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Recensione di DeadCore

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 02-08-2017

Titolo: DeadCore
Genere: platform
Piattaforma: PS4
Sviluppatore: Studio 5bit games
Publisher: Grip Digital
Data di uscita: 17 luglio 2017

Era il 2014 quando apparve per la prima volta DeadCore (da qui in poi DC), originariamente solo per PC, un titolo all’apparenza un semplice sparatutto in prima persona, ma che in realtà si celava un’anima comprensiva di differenti generi, capace di stuzzicare l’attenzione di un pubblico sempre più alla ricerca disperata di novità. Ne conseguì un discreto successo, tanto da spingere gli sviluppatori, a tre anni di distanza, a realizzare la versione per console con l’obiettivo di bissare i buoni risultati ottenuti su PC.

Scalata 

Ci si risveglia ai piedi di una fantomatica e turistica torre, senza alcun preambolo narrativo, con un obiettivo ovviamente prefissato che, indovinate un po’, sarà proprio quello di scalarne la vetta per scoprirne i segreti, nonostante una miriade di trappole tecnologiche e droni intenti a respingervi. Lungo la salita vi capiterà di rinvenire pagine utili per integrare l’azione con un minimo di narrativa, anche se va detto che l’attrazione per questo titolo non sarà rivolta a quanto è capace di raccontare, ma piuttosto all’azione in sé racchiusa.

La caratteristica principale è la visuale in prima persona, peculiarità atipica per il genere a cui appartiene questo DC, un platform vecchio stampo in cui compiere un balzo con la giusta tempistica può fare la differenza tra l’avanzare oltre un passaggio (più o meno ostico) piuttosto che capitolare al precedente checkpoint.

Al genere platform si affianca un lato impropriamente definito sparatutto, anche se la vostra arma, lo SwitchGun, non serve ad abbattere nemici quanto ad attivare e neutralizzare trappole, campi magnetici e quanto altro interposti tra voi e il vostro obiettivo.

Trial & error

Ogni passaggio annovererà almeno un paio di vie differenti, il che rende il gameplay ulteriormente stimolante e meno frustrante. Non bisogna infatti nascondere che il gioco si rivela ostico e richiede molteplici tentativi per portare a termine quel passaggio che vi ha incollati allo schermo per decine di tentativi.

Il sistema di controllo è semplice e funzionale: si corre, saltuariamente si spara, si salta, si eseguono doppi salti e, proseguendo nell’avventura, potrete compiere dei racket jumps, una sorta di salto tale da permettervi di raggiungere altezze altrimenti inaccessibili. Il tutto è reso accessibile dai controlli che si rivelano funzionali ed efficaci grazie all’adeguata mappatura del controller e dalla sua calibrazione dei comandi analogici, anche se è innegabile la superiorità dell’accoppiata mouse + tastiera.

Il sistema di controllo tende a semplificarvi la vita il più possibile, tanto da consentirvi al giocatore di cambiare direzione anche una volta scoccato un salto verso un’altra piattaforma, stratagemma utile per evitare l’ennesima ripartenza dall’ultimo checkpoint che potrebbe rivelarsi letale dal punto di vista della motivazione.

Concludiamo con la modalità speedrun, una sorta di gara control il tempo sbloccabile una volta completato il titolo, utile a farvi scalare la vetta delle leaderboard mondiali.

Graficamente datato

Il level design si rivela ispirato, capace di modellare ammassi di piattaforme volanti, cunicoli sospesi nel vuoto ed enigmi ambientali con modelli poligonali colorati e immersi in una foschia che non vi distoglierà l’attenzione dal perimetro di vostro effettivo interesse. Gli effetti luminosi ci sono, ma va detto che il livello grafico complessivo già all’epoca della sua prima uscita non aveva sorpreso, tanto meno ora che sono passati tre anni, un lasso di tempo che per il mondo videoludico è quasi una eternità. Ne giova la fluidità, la quale non è minimamente intaccata dalle fasi di gioco, che di fatto non annoverano fasi concitate o complicate da gestire, il tutto a favore della giocabilità del titolo.

Il sonoro, dal canto suo, spicca per musiche elettroniche che vi aiuteranno a immedesimarvi nell’azione, ma incapace di emergere.

In conclusione

Dopo tre anni dall’esordio su PC torna DeadCore, un titolo un po’ platform, un po’ puzzle e un po’ sparatutto, questa volta tornato alla ribalta per approdare sulla vostra PS4.

Un gameplay semplice, immediato ma ostico al tempo stesso a causa della necessità di rapidità e precisione di esecuzione, che rende questo gioco tanto impegnativo quanto appagante una volta completata una determinata area, anche se la linea di confine che separa l’ennesimo tentativo andato male con la frustrazione è spesso labile.

Un comparto tecnico datato fa il suo lavoro nell’avvolgere di colori il giocatore, ma va detto che non spicca e riesce nell’intento di non distogliere la vostra attenzione dall’azione.

Pregi

  • Gameplay semplice immediato 
  • Buon ibrido tra puzzle, platform e FPS

Difetti

  • Grafica e sonoro datati
  • Alcuni tratti molto difficili

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

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Copertina

  • Versione ps4 in esclusiva digitale
  • Data di uscita:
    14-07-2017
  • Categoria:
    platform
  • Disponibilità per:
    PS4 XONE
  • Popolarità:
    0 %
  • ps4

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