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Recensione di LEGO City Undercover

Recensione scritta e curata da FranX per gamestorm.it, inserita il 24-04-2017

Titolo: LEGO City Undercover
Genere: azione-avventura
Piattaforma: Xbox One
Sviluppatore: Tt Games
Publisher: Warner Bros
Data di pubblicazione: 06/04/2017

Un blocco alla volta

Ne sentivate la mancanza, eh? Dopo il corposo gioco dedicato agli Avengers, esattamente un anno dopo, i Tt guys tornano sui nostri monitor con la riedizione di Lego City Undercover, uscito quattro anni fa per Wii U. L’appeal viene forse meno poiché non coinvolge supereroi, ma “normali” mattoncini lego; proviamo tuttavia a dare una chance al titolo e vediamo cos’hanno combinato questa volta gli sviluppatori.

Mattoncini sotto copertura

I più anzianotti probabilmente faranno l’associazione con le serie televisive in auge negli anni 80/90. Ogni elemento, dalla storia, alle dinamiche e la musica ci rimanda a quegli anni (spensierati) dove gag e azione erano lo zoccolo duro dei telefilm più disimpegnati. Qui troviamo quei principi che ci tenevano incollati allo schermo, dal protagonista Chase McCain alla sua nemesi, Rex Fury: due nomi cool che inquadrano i personaggi e ci fanno immaginare grandi cose (almeno, una volta era così) con una trama a tutta birra che vede l’antagonista tornato a piede libero e il beniamino che viene “ri-arruolato” dal sindaco di Lego City per acciuffare il malvivente e consegnarlo alle autorità per la seconda volta. I preamboli e le situazioni odierne verranno via via narrate con i più ovvi dei flashback, con tanto di effetto seppia per certificarne l’appartenenza al periodo dei ricordi (e per far capire a chi impersona Chase per la prima volta, i motivi per cui si sia “allontanato” dalla città). Apparentemente è una crime story con tutti i crismi del caso, non fosse altro che si tratta di un titolo Lego e quindi è zeppo di scene goliardiche, volutamente sfittò di tutti i capisaldi della filmologia dell’epoca con le ovvie influenze dei giorni nostri; non aspettiamoci quindi azione fine a se stessa ma più un modo per intrattenere tutta la famiglia…soprattutto i più piccini: il gioco in questione è fatto per essere portato a termine, prima o poi.

Un gioco da montare

Pezzo a pezzo si costruisce il gameplay. La partenza è lentissima, vien quasi voglia di abbandonarlo subito; dimentichiamoci le altre incarnazioni a mattoncini supereroistiche, all’inizio si cammina o si guida semplicemente delle auto che sicuramente non fanno della velocità il loro cavallo di battaglia. Prima di poter sprintare usando la nitro, si deve fare qualcosina; cosi come le varie azioni che Chase apprenderà, vengono sbloccate man mano che si prosegue nella storia e si sorbiscono tutte le presentazioni, carine e divertenti ma assolutamente non evitabili. Ogni spezzone ci introdurrà qualcosa di nuovo e ci aiuterà meglio a comprendere le pieghe della trama, che tuttavia non è assolutamente ostica, quindi un po’ più di dinamicità non avrebbe guastato. Il gioco, però, come spesso ci dimentichiamo, è dedicato sicuramente a un pubblico più acerbo, più giovincello; le meccaniche più rilassate e le gag (a volte forzate) sono dedicate a questa fetta di utenza. I riferimenti alle serie TV ormai passate di moda fanno da collante per le diverse generazioni che, come nel nostro caso, si sono trovate assieme a divertirsi in cooperativa lungo sessioni spensierate e allegre. Lego City Undercover differisce dai precedenti per via della trama ce ci porta a esplorare l’intera città come se fossimo in GTA, quindi un open world dinamico mai visto prima nei Lego digitali; la curiosità è il valore aggiunto che ci farà tornare spesso sui nostri passi per sbloccare extra precedentemente non raccolti. Rimane la smania di collezionare monetine cui si aggiunge il rastrellamento di blocchettini singoli per costruire strutture più grosse, funzionali alla storia, che negli altri “capitoli” non avevamo. Perdendoci nelle missioni secondarie passeremo molto più tempo a saltare dentro i mezzi a disposizione, effettuare stunt in slow motion e malmenare i cattivi, sempre nello spirito lego: X per colpire, Y parare e B per compiere l’arresto dei tizi, una volta atterrati.

