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Recensione di ECHO

Recensione scritta e curata da dryily per gamestorm.it, inserita il 23-10-2017

Titolo: ECHO
Genere: Stealth/Adventure Game in Terza Persona
Piattaforma: PlayStation 4 (Versione Testata), PC
Sviluppatore: Ultra Ultra
Produttore: Ultra Ultra
Data di uscita: 11 ottobre 2017

Rinascere dalle ceneri, lo stai facendo Ultra Ultra bene

Quando un colosso come Square Enix decide di scaricare uno studio come Io Interactive, le scelte che restano ai membri sono due: continuare in quello stesso studio, tornando ad essere indipendente, o crearne uno nuovo e sperare che la cosa vada bene. Questa è un po’ la storia dello studio danese di Ultra Ultra, nato da una costola di chi, per anni, si è occupato delle avventure dell’Agente 47 in Hitman, dando alla luce la sua prima fatica, Echo.

Il team dichiara di puntare a creare esperienze di gioco memorabili, in grado di trasportare i giocatori ad immedesimarsi al meglio nelle storie da loro raccontate, e dopo aver provato il loro primo titolo, possiamo dire che Echo raggiunge il loro obiettivo, anche se forse, a livello di trama, si poteva e si doveva fare di più.

Echo è stato lanciato l’11 ottobre 2017 sul PlayStation Store, dov’è disponibile al prezzo di 23,99€, e si presenta come un gioco d’azione in terza persona con ambientazione sci-fi ed elementi stealth, condito da qualche rompicapo.

Nello spazio nessuno può sentirti urlare

In ECHO, religione e credenze popolari danno il via alla missione impossibile di En, cresciuta secondo certi ideali dettati da un’organizzazione, o un culto spirituale,che viene solo accennato durante le circa 6/7 ore di gioco (senza alcun approfondimento). La giovane racconta di come il suo misterioso nonno abbia creato i Resourceful (“gli Ingegnosi”), di cui lei fa parte, scegliendo lui stesso le caratteristiche migliori che gli venivano offerte dal pool genetico che aveva di fronte.

La religione,inculcata fin da tenera età nella mente dellaprotagonista,sostiene che, grazie alla tecnica della “traduzione”, sia possibile spostare l’essenza della persona scomparsa in un cubo, per poi resuscitarla portando l’oggetto in una location segreta; location segreta che, manco a dirlo, è il misterioso Palazzo.

Per questo En si sveglia dopo una stasi durata cent’anni, con un solo obiettivo in mente: salvare Foster.

Disposta a tutto pur di riportarlo in vita, la giovane, accompagnata da London, Intelligenza Artificiale che non smette di farle notare quanto questa missione sia oltremodo assurda, si ritrova su un pianeta misterioso e apparentemente disabitato, coperto per la sua intera superficie da una costruzione nota come il Palazzo. Qui, En dovrà sfidare il nemico più ostico che si possa mai incontrare: sé stessi.

Il Palazzo è una sorta di essere senziente che viene attivato dalla giovane grazie ad un cubo rosso che custodisce gelosamente, e che avrebbe dovuto resuscitare Foster. Ovviamentele cose non vanno come previsto e questa mossa attiva un meccanismo di difesa imprevedibile e davvero innovativo: l’IA sparge macchioline nere quasi innocue per l’intera superficie della location. Queste, però, ad ogni reboot assumono lentamente una forma umanoide, diventando dei cloni di En e, di conseguenza, un temibile avversario.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria

Scomodiamo Newton e la terza legge della dinamica per darvi un’idea di cosa vi aspetta in ECHO. Il titolo presenta un gameplay davvero semplice, visto che i comandi prevedono di poter camminare, accucciarsi, nascondersi, sparare e colpire le proprie copie. La letalità di tutto ciò sta nel fatto che il Palazzo è in grado di rinnovarsi e imparare ciò che vede mentre le luci sono accese. A cadenza di tempo del tutto casuale, partirà un reboot durante il quale i cloni si aggiorneranno grazie ai “fantasmi” che En si lascia dietro ad ogni azione, imparando le azioni compiute dal giocatore nel ciclo precedente, adattandosi alle strategie del player, e costringendo quest’ultimo a pianificare attentamente le proprie scelte.

