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Recensione di Dark Souls III

Recensione scritta e curata da G-PqV per gamestorm.it, inserita il 23-04-2016

Titolo: Dark Souls III
Genere: Action/RPG
Sviluppatore: From Software
Publisher: Namco Bandai
Distributore: Namco Bandai
Data di uscita: 12 aprile 2016

Perché tutti dovrebbero iniziare a morire? Ne vale la pena?

Cari lettori di GameStorm, quella che vi proponiamo oggi la possiamo definire una review leggermente atipica. Solitamente, l’addetto alla recensione è un redattore con un background adatto a quello specifico campo di appartenenza di un determinato gioco o, più in generale, di una saga. In questa particolare circostanza vi parleremo di un titolo appartenente al filone dei cosiddetti “Souls” che hanno il proprio capostipite in Demon’s Souls esclusiva PlayStation 3 che raggiunse l’Europa nel 2010. I lavori del geniale direttore artistico Hidetaka Miyazaki e di From Software sono poi sfociati nel successore spirituale di Demon’s, ovvero Dark Souls noto in origine come Project Dark, primo di una trilogia multipiattaforma che prosegue con Dark Souls II (di cui Miyazaki è stato supervisore e non direttore) e che culmina con l’attualissimo Dark Souls III. Nel mezzo la perfettamente riuscita parentesi posta in essere con un Bloodborne fiero portatore di quella stessa “anima” che ha reso la saga Souls una delle più importanti delle ultime due generazioni video ludiche (e non solo). Ma torniamo all’incipit: abbiamo detto che l’analisi di un tale videogame dovrebbe essere affidata ad “un redattore con un background adatto”, una figura in grado di analizzarne e sviscerarne tutti i dettagli, grazie all’esperienza passata con i precedenti capitoli. Una persona in possesso di quelle conoscenze in merito alle tematiche affrontate e al sistema di gioco, che gli consentano di effettuare paragoni con i primi due episodi e di parlarvi così dell’effettiva evoluzione della serie. Una recensione di questo tipo potrebbe sicuramente essere utile ai fedelissimi di From Software ma, allo stesso tempo, siamo conviti che i suddetti acquisteranno il game a scatola chiusa. Nonostante la grande fama dei Souls, però, sono ancora tantissimi i giocatori che, a causa di preconcetti spesso infondati, non hanno intenzione di avvicinarsi alla serie. Negli anni, infatti, ci si è abituati a etichettare i lavori di From come titoli “di nicchia”, che l’utente medio ritiene “giochi troppo complessi per essere divertenti” e, per tale motivo, frequentemente li snobba senza dargli una possibilità. Si è creata così una netta spaccatura dell’opinione videoludica in merito e Dark Souls III ha proseguito la tradizione: “si tratta di un nuovo capolavoro o di un altro game terribilmente difficile e quindi ingiocabile?”. Per provare a rispondere a questa domanda nel modo più imparziale possibile, abbiamo deciso di realizzare questa review atipica. Io, in qualità di completo inesperto, o come si suol dire in rete, di totale “NABBO”, cercherò di darvi un parere obiettivo senza farmi condizionare dall’hype o dal pregiudizio negativo. Tenterò di valutare qualcosa di nuovo per me cercando rappresentare chiunque di voi, tutti coloro che sono vogliosi di compiere il fatidico passo di avvicinamento verso i Souls e che poi rinunciano per mancanza di coraggio. Del resto, comprare un game a scatola chiusa non è mai semplice e il compito di un bravo recensore dovrebbe essere proprio quello di consigliare, per quanto possibile, se valga la pena di effettuare o meno un determinato acquisto.  E adesso, forza e coraggio, rimbocchiamoci le maniche, armiamoci di s-PAD-one a due mani e, come portatore delle vostre anime, affronterò questa sfida cercando di non morir… YOU DIED… Come non detto.

(Chiaramente dietro a questa recensione c’è comunque uno studio, seppur non da appassionato, dei precedenti capitoli)

LORE - L’intrigante e controverso espediente narrativo di Miyazaki & Co.

