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Recensione di WRC 7

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 06-10-2017

Titolo: WRC 7 FIA World Rally Championship
Genere: Racing
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Kylotonn
Publisher: Bigben Interactive
Data di pubblicazione: 15 settembre 2017

Come ogni anno videoludico che si rispetti, siamo qua ad accogliere l’uscita di WRC 7 FIA World Rally Championship (WRC 7 da qui in poi), terzo capitolo della serie sfornata dagli sviluppatori lionesi di Kylotonn, dopo il passaggio di consegne dai milanesi di Milestone.

Quest’anno l’attesa era trepidante, soprattutto in vista delle novità introdotte dalla FIA al regolamento che ha portato allo sviluppo di vetture da rally più potenti, più leggere e con appendici aerodinamiche più pronunciate (di chiara ispirazione delle leggendarie vetture Gruppo B degli anni ’80), in parole povere vetture più veloci e spettacolari.

Ovviamente gli sviluppatori di Kylotonn hanno confezionato questo WRC 7 con l’intenzione di ricalcare fedelmente la realtà, con i modelli 3D delle vetture riprodotte fedelmente, così come le auto dei campionati minori, piloti e team ufficiali, senza dimenticare i 52 tracciati di ispirazione delle prove ufficiali (suddivisi nei 13 rally differenti che compongono il campionato World Rally Championship), il tutto condito dalla licenza ufficiale in esclusiva per la riproduzione di cotanti contenuti. Ma andiamo con ordine.

Rivisitato

Partiamo dal modello di guida del gioco, nota dolente delle due produzioni precedenti, che fino qua non è mai stato in grado di convincere. Per questo WRC 7 gli sviluppatori hanno rivoluzionato il modello di guida riscrivendolo di fatto da zero, con un netto passo a vanti rispetto a quanto visto nei due deludenti prequel, anche se non possiamo gridare al miracolo. È evidente che si tratta del solito ibrido tra arcade e simulazione che non ambisce ad essere appagante come invece mostrato dall’ultimo titolo sfornato da Codemasters. WRC 7 si piazza nel mezzo tra questi due generi estremi cercando di proporsi a un pubblico più vasto possibile, anche grazie al solito sistema scalabile di aiuti alla guida che consentiranno a tutti, neofiti ed appassionati, di poter approcciare i nuovi bolidi senza schiantarli alla prima curva.

Un altro punto debole su cui è possibile percepire un miglioramento è la differenza dei manti stradali, ora resa molto più pronunciata. Passare da asfalto a terra a neve (alcune combinazioni saranno presenti all’interno della stessa tappa, alternandosi anche più volte), quindi, si percepirà in modo più evidente attraverso l’effettiva tenuta di strada del veicolo, così come i dislivelli più pronunciati dei tracciati porteranno più facilmente a staccare le ruote dal terreno, mettendovi ulteriormente in difficoltà.

Pecche di gioventù

Peccato per la mediocre realizzazione dei tracciati non asfaltati, privi di segni del passaggio delle vetture precedenti (se non in curva) come se la pista fosse stata spianata prima del vostro passaggio.

Peccato inoltre per alcuni difetti riscontrati, come l’eccessiva leggerezza delle vetture che porta a non percepirne il peso, così come il comportamento dell’auto su superfici scivolose, del tutto non realistico. Provate ad esempio a sterzare in una curva su fondo sterrato (senza controsterzare): vedrete la vostra auto curvare, derapare e continuare inverosimilmente a slittare letteralmente per chilometri come se foste su una lastra di ghiaccio.

Anche graficamente il gioco non riesce a convincere: le vetture sono ben ricreate, i tracciati molto meno, con un livello di definizione non in linea con la diretta concorrenza: le animazioni del pubblico sono davvero basiche, si vede qualche elemento mobile che sembra essere stato messo forzatamente lì, giusto per mostrate meno staticità rispetto al prequel. Ricadono tra questi esempi le ombre di aerei che passano esattamente sulla strada proprio mentre passate voi, elicotteri che stazionano pochi metri sopra il tracciato sollevando un gran polverone e così via.

Anche i danni lasciano a desiderare (provate a far saltare il cofano e date un’occhiata al motore, davvero poco dettagliato), così come gli effetti particellari, la pioggia sul parabrezza e gli interni delle vetture, che si mostrano tutt’altro che curati, con l’aggravante di mostrare alcuni cedimenti saltuari di frame rate.

Epic Stags

L’offerta di questo WRC 7 ricalca le solite tappe veloci, rally singolo, campionato intero e carriera. Quest’ultima è basilare, e vi vede esordire nella categoria minore (WRC Junior) con un contratto che vi vedrà gareggiare con gli altri rookies. Oltre a vincere, ovviamente, dovrete tentare anche di conseguire gli obiettivi del team, che di solito vanno dal battere quel determinato avversario o vincere in quel determinato rally. Nulla di nuovo, forse un po’ sotto la media insomma.

Per quanto riguarda il multiplayer, sono presenti modalità online (inclusi appuntamenti periodici tipo esport) e in split screen o mediante hot seat (uno alla volta sulla stessa console) fino a 8 giocatori. Risulta difficile però immaginare di avere la pazienza di vedere gli altri 7 giocatori completare la tappa prima di poter impugnare di nuovo il pad.

Tra le novità bisogna anche menzionare i 13 Epic Stages, che sono tracciati lunghi una ventina di km capaci di impegnarvi per 15 minuti buoni. Queste tappe sono state introdotte per spremere a fondo la capacità dei giocatori con tappe di lunghezza più vicina alla realtà.

Contenuti

Facciamo qui una riflessione anche sui contenuti di questo WRC: è vero ci sono tutte le vetture incluse nel campionato reale, con qualche vettura dell’anno scorso come bonus (poco sforzo, visto che erano incluse nel prequel), una Porsche e poco più. È vero che tutto ciò rispecchia la realtà, ma è una limitazione dei titoli che vantano la licenza ufficiale, in quanto vincolati alla stagione corrente, ma le vetture sono pur sempre piccole e potentissime e pepatissime utilitarie (come Fiesta, Mini, C3, Yaris…), lontane anni luce dai gruppi A che hanno fatto la storia dei rally come la Delta, l’Impreza e la Celica, per poi passare ai gruppi B che hanno dato spettacolo negli anni ’80, senza dimenticare le Lancia 037 e Stratos del decennio precedente. L’omissione di queste vetture porta a una piattezza generale al gioco.

In cocnlusione

WRC 7 si migliora rispetto al deludente prequel in termini della guidabilità dei veicoli, della realizzazione dei tracciati (ora con dislivelli più pronunciati), dei contenuti, aggiornati alla stagione in corso e affina qualcosa sul motore grafico.

Peccato per il modello di guida, ancora lontano anni luce dai primi della classe, e un livello grafico medio deludente.

Pregi

  • Modello di guida migliorato
  • La stagione WRC aggiornata…

Difetti

  • …ma scarsa varietà di contenuti
  • Grafica da rivedere
  • Modello di guida deficitario

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

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