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Recensione di Get Even

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 27-06-2017

Titolo: Get Even
Genere: FPS/Thriller
Piattaforma: PlayStation 4 (versione testata), Xbox One, PC
Sviluppatore: The Farm 51
Produttore: Bandai Namco
Data di uscita: 23 giugno 2017

La Nouvelle Cuisine Polacca: un elaborato piatto di The Farm 51

The Farm 51 è un piccolo team polacco che, probabilmente, avrete conosciuto per produzioni passate di genere FPS come Painkiller: Hell & Damnation e, l’ultimo lavoro, Deadfall Adventures. La notorietà della software house di Gliwice, tuttavia, non è mai stata forte come in quest’ultimo periodo, quando ha ottenuto una netta impennata per merito dell’importante appoggio di Bandai Namco: il colosso nipponico, infatti, ha creduto nel “Progetto Get Even”, permettendo al cantiere polacco di terminare i lavori entro la prima metà del 2017.

La campagna di marketing che ha accompagnato il lancio del game è stata indiscutibilmente forte, proposta anche in chiave interattiva, grazie ad una serie di filmati su YouTube, mirati ad introdurre l’elemento thriller, muro portante dell’intera esperienza videoludica del media.

Get Even non è un gioco ben etichettabile, questo è certo: unisce elementi caratteristici di generi completamente diversi, che vanno dall’avventura story-driven allo shooter, passando per lo stealth e il puzzle-solving.

Prima di parlarvi, in modo più approfondito, delle singole sfaccettature del prodotto, vogliamo chiedervi:

“Che cosa succede quando vengono messi tanti ingredienti nello stesso pentolone?”

Non è una domanda retorica: la risposta è frutto di un intricato rapporto causa-effetto in cui assumono estrema importanza la qualità dei suddetti ingredienti (i generi), la compatibilità dei loro sapori, i condimenti scelti (comparto tecnico/sonoro) e, soprattutto, l’abilità del cuoco (la capacità di sviluppo della software house polacca).

Possiamo dire, con certezza, che Bandai Namco ha realizzato un ottimo lavoro di “impiattamento” ma, alla fine del pasto, possiamo davvero affermare di aver gradito il menu offertoci da The Farm 51?

 

“Un labirinto di ricordi”: può causare effetti indesiderati quali sonnolenza, leggi il foglietto illustrativo

La trama di Get Even è l’aspetto più intrigante della produzione ma, paradossalmente, è anche quello di cui possiamo parlarvi di meno. Le avventure raccontate, all’apparenza lineari, vengono presto stravolte dal costante alternarsi di situazioni vissute realmente dal protagonista (o forse no?) e quelle indotte nella sua mente (o forse sì?), sotto forma di ricordi (sono davvero ricordi?), tramite l’ausilio di un particolare dispositivo chiamato Pandora.

Il risultato è un’intricata struttura labirintica la cui via d’uscita appare più chiara solamente quando si assiste alle fasi finali del plot-narrativo. Vogliamo, per tale motivo, svelarvi solamente l’incipit, lasciandovi totalmente in balia dell’effetto sorpresa.

I giocatori vestono i panni di Cole Black, soldato, o meglio mercenario, “praticante” più per passione che per denaro. Il suo compito iniziale è quello di salvare una ragazza rapita e di disinnescare una bomba pronta ad esplodere. Ben presto, tuttavia, l’ambientazione viene stravolta e l’uomo, privato della propria memoria, si ritrova all’interno di un ex-ospedale psichiatrico, guidato da una misteriosa figura che si fa chiamare “Red”. Qui, inizia il vero viaggio di Cole, alla scoperta di avvenimenti passati, rivissuti tramite il futuristico Dispositivo Pandora che gli permette di navigare nei meandri oscuri della sua mente.

Come vi abbiamo detto in precedenza, non vogliamo soffermarci ulteriormente sulla descrizione della trama, ben consapevoli, avendolo provato in prima persona, che possiate godervi al meglio il susseguirsi degli eventi orfani di “pericolose” anticipazioni.

In merito alla bontà della storia non abbiamo dubbi, mentre sulla qualità della narrazione e della regia non siamo rimasti altrettanto convinti: è un racconto fortemente basato sui plot-twist, ma questi diventano prevedibili, più per tempistiche che per dinamiche, e viene a mancare l’elemento sorpresa che invece dovrebbe caratterizzare un’opera di questo tipo.

Inoltre, il ritmo è altalenante, spezzato di frequente da estenuanti letture ed enigmi poco intriganti.

