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Recensione di forma.8

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 03-03-2017

Titolo: forma.8
Genere: Metroidvania
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Mixed Bag
Data di uscita: 5 ottobre 2016

Ma quale Trappist-1: questo è forma.8

È veramente necessario un motore a curvatura per raggiungere un altro sistema, quando ci si può perdere, senza la necessità di particolari spese e stando comodamente seduti davanti alla vostra TV, con in mano un semplice controller, in uno spettacolo artistico, intelligentemente minimale e piacevolmente zen?

Ovviamente stiamo facendo un paradosso e/o un paragone assurdo (che forse non sta né in cielo né in terra, tantomeno nello spazio): quello che vogliamo dirvi è che, forma.8 di MixedBag, è stata una piacevole scoperta (o una piacevole conferma) nella variegata e complessa galassia degli Indie, spesso definita da leggi tutte sue che esulano da quelle vigenti nel più ampio universo videoludico.

Viaggio al centro dei “metroidvania”

Il gioco forma.8 si dimostra essere, fin da subito, uno di quegli indie che vanno a ripercorrere la strada tracciata da altri esponenti del mercato indipendente, quella dei “Metroidvania”. A essere onesti, non amiamo particolarmente questa generalizzazione, visto che, in tale categoria si potrebbero raggruppare titoli tra loro piuttosto differenti. Inoltre, non è detto che tutti, soprattutto i lettori più giovani, abbiano messo le mani su un vecchio Metroid o su un Castlevania e, per tale motivo, potrebbero trovare di difficile comprensione questa etichetta. 

Ergo, vi risparmiamo il salto su Wikipedia e possiamo dirvi che, con Metroidvania, s’intende essenzialmente un platform bidimensionale ambientato in una mappa ampia, suddivisa in settori o stanze, tutte collegate tra loro. A questo si uniscono, quasi sempre, elementi shooter o, talvolta action Beat 'em up / Brawler (come nel caso di Guacamelee! che vi abbiamo recensito a suo tempo). Spesso e volentieri, non tutte le stanze sono da subito accessibili e, in questo senso, s’inserisco gli elementi puzzle e le boss-fight.

Tornando a forma.8, il titolo degli italiani di MixedBag, ha in sostanza tutte le suddette caratteristiche, nella fattispecie, basate sullo shooter e non sul hand-to-hand combat.

Il compito dei player è quello di pilotare un drone sferico, alla scoperta di un misterioso mondo alieno popolato da ostili creature. S’intuisce, ben presto, che la missione del robot sul pianeta non è, tuttavia, stata la prima, come dimostrano i “cadaveri” simili che si possono incontrare nell’articolata mappa: sarà quindi necessario riuscire dove altri hanno fallito.

Questi droni disattivati non hanno uno scopo prettamente decorativo o narrativo, bensì, una volta scovati ed esaminati, sbloccano i power-up del protagonista. 

Si inizia con un’onda sferica, una sorta di scarica elettrica, che può essere utilizzata per difendersi dagli attacchi avversari, per danneggiare i nemici o per sfruttarne le proprietà cinetiche, al fine di muovere determinati oggetti così, almeno inizialmente, da aprire varchi altrimenti inaccessibili. 

Si prosegue con la possibilità di sganciare cariche esplosive, skill combinabile con la precedente per trasformare le mine statiche in proiettili.

Mentre le suddette vengono unlockate praticamente subito, le ultime abilità richiedono il raggiungimento di una fase più avanzata di gioco.

Questa decisione degli sviluppatori è studiata appositamente in modo tale che ogni potere venga sbloccato solo quando l’esplorazione delle “stanze” lo rende necessario, conferendo all’aspetto puzzle dell’avventura una piacevole escalation di situazioni.

Non vogliamo rivelarvi i poteri rimasti, convinti che sia più soddisfacente scoprirli in modo autonomo: sappiate solamente che, come i precedenti, vi serviranno a superare barriere altrimenti invalicabili e che, uno in particolare, sarà apprezzato dai “cacciatori di trofei” giacché permette (o facilità) l’ottenimento di alcuni collezionabili.

Per quanto riguarda le boss-fight e le sezioni puzzle, il lavoro di MixedBag, senza mai eccellere particolarmente, si mantiene su uno standard sicuramente buono. Le sfide sono appassionanti e di certo richiedono l’uso del cervello piuttosto che una buona manualità. I comandi sono, infatti, elementari: con l’analogico sinistro ci si muove e ogni potere è affidato ai frontali, relegando il dorsale sinistro alla visualizzazione delle abilità sbloccate, dei collezionabili/oggetti chiave ottenuti, e della mappa. 

Ciò nonostante, la varietà di nemici alieni e dei loro attacchi, in spazi spesso ristretti, trasforma anche l’aspetto action-shooter del game in una sfida impegnativa. 

In merito alla longevità, siamo arrivati ai titoli di coda in circa cinque ore. Ottenere tutti gli extra comporterà alcune fasi di backtracking, spesso pesanti, soprattutto se non si è in possesso di tutti i poteri.

Minimalmente Zen: Namasté MixedBag

Da un punto di vista estetico forma.8 “non esagera”, e lo fa piuttosto bene. Il suo stile bidimensionale, in un mix di arte e relax, trasuda cromatismi azzeccati. La mappa è variegata e ben strutturata in base alle zone, da quelle aeree a quelle da esplorare “in immersione”. Cieli, fonti di luce, magma e fluidi in generale, pur mantenendo uno stile semplice e minimale, sono ben realizzati. Poche volte, tuttavia ci si trova in aree troppo ampie e povere, quasi dispersive e senza elementi utili alla loro caratterizzazione, che fanno da contrasto agli insidiosi cunicoli che fungono, invece, da collegamento. Complice anche un’eccessiva lentezza del drone, e un frequente senso di déjà vu, il rischio è di incappare in una perdita dell’orientamento, con conseguenti fasi di gioco in cui si passa il tempo a chiedersi “ma qua non ci sono già stato?”. 

Il sonoro armonico, sobrio e mai pesante, è piacevole e muta con l’incalzare della complessità situazioni. Anche su quest’aspetto, dobbiamo dire che in determinati momenti, si rischia di rilassarsi troppo, orfani di quella “sveglia sonora” più tipica dei brawler, insomma, di quei giochi piacevolmente “ignoranti”.

In sintesi:

MixedBag ha creato un indie di tutto rispetto: forma.8 ha tutte le carte in regola per lasciarsi giocare con piacere. Come vi abbiamo detto, pur essendo parte di quell’ampia categoria di Metroidvania, si distingue grazie ad uno stile elegantemente soft. Le imperfezioni ci sono, e non a tutti può piacere un game così pacato, essenziale e “brain-trainer”, quasi privo di momenti adrenalinici. Questo però non offusca la sua luce, che brilla comunque e lo fa, alla faccia di Trappist-1, a due passi (e circa 15€) da noi.

Pro:

  • Intelligente e rilassante.
  • Fasi “semi-shooter”, enigmi ambientali ed esplorazione si sposano perfettamente.
  • Un’estetica splendidamente essenziale che non si perde in fronzoli inutili anche se...
  • Un sound zen che rapisce e … 

Contro:

  • Non adatto a tutti.
  • Non ci sono momenti di forte esaltazione.
  • ... alcune zone mancano di caratterizzazione.
  • … alla lunga può fungere da narcotizzante.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: (forma.) 8

Commenti sulla recensione (1)

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Commenti
avatar di ozzo
03-03-2017
ozzo

sembra un gioco interessante... made in italy

1
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Valutazione del gioco 7

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