GameStorm

Recensione di L.A. Noire

Recensione scritta e curata da dryily per gamestorm.it, inserita il 01-12-2017

Titolo: L.A. Noire
Genere: Azione in terza persona
Piattaforma: PlayStation 4 (versione testata), Xbox One, PC, Nintendo Switch
Sviluppatore: Team Bondi
Produttore: Rockstar Games
Data di uscita: 14 novembre 2017

Si torna a Los Angeles, quasi sette anni dopo

Correva l’anno 2004, quando l’ormai dismesso studio australiano Team Bondi, iniziò lo sviluppo di L.A. Noire, che sarebbe stata la loro prima fatica ufficiale. Da subito il gioco ha presentato dei problemi per quanto riguardava la pubblicazione, inizialmente in mano a Sony e poi finita a RockStar Games, che ha scatenato una diatriba circa l’esclusività o meno del gioco.

In principio, infatti, il lancio di L.A. Noire era previsto solamente su PlayStation 3, e solo in seguito si è deciso di renderlo disponibile anche su Xbox 360 e PC. Finalmente, nel 2011, il titolo poliziesco ambientato negli anni ‘40 si affaccia sul panorama videoludico, presentandosi come un gioco innovativo, grazie alla tecnologia “MotionScan”, che permetteva di riprodurre fedelmente i volti e le animazioni degli attori coinvolti nel progetto, caratteristica fondamentale per questo gioco.

Questa nuovissima tecnica, sviluppata da Depth Analysis, compagnia “sorella” del Team Bondi, è stata presentata per la prima volta all’E3 del 2010, ed è in grado di catturare la performance di un attore senza che questo indossi una tuta speciale, ma solamente sfruttando trentadue telecamere in alta definizione.

Nonostante tutti i problemi, il gioco è riuscito a vedere la luce con un risultato a dir poco stupefacente, per quei tempi. L’arco narrativo che vede protagonista Cole Phelps si sposa bene con l’aspetto free-roaming che ricorda tanto la serie di GTA, e permette di vivere a 360° una Los Angeles del secondo dopoguerra, riprodotta nei minimi dettagli, con rimandi alla cultura del tempo e musiche che accompagnano il giocatore tra un caso e l’altro.

Dopo il successo ottenuto al debutto, tra incassi ed elogi della critica, il 14 novembre il gioco è stato ripresentato in una versione rimasterizzata in HD, disponibile per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, che presenta anche i casi extra che in origine erano stati resi disponibile sotto forma di contenuti aggiuntivi. Degna di nota è anche la versione L.A. Noire: The VR Case Files per HTC Vive, disponibile da dicembre, con la quale sarà possibile risolvere alcuni dei casi del gioco tramite la realtà virtuale.

Analizziamo nel dettaglio cos’è cambiato rispetto alla versione del 2011.

Benvenuto nella LAPD

Los Angeles, 1947. La Seconda Guerra Mondiale è finita da qualche anno, e la città si ritrova a combattere un’ondata di criminalità, vizio e droga. Tra i soldati americani che hanno combattuto la guerra, ormai lasciati andare dall’esercito, troviamo Cole Phelps, marito e padre di famiglia che svestita la divisa dell’esercito, si ritrova con quella blu della LAPD, la polizia di Los Angeles. Dopo anni passati a pattugliare le strade più malfamate della città, le abilità investigative del giovane vengono notate dal capo della sezione Omicidi, James Donnelly, il quale lo promuove a detective.

Dopo anni di gavetta, Cole inizia finalmente a brillare prima nella divisione del Traffico, dove affiancato dal partner Stefan Bekowsky, si occupa principalmente di casi relativi a veicoli scomparsi o rubati. Tra questi ce n’è uno che coinvolge Hollywood, e vede come protagonista un regista che sarà poi accusato di pedofilia e violenza (terribilmente attuale, vero?), che permetterà a Cole di fare il salto di categoria.

È proprio nella divisione Omicidi che si risolveranno i casi più interessanti, che sembrano tutti collegati al famoso (nonché reale) caso mai risolto della Black Dhalia, nomignolo dato alla prima, sfortunata vittima, l’attrice americana Elizabeth Short, morta nel 1947. L’integrità morale di Cole lo porta a voler collegare tutti gli omicidi, analizzando nel minimo dettaglio le prove, ma il suo superiore lo costringe a chinare la testa ed incriminare i sospetti da lui ritenuti più adatti a ricoprire il ruolo di assassino, così da non pestare i piedi a personaggi di spicco del panorama politico del tempo.