 

Un arsenale di meccaniche “appena accennate”

Per quanto riguarda il gameplay, non possiamo certamente definire ottimali gli sforzi di The Farm 51. Come abbiamo già detto, non si tratta di un classico shooter in prima persona: le sequenze FPS assumono quasi un ruolo marginale per lasciare spazio alle fasi stealth, a quelle di esplorazione (e di raccolta degli indizi) e agli enigmi ambientali.

Il problema è che ciascuna delle sopracitate meccaniche è sviluppata in modo approssimativo: l’approccio furtivo si limita al “cogli l’avversario alle spalle e fai partire l’animazione”, i puzzle sono spesso elementari (e costringono ad inutili back-tracking) e le sparatorie sono caotiche, imprecise e minate da un’intelligenza artificiale al di sotto della sufficienza.

Ricordate il discorso della pietanza? Se la qualità degli ingredienti non è buona, il risultato finale non è un pasticcio ma ci si avvicina (ben presentato ma pur sempre tale).

Lo stesso ragionamento si può fare in merito ai gadget a disposizione del protagonista ma, per dovere di cronaca, ve ne elenchiamo l’assortimento.

Nel corso dell’avventura, è possibile equipaggiare differenti bocche da fuoco, dalla semplice arma silenziata alla futuristica Pistola Angolare (importante anche in ottica narrativa). Quest’ultima consente di sparare con un’angolazione di 90°, a destra e a sinistra, mentre ci si ripara dietro ad una struttura, che si tratti di una parete, una finestra, un cespuglio e così via.

Si può far affidamento anche su uno smartphone che consente la lettura dei messaggi e la ricezione delle chiamate (insomma, come il buon Nokia 3310 ma senza poterlo utilizzare come arma da lancio indistruttibile), e sulle sue app: la fotocamera con l’autofocus sugli indizi e la visuale termica, la mappa GPS e la torcia a luce ultravioletta.

Varie ed (GET) EVENtuali

Il comparto tecnico/artistico di Get Even non brilla. Il prodotto è comunque, nel complesso, più che sufficiente ma, purtroppo, alterna elementi ottimi ad altri scarsi (parliamo, in ogni caso, dell’ottimo Unreal Engine).

Il colpo d’occhio è piacevole, soprattutto nelle ambientazioni esterne, grazie ad un buon utilizzo dell’illuminazione, ad una discreta mole poligonale e a texture di qualità. La situazione peggiora negli spazi chiusi, più poveri e con strutture che tendono a ripetersi, con una conseguente perdita della caratterizzazione della mappa.

Abbiamo apprezzato, con eccezioni, la rappresentazione delle superfici e la resa della profondità dei materiali, grazie ad un sapiente utilizzo del parallax mapping.

Meno convincente è la pattern cromatica, a tinte dark, che spesso appiattisce l’immagine e, talvolta, lascia il player immerso nel buio più anonimo, costringendolo ad aumentare la luminosità oltre al setting “consigliato”.

La nota dolente concerne la gestione del frame-rate: la versione da noi testata, su PlayStation 4 Standard, soffre di frequenti ed evidenti cali, soprattutto nelle fasi shooter.

Niente da obiettare, invece, in merito alla soundtrack, magistrale: enfatizza in modo sempre coerente il variare delle situazioni. Ottimo anche il sonoro nella sua totalità, dall’effettistica al doppiaggio in lingua inglese (sottotitolato in italiano).

In sintesi:

Get Even è un’avventura carina ma poco piacevole da giocare. Ha tanti spunti potenzialmente ottimi, proposti, tuttavia, in modo troppo approssimativo. Fallisce proprio dove dovrebbe riuscire, ovvero nell’originalità dell’unire tanti generi differenti nella stessa opera. Ne risente anche la narrazione di una trama ben strutturata e intrigante ma troppo frammentata e proposta con ritmo incostante. Visto il prezzo user-friendly, non sconsigliamo assolutamente l’acquisto. Vi invitiamo, però, a pensarci bene.

Pregi:

  • Trama intrigante e blow-mind ma …
  • Tante meccaniche di gioco differenti nello stesso titolo ma …
  • Colpo d’occhio buono.
  • Comparto sonoro impeccabile.

Difetti:

  • … soffre di un ritmo altalenante e alcuni plot-twist sono prevedibili.
  • … nessuna è sviluppata in modo ottimale.
  • Gestione del frame-rate a tratti imbarazzante.

 VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 6,3

TRAMA 7 / 10

GAMEPLAY  5 / 10

COMPARTO TECNICO-SONORO 7 / 10

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