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Recensione di Skylar & Plux: Adventure on Clover Island

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 16-06-2017

Titolo: Skylar & Plux: Adventure on Clover Island
Genere: Platform
Piattaforma: PlayStation 4
Sviluppatore: Right Nice Games / Grip Digital
Produttore: Grip Digital
Data di uscita: 19 maggio 2017

Storia di un indie che prende (plat)forma

Ci sono un team Ceco, un gruppo di Studenti Universitari Svedesi e un Italiano… No, non è l’inizio di una barzelletta bensì la fonte del lavoro che andremo ad analizzare oggi. La collaborazione tra, rispettivamente, Grip Digital e Right Nice Game ha, infatti, dato vita al platform Skylar & Plux: Adventure on Clover Island.

Il titolo, nelle sue semplicità e immediatezza, condite da una buona dose di umorismo, prova a sfruttare quell’entusiasmo per il genere rinvigorito dal remake di Ratchet & Clank e dall’attesa Crash Bandicoot N. Sane Trilogy.

Ovviamente, parliamo di un indie realizzato da un gruppo ben più ristretto di sviluppatori rispetto a produzioni (come le suddette) che possono avvalersi di un budget e un background più importanti: l’asticella delle aspettative della community (e in parte anche delle nostre) non è fissata troppo in alto.

Ciò nonostante, pur consci dei diversi problemi che lo affliggono, riteniamo che Skylar & Plux riesca a superarla senza problemi.

Come dite? Vi avevo parlato anche di un italiano? Beh, quello sono io che, peccando di egocentrismo e in qualità di artefice di questa review, ho deciso di inserirmi nella prima riga.

Il Gatto con gli stivali il guanto

La trama del game è tanto semplice quanto piacevole. I giocatori vestono i panni di Skylar Lynxe, una lince antropomorfa la cui memoria è stata cancellata dal “malvagio” computer CRT, unico effettivo nemico proposto nel corso di tutta l’avventura. Lo scopo del villain è quello di sfruttare Skylar, e il suo potente braccio cibernetico, per conquistare Clover Island e plasmarla a proprio piacimento, rimpiazzando con le proprie fabbriche la natura incontaminata dell’isola.

CRT, assistito dall’intelligenza artificiale BOB, procede nel suo piano di programmazione di Skylar, quando, misteriosamente, la protagonista riesce a fuggire dalla stazione spaziale nella quale è custodita, per giungere proprio su Clover Island. Qui, si fa subito la conoscenza del personaggio più carismatico del titolo, il simpatico gufo Plux Owlsley.

Ha così inizio un’avventura che, senza particolari intrecci narrativi, ci ha tenuto compagnia per poco meno di tre ore: lo scopo, come prevedibile, consiste nel salvare l’isola e i suoi abitanti, i “Lo’a” guidati dalla “Jelly Belly” Elder, dalla minaccia del CRT.

Il raggiungimento dell’obiettivo richiede di ripristinare il sifone che tiene in vita l’isola, non più funzionante a causa della scomparsa dei Fusi che lo alimentano, dislocati nelle tre aree della mappa: la zona esotica, tra vegetazione e corsi d’acqua, il desertico vulcano e la fabbrica di CRT (a queste, nelle fasi tutorial iniziali e nelle battute conclusive, si aggiunge la stazione spaziale di cui vi abbiamo parlato in precedenza).

Come attività secondaria è possibile liberare i diversi Lo’a intrappolati dal nemico nelle gabbie sparse (e spesso celate) nelle suddette zone, ottenendo, ogni tot salvataggi, un potenziamento per la barra della salute.

Tre aree, tre ore di gioco, tre poteri sbloccabili: non sempre il 3 è un numero perfetto

Il gameplay che accompagna le peripezie di Skylar, immediato e semplice, lo si può distinguere in due tipologie differenti. La prima parte della mappa è più improntata verso lo stile platform all’interno di un buon level design che vede il costante riproporsi degli elementi “corri, salta, prendi le gemme” tipici del genere. Le altre due aree, invece, inseriscono i puzzle ambientali, spesso non complessi: solo la risoluzione di uno di questi ci ha messo in difficoltà.

