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Recensione di Wheels of Aurelia

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 05-11-2016

Titolo: Wheels of Aurelia
Genere: Avventura Grafica Concettuale
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Santa Ragione
Data di uscita: 5 ottobre 2016

Good Game “Wheels” Played… Ma quale game?

Non è semplice giudicare un titolo indie che è, in sostanza, ben distante da quelli che sono gli schemi di un videogioco, sia per meccaniche di gameplay sia per le tematiche su cui si districa una narrativa, anch’essa proposta in modo non convenzionale.

Il nostro lavoro su Wheels of Aurelia 1978, sviluppato da Santa Ragione, Team con sede a Milano, potrebbe essere ancor più delicato, in correlazione a quel patriottismo che emerge in noi italiani (suvvia, non negatelo) quando ci troviamo ad analizzare una produzione nostrana.

Non vi abbiamo, però, mai fatto mancare la nostra onestà intellettuale, cercando sempre di valutare pro e contro di un gioco, privi da qualsivoglia forma di condizionamento.

Sarebbe invece facile, per moda, elogiare un lavoro che denota un buon livello di conoscenza su temi socio-politici delicati e, per di più, ben inquadrati in un preciso periodo storico: farebbe molto radical-chic, rendendoci parte di quell’élite d’intenditori di opere di nicchia.

Forse noi non lo siamo. Ci abbiamo provato, abbiamo tentato di vedere Wheels of Aurelia 1978, nella sua “essenza filosofica”, fino a quando non ci siamo detti: “ok, tutto molto carino, ma quando si gioca?”

Perché diteci quello che volete, diteci che il redattore che ha scritto la review non ha colto il senso del game ma dovete, necessariamente, convenire su una cosa: un videogame è un media che può trattare determinate tematiche, è vero, ma deve farlo permettendo al player di giocare. E non deve farlo per forza abbattendo la quarta parete, rendendoci parte integrante del gioco stesso. Concedere un minimo di svago pad alla mano, mentre viene raccontata una storia, è chiedere troppo?

On the road con Lella e Olga

La trama di Wheels of Aurelia è sicuramente la parte più interessante della produzione. La story-line, opera dei ragazzi di We Are Müesli, offre un’intrigante prospettiva “a volo d’uccello” di un momento storico italiano molto delicato, i cosiddetti Anni di Piombo, iniziati con i terribili avvenimenti della Strage di Piazza Fontana (12 dicembre 1969), che hanno caratterizzato il decennio ’70 e i primi anni ’80. Il tutto è visto, e proposto con il pretesto del dialogo con i comprimari, dalla protagonista Lella, una ragazza di buona famiglia, femminista convinta e con ideologie politiche che, nel corso dell’avventura, si rivelano di estrema sinistra, tanto da costarle ben presto l’etichetta di “Comunistella”.

Siamo nel 1979 e il prologo, racconta di una ragazza borghese del Parioli in fuga dalla convenzionalità, diretta verso il Piper, celebre locale romano, ritrovo dei giovani del periodo, sede di scambio sociale e culturale, le cui importanza e popolarità lo inseriscono di diritto nella “storia del costume italiano”.

Qui, la protagonista incontra Olga, ragazza da lei totalmente diversa ma che, allo stesso tempo, le trasmette empatia e senso di protezione. La trama vera e propria ha inizio con il viaggio, On The Road, delle due donne, verso la Francia, direzione Nizza e, soprattutto alla ricerca di una nuova vita.

La Via Aurelia diventa così sede di un viaggio, anche emotivo, tra bivi effettivi e scelte esistenziali. Sullo sfondo, grazie ai dialoghi con i co-protagonisti, rappresentati dai diversi autostoppisti “prelevati” lungo la strada, viene realizzato un dipinto concettuale che alterna pennellate più soft, come il calcio (non poteva mancare in un’opera italiana), ad altre, di certo più profonde, come l’aborto, il caso Moro, la concezione della donna nella società italiana, la fede etc.

Il viaggio non dura più di venti minuti ma, in base alle scelte effettuate in game, e ai personaggi cui si offre un passaggio, la trama può variare (in modi comunque non stravolgenti) per ben sedici volte.

Non vogliamo, per ovvie ragioni, raccontarvi altro in merito alle vicende narrate, alle opzioni offerte dal plot narrativo e ai curiosi comprimari. E’, in effetti, la parte migliore del gioco (provocazione: l’unica?) e non vogliamo rovinarvela.