Investimento sul mattone

Una volta era un porto sicuro, ora investire i soldi sul mattone non lo è più cosi tanto. La gestazione del porting da nintendo Wii U a XONE/PS4 potenzialmente è durata quattro anni, ma queste meraviglie tecniche non si vedono. Le ambientazioni sono numerose e di varia natura, le strutture seguono la filosofia Lego del tutto a mattoncini e la telecamera riprende l’azione molto da vicino. Forse troppo. Il mondo scalettato è credibile e ben fatto, però la visuale cosi vicina mette in risalto i dettagli che sicuramente avrebbero potuto essere più numerosi che nei titoli precedenti. Lo standard grafico è il medesimo delle precedenti produzioni ed è molto vicino al Lego City Undercover visto per casa Nintendo quasi un lustro fa. Sono presenti numerosi travestimenti che abilitano Chase a compiere le azioni tipiche del personaggio rappresentato, anziché tanti eroi abbiamo un detective che secondo il vestito effettua le operazioni contemplate dall’uomo impersonato; miriadi di mezzi presenti ci aiuteranno a visitare la città e tutte le sue aree tematiche con relativi edifici. Pero’…però ci aspettavamo qualcosa di più dettagliato ancora che nel precedente Avengers. Stiamo guardando il gioco con gli occhi di un adulto, è vero, sicuramente perché ci stiamo assuefacendo ai Lego e vorremmo che i Tt si spingessero più in là il loro standard e introducessero novità che vadano oltre una mappa più ampia e un abbozzo di nuovo gameplay (che ricalca sempre il vecchio). Come nelle ultime “vite” del marchio danese, troviamo doppiatori che prestano la loro voce al nutrito parco personaggi (ne abbiamo riconosciuti alcuni, uditi nel cartone di Spongebob) e ben impersonano lo spirito scanzonato e allegro del brand, riuscendo parecchie volte a rubarci più di un sorriso con le moltissime gag di cui è infarcito il titolo; da quest’aspetto non ci attendevamo una cura cosi certosina.

A tutto pixel

Sicuramente è un’occasione per chi possiede lo Switch; chi è ormai “abbonato” al mattoncino scoprirà poche innovazioni che lo distinguono dagli altri e si troverà proiettato indietro di qualche anno. Il voto vuole essere una via di mezzo che ipoteticamente si può immaginare tra il gamer maturo, abituato ai Lego, e il giovincello alla prima esperienza con i blocchetti digitali. Tra questi estremi c’è ovviamente un mondo sfaccettato, di chi tollera poco i caricamenti lunghissimi e detesta le parti introduttive non “skippabili” ma al contempo si gode il divertimento del dinamico co-operative mode in locale, alla forsennata ricerca dei collezionabili e dei soldini lego da racimolare…oltre alle sfide con il/la partner. La vastità della città open world e quest’ultima modalità di gioco ne accrescono il valore che visti gli acciacchi dell’età e l’abitudine, avrebbe potuto essere più basso. Se dovessimo scegliere, pur essendo soddisfatti, opteremmo per il titolo con gli degli Avengers, ma…de gustibus.

Pregi

  • Enorme, coloratissimo, distruggibile mondo
  • tonnellate di elementi sbloccabili
  • per tutta la famiglia, il comparto co-op è studiato apposta

Difetti

  • gameplay vecchiotto
  • non si possono saltare i filmati & caricamenti piuttosto lunghi

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

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