Sembra tutto perfetto per Cole, che raggiunge la punta più alta della scala sociale del Dipartimento di Polizia quando viene promosso alla sezione Narcotici; ma il passo dalle stelle alle stalle è breve, come scoprirà lo sfortunato detective.

In parallelo a tutto ciò, L.A. Noire offre un racconto tramite flashback, che ci presenta la vita del protagonista al tempo dell’esercito, mostrando un passato di cui non va per niente fiero, come si evince dai vari discorsi condivisi con i partner di lavoro. Questi salti temporali spiegano la riluttanza di Cole nel parlare del periodo passato nell’esercito, un’esperienza macchiata dai trattamenti disumani rivolti ai soldati nemici (bestie, senza alcuno straccio di rispetto) ma soprattutto da un errore tattico del protagonista, che causò il massacro del suo battaglione.

Stessa storia, stesso posto, stesso L.A. Noire

L.A. Noire si presenta come un titolo d’azione e avventura in salsa investigativa, giocato in terza persona. Qui controlliamo Cole Phelps che è in grado di muoversi tramite l’utilizzo dell’analogico sinistro e di correre premendo R2. Lo scopo principale del gioco è di indagare e risolvere i casi volta per volta, trovando gli indizi relativi e attraverso i conseguenti interrogatori dei vari sospettati, i quali potranno essere incriminati o scagionati.

La raccolta delle “prove” è molto semplice, e può essere resa ancora meno complicata grazie ad un’opzione nel menù che permette di attivare una musica che resta attiva in sottofondo durante l’investigazione, per poi concludersi non appena si saranno ottenuti tutti gli elementi utili all’analisi del detective. Per collezionare gli indizi basterà avvicinarsi al corpo della vittima, o ad un certo punto d’interesse, e cliccare il tasto X non appena si avvertirà una leggera vibrazione del pad. In alcuni casi, una volta individuato e preso in mano l’oggetto, sarà possibile osservarlo più da vicino muovendolo tramite l’analogico sinistro, o cliccando nuovamente X per esaminarlo più attentamente.

Il detective raccoglierà tutti gli indizi nel suo taccuino, consultabile tramite la pressione del touch-pad (o equivalente sulle altre piattaforme) e saranno, ovviamente, fondamentali durante gli interrogatori, dove le prove dovranno essere utilizzate per supportare le accuse mosse contro gli indiziati. La particolarità di queste fasi di gioco sta nel potersi approcciare come meglio si preferisce, grazie alle tre opzioni disponibili: Asseconda (tasto X), Forza (tasto quadrato), Accusa (tasto triangolo). Ognuna di queste azioni deve essere preceduta da un attento studio del sospettato che ci si ritrova di fronte, che, grazie al Motion-Scan, mostrerà il proprio stato d’animo nei mini dettagli. Quando un sospettato non guarda il detective Phelps negli occhi, nasconde per forza qualcosa, e sta a noi forzare una risposta, o presentargli una prova schiacciante della menzogna appena detta.

Al termine di ogni caso, il giocatore vedrà assegnarsi una votazione che va da una, a cinque stelle. A influenzare questo risultato, ci sarà la velocità con la quale si raccolgono gli indizi, l’accuratezza negli interrogatori, e i danni causati alla città e ai civili durante gli spostamenti in macchina.

Eh sì, L.A. Noire presenta, infatti, un aspetto free-roaming che gli appassionati di giochi come Grand Theft Auto conoscono bene, dato che le meccaniche sono pressoché identiche, e la mini mappa, nell’angolo in basso a sinistra dello schermo, ricorda quella vista nei titoli di GTA. Sarà quindi possibile guidare un veicolo (o lasciarlo guidare al proprio partner tenendo premuto triangolo) per spostarsi da una parte all’altra della città, o per pedinare un sospettato. Durante l’esplorazione, sarà possibile scoprire luoghi famosi realmente esistenti, ma anche completare missioni secondarie che si presentano sotto forma di crimini di strada con i quali il giocatore potrà decidere se interagire o no.

Una caratteristica che accomuna le sub-quest e quelle primarie, è la possibilità di “passare al lato fisico” tramite scontri hand-to-hand e sparatorie. Il primo caso può includere inseguimenti in macchina o a piedi, che possono sfociare in un placcaggio da parte di Cole (premendo più volte e velocemente il tasto X non appena appare il comando sullo schermo), nell’omicidio del fuggitivo tramite l’uso della pistola, o in un combattimento corpo a corpo dove ci si potrà parare (tasto quadrato), contrattaccare (tasto X), eseguire prese (tasto triangolo) e dare il colpo di grazia quando l’avversario è stremato (tasto cerchio).

