di approfondire il background che ha portato il giovane e ingenuo William ad essere l’implacabile macchina da guerra che conosciamo.

Inoltre, come già accaduto in The New Order, la rigiocabilità è garantita dal bivio relativo al “personaggio di supporto”: è possibile proseguire sulla stessa linea narrativa del primo episodio (consigliabile) oppure cambiar rotta. In entrambi i casi, la scelta di Wyatt o Fergus comporta interessanti peculiarità in merito alla trama che al gameplay.

Per concludere, l’esperienza di gioco si espande con le missioni secondarie attivabili, anche post end-game, dall’hub centrale, il sottomarino “Martello di Eva” nonché base della Resistenza. Queste possono essere sbloccate decifrando, tramite un minigame, i Codici Enigma recuperati dai Comandanti eliminati.

“Più veloce, Shimshon”

Pad alla mano, Wolfenstein II è un concentrato di frenesia. Prendete The New Order e dategli un tocco di DOOM. Questo è il risultato del lavoro congiunto tra Machine Games e id Software. Pur proseguendo con i medesimi assets del predecessore, The New Colossus assume un maggior carattere da FPS-Arena: mappe ampie e ondate di nemici sono la prerogativa di ogni missione. L’infiltrazione tra le truppe del Reich è meno scriptata e, salvo eccezioni, è impostata su vaste sezioni ben circoscritte e distinte tra loro. Si procede, così, con un avanzamento “a livelli” che si ripete, però, con il medesimo schema per tutta l’avventura:

- Cutscene d’ingresso.

- Infiltrazione e conflitto (ed eventuale esplorazione alla ricerca di collezionabili).

- Raggiungimento dell’obbiettivo.

- Filmato conclusivo.

È proprio questo tipo di struttura, come abbiamo già accennato, la causa di un ritmo che stenta a decollare.

D’altro canto, a beneficiarne è l’aspetto puramente ludico: il titolo, piacciano o meno le sopracitate scelte, rappresenta una delle migliori incarnazioni del genere shooter in prima persona.

B.J. può fare affidamento su sei bocche da fuoco, una delle quali dipende dalla scelta Wyatt/Fergus. Ognuna è caratterizzata da un ottimo feeling ed un ben bilanciato mix tra range offensivo e precisione/rinculo. Grazie ai kit sparsi per la mappa, è inoltre possibile potenziarle con tre distinti e specifici upgrade.

Il dual-wield permette di impugnare la stessa “ fedele compagna” con entrambe le mani oppure di scegliere il mix ideale per affrontare una determinata situazione o un particolare nemico.

Nonostante la deriva “FPS-Arena”, le possibilità stealth rimangono quasi inalterate, mantenendo le impostazioni di The New Order, con l’accetta che sostituisce il coltello come arma da lancio, nel corpo a corpo e nelle kill alle spalle.

Nel corso dell’avventura, alle abilità classiche si aggiunge un power-up che, in base alla scelta di uno su tre kit-armatura disponibili, consente di muoversi in modo alternativo per la mappa, sfruttando al massimo un level-design che si estende con cura sia in orizzontale che in verticale.

Rimane, infine, il sistema di perks basato sui talenti: questi sono sbloccabili completando un determinato numero di situazioni legate a una particolare abilità.

Mettete i fiori colori nei vostri cannoni

Il colpo d’occhio offerto da The New Colossus è, sicuramente, più che buono, merito di un sapiente utilizzo del motore id Tech 6.

In uno shooter estremamente dinamico, il requisito fondamentale è la fluidità: nella nostra analisi della versione per Xbox One (su One S), il frame-rate rimane pressoché ancorato sui 60 fps con sporadici cali, mai incisivi, durante le fasi di gameplay.

Se le sparatorie frenetiche tra Terror Billy e le truppe avversarie procedono con una stabilità costante, lo stesso non si può dire per le cutscenes, dove i drop del frame-rate diventano più frequenti e apprezzabili.

Il team di sviluppo ha fatto un ottimo lavoro per quanto concerne la pattern cromatica, l’illuminazione dinamica, gli shader e i particellari: gli sbalzi improvvisi tra i toni cupi, caratteristici dell’oppressione nazista, e le esplosioni di colore della rivoluzione fanno da ottimo corroborante al clima dell’avventura.

Un vero peccato, però, è il godersi il tutto ad una risoluzione di 810p (1080p su PS4 Standard): con una profondità di campo limitata, spesso, si fa davvero fatica a scorgere le sagome nemiche negli scenari, in particolar modo nelle ambientazioni più cupe e nebbiose. Viene così influenzato anche il gameplay, vista la necessità di ricorrere costantemente al cambio di colore (dal bianco al rosso) del puntatore dell’arma per l’individuazione della minaccia.

Retaggio del capitolo precedente, le texture di contorno di bassa qualità, sacrificio necessario a beneficio della fluidità, stonano in confronto alla qualità estetica complessiva.

Di pregevole fattura è il comparto audio, grazie ad una soundtrack, studiata con estrema cura, che enfatizza le variazioni emotive dell’avventura. Le sonorità dell’ambientazione e delle bocche da fuoco denotano un pregevole lavoro di campionatura.

Per quanto riguarda il doppiaggio, ottimo e ben caratterizzato per ogni personaggio in lingua inglese, si limita a un “buono” nella controparte italiana, specialmente per quanto riguarda l’interpretazione di B.J., eccessivamente piatto durante i suoi frequenti monologhi.

In sintesi:

Wolfenstein II: The New Colossus è un ottimo FPS, nonostante, rispetto al predecessore, proponga una narrazione meno incisiva e più frammentata. Non mancano momenti di forte carisma ma la sua natura è più vicina a quella di uno shooter-arena, dove l’assoluto protagonista è un gameplay incredibilmente frenetico. Il carattere da “traghettatore” verso il capitolo che chiuderà la trilogia si avverte, soprattutto quando ci si trova davanti ad un finale piuttosto prematuro. B.J. e compagni riescono comunque a cavarsela alla grande, mantenendo una propria, tamarrissima, identità.

Pregi:

  • Storia piacevole…
  • Colpi di scena incredibili…
  • Meccaniche shooter riuscite con un ottimo feeling delle armi …
  • Fluidità che si distacca raramente dai 60fps.
  • Musiche sempre incalzanti e adatte alle situazioni di gioco.

Difetti:

  • … senza climax. Il ritmo stenta a decollare.
  • … che si concentrano e susseguono in un unico momento dell’avventura.
  • … anche se l’intelligenza artificiale non sempre è brillante e c’è una scarsa varietà dei nemici.
  • Texture ambientali di contorno di bassa risoluzione.
  • Doppiaggio italiano di Terror Billy leggermente piatto.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8

CONTENUTI/TRAMA 7,5 / 10

GAMEPLAY  8,5 / 10

COMPARTO TECNICO-SONORO 8 / 10

Commenti sulla recensione (0)

Ultimi commenti degli utenti

lascia un tuo commento


Scrivi un commento

Commenti
Messaggio non inserito o troppo corto.
 
 

×

Copertina

  • Immagine della copertina del gioco Wolfenstein II: The New Colossus per Xbox One

Per effettuare questa azione occorre essere registrati.

×

Valutazione del gioco 8

L'ultimo voto è stato 8 dato da ozzo

Valutazione personale N/D

Dai la tua valutazione a Wolfenstein II: The New Colossus
 

Elenco degli utenti collegati in questo momento su gamestorm

×