L’unico momento di tregua, sono i brevi blackout durante i quali il Palazzo si spegne, letteralmente, permettendo al giocatore di muoversi al buio, senza esser copiato, ma con il costante pericolo di poter esser ucciso.

A disposizione ci sono due pistole, una letale e una stordente, entrambe molto utili durante la missione di En. Ognuna di queste armi, però, prosciuga parte dell’energia della tuta della protagonista, e deve essere considerata quasi un’ultima risorsa. Fortunatamente, nonostante nelle prime ore di gioco si abbiano a disposizione solo due slot, questi aumentano con il proseguire dell’avventura, recuperando degli oggetti simili alle sfere luminose grazie alle quali è possibile ricaricare la tuta. A sfruttare quest’energia ci sono anche i salti che la protagonista si ritrova costretta ad effettuare per proseguire nel livello, o per sfuggire ai propri cloni.

Gli obbiettivi e la presenza dei nemici vengono segnalati da una HUD molto semplice da decifrare, che si presenta come una sfera intorno al corpo di En. La direzione giusta è indicata da una freccia accompagnata dai metri che separano la protagonista dall’obiettivo. Per quanto riguarda i nemici, la tuta futuristica consente di individuare la presenza di altre forme di vita, grazie agli “spicchi” visibili nell’interfaccia che cambiano colore in base all’ostilità dei suoi cloni.

Una cosa da tenere d’occhio quasi costantemente, è sicuramente la barra della Stamina, ossia la resistenza, che tende a scaricarsi in fretta quando si effettuano degli scatti, quando si spingono via le copie nemiche e per qualunque altro movimento che richieda uno sforzo fisico.

Un’ultima cosa da evidenziare in merito al gameplay, e che rende ancora più interessante la peculiare abilità del Palazzo di replicare i movimenti di En, è la presenza di alcuni oggetti rumorosi. Al loro utilizzo, vengono immagazzinati nella memoria del Palazzo, risultando come dati inutili per gli Echo, ma altrettanto preziosi per il giocatore, poiché offrono un nuovo metodo per individuare i nemici.

Testa contro cuore

Una menzione a parte la meritano i due protagonisti del gioco, En e London, che durante tutta la durata si punzecchiano reciprocamente su vari argomenti. Un rapporto che, in primo luogo, mette in risalto il contrasto tra la fede di En e la calcolata freddezza di London.

La prima risulta inizialmente emotiva, per poi mostrarsi sempre più calcolatrice man mano che la si conosce meglio, mentre il secondo, in quanto Intelligenza Artificiale, riesce a mantenere un distacco emotivo, e a far notare alla giovane che se resuscitare una persona fosse stato davvero fattibile, a quest’ora le aziende avrebbero sfruttato la possibilità a loro favore.

Per questo e tanti altri motivi, i due personaggi riescono a restare sempre interessanti, forse anche grazie al doppiaggio davvero egregio che è stato fatto. A prestare la voce ad En, infatti, ci pensa Rose Leslie, la bella quanto letale Ygritte di Game of Thrones, mentre London viene interpretato da Nick Boulton, la cui ultima fatica videoludica è stata doppiare Druth in Hellblade: Senua’s Sacrifice, ma che ha anche alle spalle una lista di ruoli in saghe illustri, tra cui Mass Effect e Final Fantasy.