I poteri della Lince Umanoide sono tre e si ottengono, uno per volta, nelle altrettante location della mappa: il jetpack che consente di poter fare salti più alti e di planare (prima area), l’abilità di rallentare il tempo (seconda area) e le funzionalità magnetiche del guanto di Skylar (terza area). Quest’ultima è la più particolare e utile nelle banali fasi di combattimento pensate da Right Nice Games e Grip Digital.

Il combat system, ripetitivo e impreciso, non è di certo la punta di diamante della produzione. Se a questo aggiungiamo la presenza di tre sole tipologie di nemico, viene da sé che, anche in una breve avventura di poche ore, la ripetitività delle situazioni si faccia sentire pesantemente.

Si tratta di un gioco “easy”, fin troppo, che si lascia giocare anche dai novizi dei platform ma che non può di certo accontentare chi è cresciuto negli anni ’90 con i vari Crash, Ratchet & Clank, Jak & Dexter, Spyro, Croc, Medievil o Pandemonium.

Un’altra nota dolente è la presenza di un’unica Boss-Fight sul finale.

Luci e colori a intermittenza

Il primo impatto con l’estetica di Skylar & Plux è indiscutibilmente buono: grafica in cel-shading, Unreal Engine 4, discreta gestione di luci e ombre, concludendo con una pattern cromatica ricca e viva. Insomma, artisticamente è tutto apprezzabile.

Purtroppo il nostro lavoro non si sofferma al colpo d’occhio iniziale e palesare i problemi che affliggono il comparto tecnico non è stato nemmeno complesso.

Il frame-rate, instabile, è afflitto da veri e propri freeze, non sporadici, e la mappa di gioco viene caricata lentamente con i conseguenti e costanti effetti pop-up delle texture. Non mancano, inoltre, compenetrazioni e superfici imprecise e invisibili, nelle quali Skylar sembra quasi fluttuare.

La soundtrack è buona e varia in base alla sezione della mappa in cui ci si trova, contestualizzando la tipologia di ambientazione.

Anche per quanto riguarda l’audio, però, sono presenti delle imprecisioni difficili da mandar giù, come alcuni effetti sonori spesso in ritardo rispetto all’azione correlata e che, talvolta, non vengono nemmeno riprodotti.

In sintesi:

Skylar & Plux: Adventure on Clover Island è un gioco carino, semplice, immediato e piacevole. Si tratta di un progetto indipendente che, seppur nel complesso risulti apprezzabile, mostra tutti i limiti di una produzione minore. Ne consigliamo l’acquisto a chi ama profondamente il genere platform in tutte le sue incarnazioni e a tutti quelli che non hanno grande esperienza pad alla mano e che sono in cerca di qualche ora di svago poco impegnativo.

Pregi:

  • Trama carina e simpatica ma …
  • Buon mix tra sezioni platform ed enigmi ambientali ma …
  • Artisticamente valido.

Difetti:

  • … poco profonda.
  • … accompagnato da un cmbat system banale e impreciso.
  • Tecnicamente poco più che sufficiente.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6,7

TRAMA 7 / 10

GAMEPLAY  6,5 / 10

COMPARTO TECNICO 6,5 / 10

Commenti sulla recensione (3)

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Commenti
avatar di ozzo
26-06-2017
ozzo

la superficialità non è la tua! ma nello sviluppo del videogioco da parte del team

1
avatar di G-PqV
17-06-2017
G-PqV

Ozzo, sì, più che superficialità è un "compitino" ben fatto. Come quando alle medie fai un tema di due colonne ma scritto bene. ^_^ Però è piacevole da giocare!

1
avatar di ozzo
17-06-2017
ozzo

Sembra interessante anche se da quel che leggo si denota un certa superficialità. ... anche se probabilmente non è così ma solo poca edperienza per questo team che sembra comunque aver realizzato un gioco, piacevole e giocabile.

1
Messaggio non inserito o troppo corto.
 
 

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Copertina

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    19-05-2017
  • Categoria:
    platform
  • Disponibilità per:
    PS4 XONE
  • Popolarità:
    0 %
  • ps4

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Valutazione del gioco 7

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