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Recensione di MotorStorm: Arctic Edge

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 04-11-2009


Titolo:
Motorstorm: Arctic Edge
Genere: racing
Console: Sony PSP
Sviluppatore: Bigbig Studios
Publisher: SCEA
Data di pubblicazione: 18 settembre 2009


Primo contatto: aeroporto Charles de Gaulle, terminal 1, ottobre 2008. Tra le sedie dedicate all’attesa dei passeggeri c’erano varie postazioni PS3, con caricato il demo contenente gli assaggi di vari titoli, tra cui GT5 Prologue.

Come era lecito attendersi la postazione era occupata, ma avevo parecchio tempo a disposizione, quindi attesi pazientemente il mio turno. Tuttavia durante l’attesa, mentre pregustavo la mia prima partita a GT5, la mia attenzione è stata catalizzata da un titolo capace di far dimenticare ad esempio il titolo Polyphony. Colui che mi ha preceduto nel tener impegnata la postazione si è esibito in una partita con un racing spiccatamente arcade, concentrato di frenesia e dotato di una grafica davvero pregevole. Arrivato finalmente il mio turno passai tutto il tempo a disposizione ad esibirmi in salti spettacolari, esplosioni per surriscaldamento del motore e sportellate con gli avversari, relegando GT5 Prologue agli ultimi dieci minuti di attesa. Che ci crediate o no, anche per chi come me è cresciuto a pane, Nutella e Gran Turismo, esistono distrazioni capaci di far deviare la mia attenzione, almeno per un po’. Una distrazione prende il nome di Motorstorm.

 

 

Turbo infinito

E dopo un paio di titoli dedicati alla più prestante PS3, ambientati tra rocciosi deserti e rigogliose foreste tropicali, figura ora anche un terzo episodio che si colloca invece nelle fredde ambientazioni artiche de l’Era Glaciale, disponibile ora per PSP sotto il nome di Motorstorm: Artic Edge (da qui in poi MAE).

Nonostante la limitata potenza dell’hardware, questo MAE si promette di portare sulla vostra console portatile tutta l’essenza del racing arcade, con la stessa filosofia e la stessa frenesia assaporata sulla sorella maggiore.

Avremo quindi modo di affrontare la modalità principale, il Festival, composto di 100 gare in cui potremo scegliere (non sempre, a dire il vero) uno tra le 8 classi di veicoli, entro cui figureranno 3 differenti esemplari. Le classi disponibili sono moto, fuoristrada, quad, motoslitte, camion, auto da rally, buggy e spazzaneve. Ciascun veicolo è caratterizzato dalle proprie particolarità di velocità, massa e tenuta, che lo adattano più o meno a certe tipologie di terreno. Le motoslitte, ad esempio, si comportano particolarmente bene sulla neve alta, mentre le auto da rally sono particolarmente adatte ai terreni rocciosi e così via. Quando vi sarà consentito, quindi, sarà opportuno selezionare con cura il veicolo sulla base della pista che dovrete affrontare.

Una volta piombati in pista vi accorgerete immediatamente del focus di questo MAE: non è un caso, infatti, che l’acceleratore e il freno siano posizionati sui tasti dorsali, mentre la X è dedicata al turbo, dichiarandone sfacciatamente la sua importanza. L’acceleratore, infatti, va premuto per quasi il 100% del tempo, mentre il freno si rivela tanto utile quanto il clacson (che tuttavia, come vedremo, ha la sua utilità). Per dosare la furia dei cavalli del vostro veicolo, quindi, dovrete ricorrere al turbo, disponibile in quantità illimitata, ma che causerà il surriscaldamento del vostro motore fino alla sua spettacolare esplosione in caso d abuso.

Inutile dire come anche la tenuta di strada sia drasticamente ridotta dalla pressione del tasto X, altro fattore che vi imporrà di dosarlo con l’attenzione necessaria.

Percorsi multipli

Ad incrementare ulteriormente l’aspetto strategico delle gare ci penseranno i numerosi bivi che incontrerete per la strada. Come ATV OffRoad Fury, più di ATV OffRoad Fury le biforcazioni sono particolarmente adatte a certe tipologie di veicoli: quelle larghe e diritte si adattano bene alle veloci auto, mentre quelli stretti e tortuosi a moto e quad. Da qui risulta evidente la necessità di conoscere alla perfezione il layout dei circuiti per poter primeggiare in quanto, a parte i primi livelli in cui persino vostra madre potrebbe battere gli avversari, i 9 opponenti vi faranno sudare le proverbiali sette camicie per vincere.