Per quanto riguarda invece le sparatorie, sarà possibile nascondersi dietro veicoli, muri e colonne, e si potrà ricorrere alla mira automatica per facilitare il tutto. Le armi potranno essere usate solo in queste particolari occasioni, mirando con L2 e sparando con R2. Qualora il personaggio dovesse subire dei danni, i colori della schermata inizieranno a svanire fino a diventare completamente in bianco e nero, fino alla morte e il conseguente messaggio di game over.

Chiudere con successo un caso e un crimine da strada, fa ottenere al personaggio un determinato numero di XP che, gradualmente, riempiranno la barra/distintivo, permettendo così di salire di livello. Ad ogni nuovo livello, si otterranno dei "punti intuito" che torneranno molto utili negli interrogatori, dato che elimineranno una delle scelte presenti, o durante la raccolta degli indizi, dato che si potrà decidere di attivare dei puntatori nella mappa che indicheranno il luogo in cui si nascondono le prove mancanti.

Uno dei lati negativi è la mancata possibilità di poter salvare a proprio piacimento, vista la presenza di un salvataggio automatico. A questo aggiungiamo l’impossibilità di poter riavviare un interrogatorio singolo e vedersi costretti a riprendere il caso da capo qualora non si fosse riusciti a selezionare la giusta opzione, o aver perso più indizi per strada.

Chiudiamo, infine, con una menzione speciale agli extra e ai collezionabili presenti nel gioco, che includono i vinili, e soprattutto i giornali, recuperabili durante la raccolta delle prove. Questi ultimi, una volta raccolti e analizzati, offrono delle scene extra, delle cutscene che possono fare luce sul passato di Cole nell’esercito, o mostrare l’interessante, quando deplorevole, operato del dottor Harlan Fontaine, uno psichiatra che si occupa di curare i soldati che soffrono di stress post-traumatico, somministrando loro dosi di morfina.

Pochi passi in avanti nella grafica, il comparto audio resta un punto forte

Il punto forte del gioco, nonostante siano passati quasi sette anni dal suo debutto, resta senza dubbio la tecnologia MotionScan, che offre un’ampia gamma di micro-espressioni visibili specialmente durante gli interrogatori. Tutto questo è reso ancora più incredibile dai passi avanti fatti graficamente rispetto alla scorsa generazione di console, e le migliorie apportate hanno eliminato quel fastidioso effetto eccessivamente fluido che rendeva alcuni dei personaggi quasi ridicoli nelle movenze. A questo bonus, si contrappone ovviamente il lato negativo della poca cura nei dettagli riservata agli elementi di contorno, come ad esempio i passanti per strada, i marciapiedi e alcuni palazzi, che risultano decisamente approssimativi.

L’illuminazione è uno degli aspetti più positivi di questa nuova edizione, grazie alle texture migliorate e ai progressi fatti che sono visibili soprattutto nei riflessi della luce sulle carrozzerie dei veicoli, o nei raggi di sole che penetrano negli ambienti chiusi, illuminandoli in maniera credibile ed efficiente.

Con i passi avanti che ci sono stati rispetto al 2011, graficamente parlando, sicuramente ci si aspettava molto di più da questa versione remastered che sulle console più potenti di casa Sony e Microsoft, presenta il 4K/HDR, ma con un frame rate bloccato a 30fps, retaggio dalla versione originale.

Una lacuna che doveva essere assolutamente evitata riguarda i sottotitoli, che risultano vitali per la comprensione della narrazione, visto l’audio esclusivamente in inglese, ma difficilissimi da leggere a causa della dimensione ridotta. Tale problema appare ancora più fastidioso durante le scene di guida o quelle più concitate, nelle quali al giocatore è richiesto di concentrarsi sull’azione compiuta dal personaggio, senza perder d’occhio le scritte a video, pena la perdita di informazioni che potrebbero risultare vitali per il caso. A rendere questa mancanza meno pesante, c’è la possibilità, tramite il menù di pausa, di consultare il registro delle ultime conversazioni.

