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Recensione di My Night Job

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 25-09-2016

Titolo: My Night Job
Genere: Arcade action / Hack ‘n’ Slash/ Horror
Piattaforma: PlayStation 4/PC (Steam)
Sviluppatore: Webcore Games 
Publisher: bitComposer Interactive GmbH
Data di uscita: 21 aprile 2016

“Ho una domanda e sono molto serio: quanti soldi vorresti guadagnare?”

No, non è il solito pop-up che avrete sentito “n! volte” sul web. E no, noi di GameStorm non vogliamo proporvi discutibili metodi di guadagno, anche perché, fosse possibile, ne avremmo approfittato per primi… e ci duole (a noi e al portafogli) sapere che non si tratta una procedura fattibile.

Quello di cui vi parleremo in questa recensione è un titolo sviluppato dal team indipendente brasiliano Webcore Games, che non vi farà guadagnare un bel nulla se non qualche ora di spensierato divertimento dal sapore decisamente nostalgico.

Webcore è una software house brasiliana che si occupa della realizzazione di indie game per diverse piattaforme, a partire dai dispositivi mobile per arrivare al PC-Gaming tramite Steam e alle console di attuale generazione, nel nostro caso abbiamo testato un loro gioco su PlayStation 4.

Vi starete ancora chiedendo quale attinenza ha il titolo che abbiamo dato a questo paragrafo. Veniamo al dunque. In My Night Job il protagonista è un comune uomo di mezza età, professione gelataio, cui viene offerto, niente meno che dalla SWAT, del denaro per disinfestare una casa stregata e salvare il maggior numero di vite possibile: insomma, si tratta essenzialmente di un eroe totalmente improvvisato il cui motto sarà “da grandi salvataggi derivano grandi respon… ah no, tanti soldi”.

La proposta è immediatamente accettata dal nostro alter-ego e, in men che non si dica, ci si ritrova all’interno della location a combattere con le armi più improvvisate, e non solo, i più svariati mostri.

Divertente, diretto, adrenalinico: quando non c’è bisogno di un tripla-A per un pochino di svago

Come avrete intuito, il team ha utilizzato un pretesto sicuramente non originale ma comunque simpatico e plausibile. Il giocatore non deve stare a pensare troppo ad una trama ridotta ai minimi termini e l’azione old-school sarà l’unico lite-motive di questo indie.

La villa infestata è strutturata su sei piani con più di venti stanze tra interni ed esterni. Lo scopo principale, come detto sopra, è quello di salvare il maggior numero di vite umane e di evitare che i mostri facciano crollare l’abitazione. Così come le persone, ogni vano ha la propria “vita”, o meglio, il proprio livello di distruzione rappresentato da una barra rossa: più entità infestano l’area, maggiore è il danno che creano. Così, nella mini-mappa visibile in basso a destra le zone passano dal colore verde al rosso e l’eroe dovrà fare il possibile per evitare che vengano distrutte completamente.

La partita, infatti, giunge al termine quando il protagonista finisce la propria energia o quando i mostri distruggono almeno quattro stanze.

Per quanto riguarda le vite da salvare, queste non sono collegate al game-over ma semplicemente al punteggio e ai power-up sbloccabili.

Oltre ai personaggi normali, la casa ne nasconde alcuni in grado di garantire all’improvvisato eroe di ottenere abilità particolari. Ad esempio, l’infermiera è sinonimo di una vita extra, altri poteri trasformano il gelataio in un inquietante e temibile clown, altri ancora di scatenare la furia di un gatto sui mal capitati nemici e così via. Sono inoltre presenti alcune “celebrità” che, una volta scovate, garantiscono a salvataggio eseguito, un bonus extra.