Visuali mozzafiato e doppiaggio esemplare

Le visuali offerte in Echo sono davvero mozzafiato, e gran parte del merito va al modo in cui Ultra Ultra è riuscito a sfruttare alla perfezione l’Unreal Engine 4. Basti pensare al contrasto tra esterno ed interno del Palazzo, col primo che si presenta come un mondo in rovina che sta letteralmente cadendo a pezzi e il secondo, dotato di un impatto visivo incredibile, con stanze sempre diverse tra loro che ricordano Versailles. Purtroppo, non si può dire la stessa cosadegli interni di quelle più grandi, che risultano ripetitivi nella loro struttura, e tendono a risultare disorientanti, rendendo la ricerca degli oggetti che sbloccano il livello successivo davvero difficile e frustrante.

Un’altra nota dolente sono sicuramente i movimenti legnosi e lenti della protagonista, soprattutto nel primissimo livello, dove si sposta ad una velocità imbarazzante, e durante ogni scambio di battute tra lei e London, momenti in cui non è possibile correre. In particolare, appaiono macchinose, a tratti ridicole, le animazioni di quando si salgono e scendono le scale, e quelle della camminata da accovacciati. Una menzione va anche alle lente schermate di caricamento, quasi infinite, ai cali di frame-rate e ad alcuni momenti di freeze veri e propri della schermata.

Il menù principale offre varie scelte, tra cui la lingua dei testi e dell’audio (in entrambi i casi non è presente l’italiano), i vari setting relativi ai volumi, alla luminosità e ovviamente alla difficoltà, con tre opzioni disponibili (facile, medio, difficile) più una da sbloccare.

Le musiche e il doppiaggio risultano decisamente buoni, dando un voto più che sufficiente al comparto audio. Le prime permettono di immergersi e vivere l’esperienza del Palazzo a 360°, grazie alle melodie che accompagnano il gameplay e capaci di tenere sulle spine il giocatore, trasmettendogli anche un pizzico d’ansia e adrenalina. Sul doppiaggio, invece, non si può criticare assolutamente nulla, vista la professionalità dei due attori chiamati a recitare nei panni di En e London; i loro battibecchi su filosofia, religione e animo umano danno uno spessore maggiore ai personaggi.

Promossa a pieni voti, invece, l’IA del gioco, sempre in evoluzione e in grado di adattarsi allo stile mostrato dal giocatore, imitandone i gesti alla perfezione, arrivando ad essere quasi imbattibile in alcuni punti dell’avventura. Nel complesso c’è da segnalare una certa ripetitività, dettata più che altro dalla limitata, e monotona, gamma di opzioni offerta dai livelli.

 

In sintesi:

Due cose si possono dire su Echo: la prima è che non è un gioco per tutti, la seconda è che lo si dovrebbe provare, visto l’innovativo gameplay che presenta. Detto questo, riteniamo sia decisamente sconsigliato agli utenti che non hanno un’enorme riserva di pazienza, dato che le dinamiche di gioco possono risultare davvero frustranti, soprattutto se sommate ad un inizio molto lento, quasi soporifero. La storia ha sicuramente un fascino ed una presa sui fan della fantascienza, ma purtroppo non è stata sviluppata al meglio, dato che sono presenti dei buchi di trama che fanno pensare ad un possibile DLC narrativo che la concluda. L’alternativa è quella di puntare il dito contro la superficialità del team che ha inserito un calderone di informazioni senza però riuscire a svilupparle in maniera sufficiente.

Insomma, tanto potenziale, ma poco sfruttato per questa prima fatica dello studio Ultra Ultra.

Pregi:

  • Gameplay innovativo.
  • Ambienti stupendi.
  • Ottimo doppiaggio.

Difetti:

  • Lentezza e ripetitività.
  • Movimenti legnosi della protagonista.
  • Storia dal buon potenziale ma mai sviluppata.

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7,8

TRAMA: 7

GAMEPLAY: 8

COMPARTO TECNICO/SONORO: 8,5

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Copertina

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    11-10-2017
  • Categoria:
    avventura
  • Disponibilità per:
    PS4
  • Popolarità:
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  • ps4

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