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Recensione di Syberia 3

Recensione scritta e curata da Albert91 per gamestorm.it, inserita il 14-05-2017

Titolo: Syberia 3
Genere: Avventura Grafica
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Microids
Produttore: Microids
Data di uscita: 20 Aprile 2017

Bentornata Kate Walker

Sono passati ben 12 anni dal rilascio di Syberia 2, l’ultimo capitolo della saga nata dalla mente di Benoit Sokal. Durante questo arco di tempo i fan hanno atteso veramente tanto quel seguito che, dopo essere stato annunciato nel 2009, è finalmente stato pubblicato. Lo sviluppo del titolo è stato molto travagliato, e ha portato a diversi rinvii: vi basti sapere che, inizialmente, il gioco era previsto per la vecchia gen, ovvero per PC e PlayStation 3. Nel corso degli anni, i problemi sono aumentati ulteriormente: prima il mancato accordo con Sony, poi l’insufficienza di fondi, tanto che lo stesso Sokal, nel 2012, comunicò che i lavori non erano ancora cominciati. Proprio questa altalena di rinvii e nuovi annunci, ha influito parecchio sulla qualità finale del titolo. Dopo questa breve introduzione, è giunto il momento di entrare più nel dettaglio nel mondo di gioco creato da Sokal e Microids.

Il Viaggio Sacro

La trama di questo capitolo è in gran parte slegata dai precedenti giochi nonostante siano presenti alcuni riferimenti al passato. Procedendo con ordine, il filmato iniziale presenta l’avvocatessa newyorkese Kate Walker esattamente nel punto in cui era terminato Syberia 2. Abbandonata in solitudine nella neve e a rischio di morte, Kate viene salvata dalla tribù degli Yukol. Dopo diversi giorni di coma, la ragazza si sveglia nella clinica della città di Valsembor.  In seguito a primi momenti di confusione, fa la conoscenza di Kurk, la giovane guida spirituale della tribù. Molto presto scoprirà che, la clinica, in realtà nasconde molti più misteri di quanto si possa pensare, tra cui metodi di cura alquanto particolari. Negato un rilascio medico autorizzato a causa delle sue azioni del passato, decide di scappare e aiutare gli Yukol durante il loro viaggio di accompagnamento per la migrazione degli struzzi. La trama principale, infatti, ruota proprio attorno alle difficoltà della tribù nel proseguimento del loro cammino.

Sicuramente è da lodare la capacità di Sokal nel creare e descrivere un mondo legato a leggende locali, proponendo un mondo di gioco frizzante e altamente fedele all’ideologia proposta. La narrazione, pur non essendo all’altezza dei capitoli precedenti, è il punto di forza del gioco, grazie anche alle diverse tematiche trattate, quali il razzismo, le malattie psicologiche e le diverse paure della mente umana. A questo si aggiunge la presenza di forti contraddizioni di un paese che sta cambiando nonché il problema dell’inquinamento ambientale.

I concetti trattati, quindi, sono di forte impatto ma anche di attualità nel mondo reale. Una nota negativa è da evidenzizre nella poca profondità di alcuni personaggi secondari, che pur offre un’ottima caratterizzazione per quasi tutti i restanti, e nell’incapacità della narrazione di tenere alto l’interesse del giocatore in ogni momento, creando alcune situazioni di vuoto e di scarso appeal.

 

I Misteri della Russia

Le innovazioni introdotte dal team non hanno giovato al gameplay del titolo e, probabilmente, lo sviluppo travagliato ha influenzato parecchio la versione finale del gioco. Lo scopo principale dell’opera è quello di parlare con più personaggi possibili, di raccogliere informazioni e di osservare l’ambiente per risolvere i diversi puzzle ed enigmi che vengono proposti con l’avanzare dell’avventura. Questi fattori sono presenti in maniera massiccia e positiva in Syberia 3, con enigmi legati alla folklore e al background narrativo, e personaggi secondari che, pur pronunciando frasi striminzite, più o meno importanti, permettono al giocatore di immergersi nel gameplay.

 La complessità, naturalmente, è da ricercare nelle capacità di osservazione, intuizione ed elaborazione del giocatore, ma il team di sviluppo ha voluto aiutare i più “pigri” permettendo di scegliere due diversi livelli di difficoltà. Per chi ha già giocato i due episodi precedenti, è consigliabile selezionare la Modalità Avventura mentre, per chi è ancora un novizio del genere, la Modalità Viaggio è l’ideale. La differenza consiste in una presenza maggiore di icone sullo schermo, finalizzate ad aiutare il giocatore ad individuare con maggior facilità i punti d’interesse.

Purtroppo, bisogna ammettere che il lavoro svolto per quanto concerne il sistema di controllo non è dei migliori. È possibile muovere la protagonista utilizzando la levetta sinistra del pad ma, in molti casi, complice il movimento dell’inquadratura decisamente limitato, si rischia di restare incagliati in alcune zone dello scenario, anche a causa della mancanza del senso di profondità nella struttura in tre dimensioni.