Analizzando il gameplay vero e proprio, possiamo definire My Night Job un siml-beat ’em up a scorrimento in 2D, su un unico livello, con 11 tipi di nemici differenti (dai ratti, agli zombie, passando per i robot, i fantasmi e i gargoyle), e difficoltà che aumenta con il passare del tempo. L’ex gelataio ha a disposizione inizialmente calci e pugni ma in ogni stanza è possibile recuperare un’arma: dal giocattolo nella stanza dei bambini, alla motosega, passando per utensili da lavoro, vasi, tavoli, sedie, biciclette, ombrelli e armi da fuoco.

In quest’ avventura il protagonista non combatte da solo. I personaggi salvati, riconoscibili dalla scritta “HELP”, danno una mano nella lotta ai mostri fino a quando non sono portati in uno dei punti di recupero, dove la SWAT porta via i civili in elicottero, offrendo al mercenario un bonus casuale che può essere un medikit, un fucile, una quantità di denaro extra e così via.

Il punteggio è soggetto ad un moltiplicatore che aumenta in base al numero di combo eseguite.

I feels di un Arcade molto old-school

My Night Job rappresenta sicuramente un piacevole tuffo semi-trash nei passati (fine) anni ’80. Immaginate di essere un adolescente di quell’epoca che visita per la prima volta una sala giochi. Vi trovate davanti a un cabinato con scritto “My Night Job”. In piena tempesta ormonale saltate ben presto a conclusioni affrettate, inserite il gettone e vi trovate davanti a quanto descritto sopra. Dopo lo smarrimento iniziale però, continuate a giocare e morire… e poi ancora a giocare e giocare e giocare:

Il lavoro notturno del gelataio non è niente male”.

Da un punto di vista prettamente estetico il team brasiliano ha reso perfettamente il clima di un’epoca ormai passata. I giocatori di una certa età si sentiranno nuovamente bambini davanti alle figure pixellose, ai colori vivaci del titolo e a un sound calzante e movimentato. Le stesse impostazioni grafiche dell’interfaccia sono state pensate per aumentare il sentimento old-school del game.

Peccato che, il singolo livello, per quanto tosto e caratterizzato da una difficoltà progressiva, rappresenti complessivamente una quantità di contenuti abbastanza esigua.

Ok, il gioco è bello quando dura poco, ma vedere magari ville differenti popolate da altre tipologie di creature con, ad esempio, una maggior varietà sui power-up e sugli obiettivi da raggiungere sarebbe stato ben accetto. Così non è, ce ne facciamo una ragione, con un po’ di rammarico.

In sintesi

My Night Job è indie-game “schietto”: dinamico, immediato e divertente. Un prodotto che permette, nel 2016, di rivivere, esteticamente e pad alla mano, un sentimento videoludico ormai sempre più distante. Un clima forse più sereno, un periodo in cui non si parlava di bug, di tripla A, di VR. In cui le community non facevano console war, dove non ci si “bullava” di essere master-race e non ci si basava sui pregiudizi per elogiare/massacrare un videogame. Quei tempi remoti dove per apprezzare un gioco lo dovevi prima provare senza affidarti allo YouTuber di (s)fiducia… Quando l’unica cosa che contava era il punteggio su schermo e le tre lettere che t’identificavano. Peccato che i contenuti siano notevolmente limitati ma, restando positivi, anche questo si può vedere come “scelta old-school” (…si poteva fare sicuramente qualcosa in più).

Pregi:

  • Immediato, divertente ma anche impegnativo.
  • Buona varietà di armi, poteri, persone da salvare e mostri.
  • La possibilità di trovare personaggi “VIP” nascosti nella casa infestata.
  • Riprende in modo geniale l’estetica dei game old-school degli anni ’80.

Difetti:

  • La trama in sostanza non esiste.
  • A tratti, troppo caotico.
  • Pochi, decisamente troppo pochi, i contenuti.
  • Qualche bug che ha causato il crash sporadico dell’applicazione.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7*

* VOTO SULLA SCALA DEGLI "INDIE GAME"

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Copertina

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    20-05-2016
  • Categoria:
    survival / horror
  • Disponibilità per:
    PS4
  • Popolarità:
    0 %

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