In questa versione è presente anche la modalità foto, ma se vi aspettate qualcosa all’altezza di quelle viste in Uncharted o Horizon: Zero Dawn, abbassate le vostre aspettative. Il lato negativo maggiore sta nell’impossibilità di girare a proprio piacimento la telecamera, che non offre uno spostamento a 360°. Gli effetti a disposizione sono abbastanza variegati, e molti giocano sul contrasto bianco e nero tipico delle ambientazioni noire. Presenti anche varie cornici personalizzabili, e l’immancabile logo del gioco che può essere eliminato, o spostato dove si preferisce. Purtroppo durante molte cutscene appare il messaggio che ci avvisa che è impossibile catturare una schermata o avviare un video; un vero peccato, visto che alcune di queste offrono spunti per degli screenshot interessanti.

Passando al reparto audio, non si trovano punti deboli, grazie alla recitazione esemplare del cast stellare che ha prestato corpo, anima e voce ai personaggi primari e secondari. Il realismo del MotionScan va a braccetto con delle performance assolutamente fantastiche di artisti navigati, tra TV e cinema, che riescono a dare una marcia in più al pathos dell’arco narrativo. Tra i membri del cast non possiamo non citare in particolare John Noble, noto agli amanti della fantascienza per il suo ruolo nella serie TV Fringe.

Meravigliosa anche la colonna sonora, che presenta ovviamente brani degli anni ’40, nella quale molti riconosceranno un paio di canzoni presenti già in altri capolavori videoludici che strizzano l’occhio allo stesso periodo storico (sì, stiamo parlando di te, Fallout 4!).

In sintesi:

La versione rimasterizzata di L.A. Noire offre oltre alle circa 20 ore del gioco base, quelle dei DLC che regalano altre 6/7 ore aggiuntive di gioco, grazie ai cinque casi in più che sono stati implementati.

La suggestiva ambientazione della Los Angeles degli anni ’40 fa da sfondo perfetto all’arco narrativo che vede la scalata al successo, con relativo capitombolo nel dimenticatoio, di Cole Phelps, un personaggio onesto e sincero, ma che nasconde un passato tormentato nell’esercito, e un tradimento nel presente.

La recitazione gioca un ruolo fondamentale, insieme alla tecnica del MotionScan, con un cast stellare che riesce a rendere ancora più appassionante un copione ricco di colpi di scena, e un finale inaspettato. La colonna sonora accompagna magistralmente l’avventura, con le musiche provenienti direttamente dagli anni ’40 che permettono di rilassarsi tra una raccolta di prove ed indizi e l’altra.

La grafica, che sarebbe dovuta essere il punto forte di questa edizione remastered, non ha fatto i passi in avanti che in molti si aspettavano e, a parte qualche miglioria dal punto di vista dell’illuminazione, ha poco di nuovo da offrire ad un gioco, quello originale, a suo tempo tra i più innovativi del settore.

Ci sentiamo di consigliare caldamente l’acquisto a chi non ha mai giocato il titolo di Rockstar Game, vista l’avvincente narrazione, e la sfida che il titolo rappresenta a livello di intuizione e abilità nello scovare ogni prova lasciata in giro dal colpevole.

Per chi ha già giocato il titolo nel 2011, 39,99€ potrebbero risultare eccessivi per una versione che non offre particolari novità, a meno che non si tratti di giocatori che non hanno mai avuto occasione di giocare i DLC. In quel caso la spesa potrebbe non essere così azzardata, viste le ore aggiuntive di gameplay offerte dai casi extra.

Pregi:

  • Personaggi principali e secondari estremamente dettagliati…
  • Audio in inglese, ma con sottotitoli italiani tradotti egregiamente…
  • MotionScan che rende onore alla performance del cast.
  • Colonna sonora che trasporta negli anni ’40.

Difetti:

  • … ma quelli di contorno, come i passanti, sono ricreati in maniera approssimativa.
  • … che purtroppo a tratti risultano illeggibili.
  • Grafica che non ha fatto il salto di qualità che ci si aspetta da una remastered.
  • Modalità Foto che non offre la telecamera libera vista in altri titoli.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8

TRAMA: 8 / 10

GAMEPLAY: 8 / 10

COMPARTO TECNICO:  7 / 10

SONORO: 9 /10

Commenti sulla recensione (0)

Ultimi commenti degli utenti

lascia un tuo commento


Scrivi un commento

Commenti
Messaggio non inserito o troppo corto.
 
 

×

Copertina

  • Immagine della copertina del gioco L.A. Noire per Playstation 4

Per effettuare questa azione occorre essere registrati.

×

Valutazione del gioco 8

L'ultimo voto è stato 8 dato da ozzo

Valutazione personale N/D

Dai la tua valutazione a L.A. Noire
 

Elenco degli utenti collegati in questo momento su gamestorm

×