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Recensione di Rogue Stormers

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 30-05-2017

Titolo: Rogue Stormers
Genere: Run and Gun
Piattaforma: Xbox One
Sviluppatore: Black Forest Games
Produttore: Bandai Namco
Data di uscita: 24 marzo 2016 (digital) / 31 marzo 2017 (retail)

Il caos si manifesta sotto forma di “Steampunk Fantasy”

Rogue Stormers è fin da subito classificabile in una categoria ben precisa (o meglio in un mix di due), quella dei “corri e spara”, o per usare l’etichetta universale, dei “Run ’n’ Gun” con tanto spirito Rogue-Like.

 In realtà, il lavoro dei ragazzi di Black Forest Games appare sì immediato ma cela sfaccettature che lo rendono piuttosto particolare, sia per il concept complessivo sia per lo stile del gameplay (e non è necessariamente tutto un bene).

Chiariamo fin da subito che la trama del gioco è ridotta all’osso: i player sono subito catapultati all’interno di un mondo 2D, con visuale a scorrimento laterale e verticale, che unisce elementi fantasy e steampunk. L’unione di queste due strutture, complice anche la frenesia dell’azione, da vita a un mondo psichedelico che, di primo impatto, trasmette una destabilizzazione importante. Anche la visuale, troppo distante non aiuta a godersi l’approccio iniziale e, uno schermo troppo piccolo potrebbe aumentare il vostro grado di miopia (no, non ci sono belle signorine, mi spiace…).

Superata l’ostica fase di adattamento, si inizia ad apprezzare l’essenza di un Twin Shooter / Rogue Like atipico impostato su sette livelli creati in modo procedurale ad ogni nuova partita.

Lo scopo è quello di sopravvivere e raggiungere la fine, come detto sopra, con una sola vita, combattendo contro orde di strampalati orchi e temibili, quanto buffi, boss di fine livello.

Nasci, cresci, sei povero, muori… No, non è la vita del redattore, ma ogni partita di Rogue Stormers.

Sì perché una delle caratteristiche principali di Rogue Stormers è proprio l’assenza di checkpoint. Ogni morte riporta nuovamente al livello iniziale. La perma-death consente tuttavia di mantenere i progressi fatti con il proprio personaggio così da rendere meno difficoltosa la scalata al livello finale.

All’inizio dell’avventura è selezionabile solamente il “soldato” Brecht che, sostanzialmente, è anche il più utile ed equilibrato. Gradualmente si possono sbloccare anche il piromane Presto, la maga Camille, Stabbygale ed El Cazador, ognuno dotato di skills specifiche. Tolto il primo, tuttavia, gli altri risultano utili quasi esclusivamente in partite co-op, locale e online, per via delle loro abilità più di supporto che puramente offensive. Inoltre, il loro unloock passa attraverso il completamento degli stage, impresa tutt’altro che easy.

Dobbiamo sottolineare che salire di livello con il personaggio, non rappresenta una procedura immediata e, nelle prime ore di gioco, il continuo ripetersi del ciclo “primo livello - morte” è un’indiscutibile fonte di frustrazione. 

Il level-up, in prima battuta, non consente effettivi potenziamenti, e le perk-permanenti che si conquistano non bastano, da sole, a consentire di arrivare al termine dell’avventura.

Pur trovandosi davanti a livelli sempre differenti (ma piuttosto simili), grazie alla generazione procedurale, la noia assale ancor di più dei goblin e degli orchi: è necessario armarsi soprattutto di pazienza e continuare il loop fino a che non si riesce a essere abbastanza prestanti da poter avanzare.

E in tutto ciò, il “sei povero” che abbiamo messo nel titolo, che significato ha? Semplice, in ogni stage sono presenti dei “negozi” e forzieri presso cui è possibile ottenere delle abilità temporanee o utilizzabili, comunque, una singola volta e l’inflazione ha colpito anche il mondo steampunk-fantasy di Rogue Stormers: spesso e volentieri, a causa di un loot poco generoso, sarete troppo poveri per potervi permettere qualcosa (e se fosse un’allegoria della vita quella creata da Black Forest Games? O per lo meno, della mia -NdR-).

