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Recensione di Batman: Arkham Origins Blackgate - Deluxe Edition

Recensione scritta e curata da FranX per gamestorm.it, inserita il 12-04-2014

Titolo: Batman: Arkham Origins Blackgate
Genere: platform/adventure
Console: Xbox 360
Sviluppatore: Armature Studio
Publisher: Warner Bros
Data di pubblicazione: 02 Aprile 2014

Arkham

Il più amato paladino dei fumetti, torna nuovamente a noi dopo l’esaltante trilogia ambientata ad Arkham che ci ha portato dal carcere alla città per tornare alle origini del mito del Pipistrello. Sia per gameplay, il free-flow da’ veramente l’idea di pestare i “poveri” criminali, che per l’adulta trama, abbiamo adorato le versioni del Caped Crusader prima dello spin off che ha traghettato Batman sui lidi delle console portatili, pur cambiandone alcune ovvie dinamiche, improponibili sullo schermo ridotto. Gli Armature Studio, che ne hanno curato l'implementazione, si sono pure concessi lo spin off dello spin off, riportando il Cavaliere Oscuro nuovamente sulle console, prima del prossimo lancio del quarto capitolo dell’amato super eroe alato.

3 mesi dopo

90 giorni sono passati dalle “origini” ma la calma apparente è ben lontana dall’essere una pace duratura. L’appuntamento con la gatta, Catwoman, è tutt’altro che galante ma funge da allenamento per apprendere i (conosciuti) rudimenti riguardo tasti e abilità che vedremo sfoggiare all’alter ego di Bruce Wayne. Catturata e rinchiusa in Blackgate la sexy felina, si scateneranno, dalla stessa prigione, una serie di sommosse che porteranno alla ribalta gli ormai conosciuti criminali quali il Joker, il Pinguino e Maschera Nera, Deadshot, ecc ecc dividendosi il carcere da buoni “amici”. E’ facile indovinare chi dovrà rimettere a posto le cose…

…e cosi, pestaggio dopo pestaggio ci faremo largo tra le folle malintenzionate sfruttando il connubio tra picchiaduro, esplorazione ed enigmi da risolvere che il gameplay ci riserva sintetizzando al meglio l’impostazione platform/adventure in falso 2D. Perdendo la profondità, le dinamiche fin qui conosciute vengono a mancare, soppiantate da altre, nuove, tipiche di questo genere di videogiochi: per accalappiarsi importanti extra o per superare determinate aree dovremo inevitabilmente acquisire nuovi oggetti necessari per superare determinati livelli. Contrariamente a quanto potevamo attenderci dalla Deluxe Edition, il titolo non sfoggerà orde di criminali contemporaneamente a schermo o incredibili livelli di parallasse. Il gameplay ci “fa” muovere attraverso aree ben definite che, come detto non pulluleranno di malintenzionati orientando l’avventura più verso la ricerca di oggetti nascosti che platform game di classica concezione. La ricerca degli extra, andrà cosi a discapito della giocabilità perché essendo le aree blindate, una volta eliminati i pochi avversari, perderemo parecchio tempo in modalità detective per scoprire tutti i segreti nascosti; alcuni dei quali necessari per il prosieguo delle bat-avventure.

Ritorno alle origini

Il salto temporale avviene non solo a livello di storyboard ma lo si percepisce anche visivamente. Gli ammiccamenti grafici richiamano fortemente la trilogia ormai conosciutissima, stessi stili, stessi menu e bat-suite molto simile. Il resto però si discosta poiché si notano texture grezze, edifici piuttosto simili tra loro contraddistinti dalla medesima sorte di degrado urbano; nonostante stiamo parlando di un carcere ridotto a terra di conquista, ci è sembrata molto forzata l’architettura e la grafica risulta scadente in alcuni frangenti (di certo il motore non deve spostare enormi moli di dati). Le scene di lotta sono spesso macchinose e l’amato free flow è ridotto ai minimi termini, per poter essere adattato alla bidimensionalità; ma a caro prezzo perché l’esperienza diventa quella di dare un colpo a destra, un colpo a sinistra finche’ la situazione è risolta e per sconfiggere i boss è sufficiente aspettare il momento giusto per premere il tasto opportuno. In quest’ottica grafica e gameplay possiamo dire che si fondono in un’unica cosa in quanto il lento gameplay fa il paio con l’aspetto stilistico, si curato, ma solo staticamente: in certi ambiti sembra di essere di fronte ad un vecchio punta e clicca, tant’è che dobbiamo muoverci alla ricerca di elementi nascosti. L’aspetto fumettoso delle cut scenes è molto furbetto perché non fa fare del lavoro extra ai grafici per spiegare come si dipana la trama e si limita a una sorta di fumetto in movimento. Per intenderci, ai meno giovani ricorderà la vecchissima serie di Spiderman a cartoni animati, quando era solo la bocca a muoversi o un braccio... un pezzo alla volta, insomma.

Smack, pow, boom, bang

Non temete, non siamo di fronte all’iconica serie TV degli anni sessanta; il paladino della giustizia è più cupo e incazzato e anche il sonoro esula dalle sottolineature grafiche tipiche della serie. I dialoghi sono, al solito, interpretati degnamente, con attori abbastanza convinti e le musiche, o meglio, qualche stacco musicale è un chiaro omaggio ai primi due Batman; quelli di Rocksteady, per capirci. Purtroppo le tracce audio non sono molte e sebbene cupe al punto giusto, annoverano forse solo un paio di motivetti presi “paro paro” dal Caped Crusader menzionato poc’anzi. Infatti, oltre al capitolo di apertura, che ci vede contrapposti alla gatta, non ne ricordiamo altri, di brani, cosi epici e stentorei. Tutto sommato il comparto sonoro è probabilmente quello più all’altezza del brand (possiamo chiamarlo cosi?) Batman. 

Vogliamo Arkham Knight

Ci troviamo di fronte ad un bel dilemma, quali adoratori del Cavaliere Oscuro. Nonostante il terzo capitolo sottotono, abbiamo apprezzato la trilogia che tra qualche mese diverrà tetralogia; nonostante ciò pensiamo sia inutile questo episodio che, se su console portatile poteva avere un suo perché, qui è totalmente (o quasi) fuori luogo. Lo ammettiamo con una punta di amarezza perché, se le dinamiche fossero state più veloci e meno a compartimenti stagni, magari avrebbe potuto dire la sua e ritagliarsi un piccolo posto al sole, in attesa di Arkham Knight.

Pro

  • E’ Batman

Contro

  • Porting dello spin off inutile
  • Comparto tecnico

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6.5

Commenti sulla recensione (4)

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Commenti
19-04-2014
Jhonny Cooper

PRO: è Batman è per lo stesso motivo, che ho comprato i tre della saga originale

1
14-04-2014
G-PqV

Beh carichi di entusiasmo per Arkham Knight non ci poteva che essere delusione dietro un porting di cui non si sentiva la necessità!!

0
14-04-2014
ozzo

beh dai, il gioco non è male solo che essendo nato su portatili è stato inizialmente pensato per quelle. Ovviamente su ps3 e 360 le aspettative sono alte quando si nomina batman restiamo come dice franX.... aspettiamo impazienti il prossimo Arkham Knight!

1
12-04-2014
spumante

Immaginavo una cosa del genere, peccato.

1
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Valutazione del gioco 5.3

L'ultimo voto è stato 3 dato da karim98

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