Le tipologie di gare presenti nella modalità Festival sono piuttosto varie: si va dalla classica competizione in cui vince il primo a tagliare il traguardo, alla corsa a punti (dove si accumula punteggio in funzione della posizione tenuta in gara: a vincere sarà il primo a sfondare il muro dei 1000 punti). Poi ci sono sfide contro il tempo, in cui dovrete attraversare i soliti checkpoints (che variano di posizione da un giro all’altro), quindi le gare a eliminazione.

Tra le altre cose dovrete anche portare degli obiettivi secondari (come ad esempio comandare la corsa per 10 secondi di fila) per aggiudicarvi punti extra.

 

 

L’arma definitiva: il clacson

Nelle gare in cui compaiono altri opponenti avrete modo di sfoderare tutto il vostro non-fair play: sportellate e spintoni in crepacci sono infatti leciti, senza dimenticare un ulteriore asso nella manica, il clacson. Questo bizzarro strumento, infatti, è un alleato utile nel travolgere i rivali che vi seguono innescando frane o valanghe, oppure facendo crollare ponti di ghiaccio. In questo modo i vostri opponenti verranno spazzati via dalla forza di gravità, ma si rivela un’arma a doppio taglio in quanto voi stessi potete essere danneggiati nel caso non siate tempestivi.

Come avrete intuito, si tratta di un racing game che si colloca volutamente lontano dalla realtà, con una fisica semplificata atta a spettacolarizzare salti e la frenesia delle gare, il tutto supportato da una grafica fluida e costantemente sui 30 fps, anche se caratterizzata da textures non propriamente brillanti. Belli gli effetti luminosi, con il sole che spesso e volentieri fa capolino accompagnato dai classici lens flares, le aurore boreali che decorano il cielo scuro e le esplosioni delle auto surriscaldate. Il tutto accompagnato da un orizzonte visivo sempre all’altezza e discreti effetti particellari, che tuttavia non riproducono gli schizzi d’acqua quando attraversate un rigagnolo.

Il sonoro, dal canto suo, è anch’esso contraddistinto dall’effetto del turbo, che la fa da padrone sui ruggiti dei motori, e sulla colonna sonora, rockeggiante come si conviene in queste circostanze. Essa include Chemical Brothers, Bullet For My Valentine, Motor Head, Queen Of Stone Edge, ma che può essere ovviamente sostituita dai vostri mp3 salvati sulla scheda di memoria.

Noioso alla lunga

I numerosi extra da sbloccare includono veicoli alternativi, nonchè articoli utili per la loro personalizzazione, come vernici, cerchioni, adesivi, senza dimenticare il vestiario del pilota.

Chiude la descrizione di questo MAE la modalità multiplayer, che vi permetterà di sfidare fino a 5 amici, incrementando la longevità del titolo un tantino minata dalla poca varietà di gioco e dalla mancanza di innovazione nel vero senso della parola. La ripetitività delle gare in single player, infatti, è il vero limite di questo MAE, che non invoglia propriamente a completare i 100 eventi in esso inclusi, ma che sa sicuramente donare sessioni di spensierata frenesia al volante di improbabili spazzaneve.

In conclusione, il sentimento che si può provare nei confronti di questo Motorstor: Artic Edge è più il classico fuoco di paglia, intenso e limitato nel tempo, capace di oscurare inizialmente le vostre passioni profonde (ad esempio Gran Turismo), le quali torneranno alla ribalta una volta esaurito l’effetto iniziale.

Siamo di fronte a un discreto titolo racing, arcade, frenetico e immediato al punto giusto, che tuttavia pecca in longevità a causa di una scarsa profondità del gameplay e dell’assenza totale di innovazione rispetto ai titoli comparsi su PS3 (che tuttavia ci può stare, considerato l’esordio su PSP). Buona la grafica e il sonoro, così come l’implementazione dei controlli.

 

 

Pro

- Immediato, frenetico e veloce

- Cattivo al punto giusto

- Divertente all’inizio...

Contro

- ...ma alla lunga si rivela noioso

- textures poco curate

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

Motorstorm: Artic Edge è un discreto titolo racing, arcade, frenetico e immediato al punto giusto, che tuttavia pecca in longevità a causa di una scarsa profondità del gameplay e dell’assenza totale di innovazione rispetto ai titoli comparsi su PS3 (che tuttavia ci può stare, considerato l’esordio su PSP). Buona la grafica e il sonoro, così come l’implementazione dei controlli.

  

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Valutazione del gioco 8.5

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