Dal punto di vista prettamente ludico, il titolo si presenta come un twin-stick shooter molto preciso: ci si muove con l’analogico sinistro (o con i direzionali) e si spara a 360° con il destro. Il dorsale destro permette di eseguire un breve scatto mentre il grilletto sinistro gestisce il salto. Gli altri pulsanti sono adibiti all’utilizzo delle abilità speciali e delle differenti perks e armi secondarie ottenibili in game.

L’approccio ai comandi non è dei migliori, complice la frenesia del game, ma ci si abitua abbastanza facilmente e con l’avanzare delle ore di gioco il tutto diventa automatico e immediato.

La longevità di Rogue Stormers, apparentemente ridotta a soli sette livelli, è in realtà ampia, vista la necessità di ripetere costantemente da capo gli stage, causa morte, alla ricerca di un level-status ottimale che consenta di proseguire. 

Purtroppo, nonostante la generazione procedurale, il senso di déjà vu non tarda a farsi sentire.

Caotico e strambo ma simpatico e colorato

Black Forest ha dotato Rogue Stormers di un comparto tecnico e artistico altalenante. Parliamo dello stesso team di sviluppo di Giana Sisters che ha puntato fortemente, anche in questo lavoro, su una gamma cromatica accattivante e sicuramente adatta alla tipologia di gameplay proposta: proiettili, fiamme, laser, insegne neon, abilità speciali etc. non risultano mai piatti e, nelle fasi più concitate, si assiste quasi a uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Peccato che con l’aumentare degli elementi su schermo, specialmente nelle partite in co-op, ne risenta la gestione del frame-rate con cali poco vistosi ma comunque frequenti.

Buoni gli sfondi e la caratterizzazione sia degli Stormers sia dei Boss principali. Meno certosino è invece il lavoro sui nemici secondari, i cui modelli si ripetono costantemente e con minime variazioni.

Alti e bassi anche per quanto riguarda il sonoro: gli effetti sono buoni mentre le musiche, inizialmente piacevoli, stancano per la loro ripetitività.

In sintesi:

Rogue Stormers è un gioco atipico. Difficile, dinamico, adrenalinico e colorato, tenta di proporre qualcosa di nuovo unendo il genere Rogue Like a quello Run ‘n’ Gun. Il risultato è buono ma troppo acerbo: sono tanti gli elementi che remano contro l’effettiva qualità della produzione, partendo da un’eccessiva volontà del team di sviluppo di mettere alla prova i giocatori (o meglio la loro pazienza) e concludendo con un carisma complessivo sulla soglia della sufficienza.

Il gioco dà il meglio di se nelle fasi avanzate, quando, dopo ore dedicate al level-up, è possibile progredire senza lasciarci la pelle ogni dieci minuti (riniziando continuamente dal primo stage).

Pregi:

  • Dinamico, adrenalinico e frenetico…
  • Il sistema “perma-death” offre un buon livello di sfida…
  • Colorato e dotato di uno stile originale…
  • Buoni gli effetti sonori…

Difetti:

  • … ma spesso caotico.
  • … che richiede qualche ora di frustrazione da dedicare al leveling.
  • … con qualche problema al frame-rate. Si poteva far meglio su caratterizzazione e carisma.
  • … meno la soundtrack.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

TRAMA 5,5 / 10

GAMEPLAY 8 / 10

COMPARTO TECNICO 7 / 10

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Copertina

  • Immagine della copertina del gioco Rogue Stormers per Xbox One
  • Data di uscita:
    31-03-2017
  • Categoria:
    sparatutto
  • Disponibilità per:
    XONE PS4
  • Popolarità:
    0 %

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Valutazione del gioco 8

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