Autoscontro Roma-Ventimiglia: quando guidare non è una priorità

Se, del lavoro di Santa Ragione, l’aspetto narrativo è quello che ci è piaciuto, non possiamo di certo dire lo stesso per quanto riguarda il gameplay. Fondamentalmente, infatti, questo non esiste o per meglio dire, si limita a un controllo approssimativo dell’auto attraverso i direzionali e il tasto di accelerazione. E’ chiaro fin da subito che non si tratta di un gioco racing, su quello non ci piove, e non critichiamo la scelta del team di sviluppo di concentrarsi su altri elementi. Ciò nonostante, quanto inserito a livello di meccaniche è, per usare un eufemismo, povero: la velocità dell’auto e gli scontri con gli altri veicoli lungo la strada non hanno, infatti, alcun influenza. Si potrebbe benissimo tralasciare quest’aspetto, limitandosi alla lettura dei dialoghi e delle risposte a scelta multipla.

Solo in un determinato frangente, in cui assistiamo ad una gara automobilistica, abbiamo dovuto metterci un minimo di partecipazione, senza, tuttavia, provare alcun divertimento.

Ben venga l’impostazione “story-driven” (in tutti i sensi) ma non si poteva davvero fare qualcosa di più? Come abbiamo detto nell’introduzione, parliamo pur sempre di un videogame e, per sua natura un media di questo tipo dovrebbe includere un minimo di coinvolgimento pad alla mano.

Wheels of Aurelia 1978 non lo fa: niente dinamiche racing e, ripetiamo, ci può anche stare, ma perché non inserire qualche extra? Giusto per fare un esempio, non sarebbe stato male vedere, tra un dialogo e l’altro, anche qualche Quick Time Event.

Un discreto colpo d’occhio, molto minimal

I due estremi di Wheels of Aurelia sono la narrativa e il gameplay, rispettivamente la vetta e il fondo toccati dalla produzione del team milanese.

Il comparto tecnico sta nel mezzo. L’estetica si sposa perfettamente con il contesto in cui è ambientato il game e riprende, nei disegni dei protagonisti che partecipano ai dialoghi, quello dei fumetti del periodo. Per quanto riguarda “il viaggio” vero e proprio, l’estetica, con inquadratura isometrica, è molto minimale, ma denota un sapiente utilizzo del basso numero di poligoni, per un risultato artistico comunque accattivante. La scelta della gamma cromatica non eccelle ma nemmeno sfigura attestandosi su buoni livelli.

Le location visitate dalle protagoniste, pur non essendo ricreate in modo accurato, sono riconoscibili grazie alla presenza dei cartelli segnaletici e di elementi caratteristici.

Degna di nota è invece la soundtrack che include una serie di brani progressive-rock ben calzanti sia con le differenti personalità proposte che con il contesto storico.

Ovviamente è quasi nulla la fisica concernente il moto dell’auto, con scontri ininfluenti e movimenti quasi imbarazzanti.

In sintesi:

Wheels of Aurelia non è un brutto gioco. La sufficienza la porta a casa abbastanza tranquillamente. Dovendo analizzarne i singoli aspetti, potremmo dare un buon 7,5 alla trama e al modo in cui è impostata, un 4,5 al gameplay e un 7 al comparto tecnico. Se si fosse trattato di un free-to-play, saremmo stati certamente i primi a consigliarvi di provarlo. Il suo prezzo di circa 10€, invece, rappresenta un deterrente importante. Rimangono, di certo, un’esperienza narrativa molto valida e una videoludica insufficiente: ve ne consigliamo l’acquisto approfittando, magari, di qualche offerta sugli store.

Pro:

  • Uno spaccato degli Anni di Piombo che spinge ad approfondire il contesto socio-culturale del periodo.
  • Scelte interessanti per la narrazione di svariate tematiche: dalle più delicate alle più frivole.
  • Design minimale ma piacevole.
  • Soundtrack molto convincente e adatta.

Contro:

  • La componente che dovrebbe intrattenere, pad alla mano, in pratica non esiste.
  • La narrazione sfocia in alcuni cliché.
  • Nonostante i 16 finali, l’avventura non presenta una grande longevità e finisce per stancare presto.
  • Il prezzo di 9,99€ è probabilmente eccessivo. 

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6.5*

* VOTO SULLA SCALA DEGLI "INDIE GAME"

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Copertina

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    05-10-2016
  • Categoria:
    simulazioni
  • Disponibilità per:
    PS4 XONE
  • Popolarità:
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