Il metodo utilizzato per selezionare i punti d’interesse e gli enigmi è molto semplice ma, anch’esso, afflitto da un sistema di controllo scarso. L’interfaccia è decisamente intuitiva: sullo schermo appare un piccolo cerchio con i tasti da premere indicanti i relativi simbolo e colore del pad utilizzato (DualShock 4 nella nostra analisi). Evidenziare i punti d’interesse (in una zona dove ne sono presenti diversi) risulta alquanto macchinoso poiché la levetta analogica destra, dedita alla selezione degli stessi, la maggior parte delle volte è impossibile da controllare e punta troppo frequentemente verso un elemento diverso da quello desiderato. Per il suddetto motivo, ci sentiamo di dire che l’abbandono del classico punta e clicca è stata quindi una scelta coraggiosa da parte del team di sviluppo ma, di fatto, da bocciare. Bisogna ammettere, però, che utilizzando un mouse l’esperienza di controllo migliora, nonostante rimanga consigliato munirsi di un pad dalla stessa Microids.

Sono invece buone le opzioni di dialogo che, come detto in precedenza, consentono al giocatore di ottenere le informazioni desiderate. A seconda delle opzioni selezionate, si ottengono reazioni diverse e, una semplice icona posizionata nella parte alta destra dello schermo, permette di capire immediatamente se l’esito del dialogo è stato positivo o negativo.

Segnaliamo che, in minimi casi, sono presenti però delle scelte di approccio incoerenti con quello che accade nella narrazione. Un esempio è dover per forza eseguire un dialogo per sbloccare un evento, nonostante si conoscano già i gesti da compiere, essendo entrati in precedenza in possesso delle informazioni necessarie attraverso altre conversazioni secondare o consultando documenti.

 

Il gelo “rallenta” la Syberia

Il comparto tecnico, nonostante vanti una componente artistica valida e suggestiva, è sicuramente il lato dell’opera che maggiormente ci ha deluso. Il motore grafico utilizzato è Unity ma, dati i risultati, non è sicuramente il miglior titolo per poter valutare l’engine. Sin dalle prime battute sono presenti cali di framerate, texture piatte, compenetrazioni e, peggio ancora, bug decisamente fastidiosi.

A tal proposito è doveroso specificare che qualche bug, impedisce l’avanzare dell’avventura: in alcuni casi è stato necessario riavviare la partita dall’ultimo salvataggio e addirittura ci è capitato di dover ricominciare dall’inizio il gioco, in quanto l’errore ci rendeva impossibile proseguire. I diversi problemi tecnici risultano essere decisamente inspiegabili in una saga di tale spessore e tendono a rendere l’esperienza alquanto frustrante e, a tratti, l’avventura ingiocabile.

Da un punto di vista puramente grafico, risoluzione a parte, sembra quasi di trovarsi di fronte a un gioco della scorsa generazione. Inoltre, a questo bisogna anche sommare la presenza di tempi di caricamento decisamente lunghi per il genere, addirittura anche alcuni enigmi hanno necessità di un’ulteriore fase di loading prima di essere completati.

Fortunatamente sono presenti dei fattori positivi per quanto riguarda il comparto artistico del gioco. Al di la delle ottime ambientazioni, quel che concerne la soundtrack è, di netto, il maggior pregio dell’intera opera. Le musiche composte da Inon Zur sono coinvolgenti e, pur essendo diverse tra loro, sono tutte legate alla folklore del gioco.

Anche le voci utilizzate, per gran parte dei personaggi, risultano essere azzeccate sia per la fisionomia che per il carattere degli stessi. Purtroppo, a differenza dei capitoli precedenti, il doppiaggio in italiano non è presente e, fatto molto più grave, le voci sono sincronizzate con il labiale ma esclusivamente selezionando la lingua francese: questo crea delle alterazioni tra quello che si vede e quello che si sente e penalizza l’immersione nella narrazione.

In alcuni casi, il parlato sparisce all’improvviso e, inoltre, le musiche friggono talvolta in maniera random.

In Sintesi:

Syberia 3 riesce a mantenere un buon livello di narrazione pur non raggiungendo i livelli dei due capitoli precedenti. La volontà di Sokal e di Microids di offrire a tutti  i costi un titolo più moderno e in linea con le produzioni odierne, è stata, a nostro avviso, una scelta sbagliata, a causa dei diversi problemi legati al sistema di controllo. Il comparto tecnico risulta essere troppo arretrato a livello qualitativo e, i cali di frame-rate rendono l’esperienza decisamente frustrante. Alla fine dei conti, Syberia 3 è un gioco atipico, i fan probabilmente lo apprezzeranno pur restando in parte delusi. A coloro che volessero concedergli una chance, consigliamo di attendere il rilascio di una patch, DOVEROSA E NECESSARIA, finalizzata a correggere i bug e a stabilizzare il frame-rate.

Pregi:

  • La trama è interessante ma …
  • Colonna sonora ottima.
  • Enigmi e puzzle intriganti.
  • Suggestivo ma …

Difetti:

  • … in alcuni momenti perde d’intensità.
  • Manca il doppiaggio in italiano.
  • Sistema di controllo da dimenticare.
  • ... il comparto tecnico ha troppi problemi.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA 5

TRAMA 7

GAMEPLAY 5

COMPARTO TECNICO 4

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Copertina

  • Immagine della copertina del gioco Syberia 3 per Playstation 4
  • Data di uscita:
    20-04-2017
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    XONE PS4
  • Popolarità:
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Valutazione del gioco 7

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