Uno degli aspetti forse più controversi della saga ideata da Miyazaki è l’assenza di una story-line costruita su un’impalcatura lineare. Quello che, per alcuni potrebbe essere considerato come “assenza di trama” in realtà è un semplice metodo alternativo di proporla. E’ quella che viene chiamata appunto la “Lore” del gioco, o meglio, della saga: un puzzle intricato, i cui molteplici pezzi sono distribuiti all’interno di tutto il mondo di gioco e sono recuperabili, senza un ordine preciso, durante la totalità delle estenuanti avventure del gamer. Lo spirito di osservazione del player assume quindi un ruolo fondamentale. Tutti i vari elementi, quali, ad esempio, le descrizioni degli oggetti/armi e le informazioni ottenute dalla loro osservazione, le iscrizioni sui muri e i dialoghi con i PNG, principali e secondari, vanno tutti a incastrarsi con le brevi sequenze filmate che si concentrano per lo più nei momenti degli scontri con i boss. La ragnatela viene così “furbescamente” delineata dagli sviluppatori ma è offerta in modo di certo non diretto e, spesso, di difficile comprensione. La trama c’è e lascia volutamente alcuni margini d’interpretazione e dei vuoti da colmare. Sembra quasi a volersi nascondere, timidamente, in un alone mistero che, la rende allo stesso tempo più affascinante. Un espediente narrativo di questo tipo può piacere o meno ma Dark Soul III una sua storia la ha e l’abbiamo trovata criptica ma comunque intrigante. E’ altrettanto vero che se si è abituati a farsi trascinare dalle vicende di gioco che avanzano in modo lineare di pari passo con il progredire nell’avventura di gioco e non si ha la voglia e soprattutto la pazienza di fermarsi a leggere, capire, dedurre e incastrare i pezzi, allora il gradimento per Dark Souls III (così come per i predecessori) potrebbe non sbocciare mai.

Veniamo al dunque. Fondamentalmente, i giocatori si ritrovano nei panni di un umano che si risveglia dalle proprie ceneri in seguito ad un misterioso rintocco delle campane. L’avventura ha inizio con una breve sezione tutorial, dove si fa subito la conoscenza del primo ostico boss, Gundyr il Giudice. Giunto all’Altare del Vincolo, il protagonista scopre di essere una “Fiamma Sopita”, un eroe il cui compitò è quello riportare i cinque Signori (o Lord) dei Tizzoni sui propri Troni, vincolando così la fiamma.

Qui il giocatore inizia a prender confidenza con le varie figure che accompagneranno la sua avventura nelle terre di Lothric.

  • Guardiana del Fuoco: è quella a cui sarà necessario rivolgersi per far salire di livello il personaggio aumentandone le caratteristiche.
  • Ancella del Santuario: permette di vendere e comprare oggetti. Il suo “listino” si aggiorna quando le si offrono le ceneri oscure.
  • Fabbro: da lui è possibile potenziare le proprie armi sia rinforzandole che infondendole tramite particolari gemme. Una volta in possesso delle schegge di Estus, è in grado di aumentare anche il numero delle fiasche (normali e cineree).
  • Ludleth di Courland: è uno dei cinque Signori dei Tizzoni, l’unico seduto nel proprio trono. Permette di tramutare le anime dei boss in oggetti unici.

L’Altare si popolerà, nel corso delle avventure, di PNG secondari, collegati a specifiche quest e le cui parole/azioni s’inseriranno in quell’intricato mosaico descritto in precedenza. Sta al giocatore scegliere se averci a che fare o no, noi, vi consigliamo di sviscerare tutte le sub-quest nelle quali vi imbatterete perché avranno sempre e comunque la loro utilità, vuoi per un semplice “livellare” il personaggio, vuoi per ricompense importanti, vuoi per scoprire parti “celate” della trama.

Non vogliamo raccontarvi altro in merito alla Lore ma la longevità del game è ottima (complice anche un gameplay che fra poco analizzeremo) e nel nostro caso siamo arrivati alle sequenze finali dopo più di cinquanta ore, senza, inoltre, completare il gioco al 100% e tralasciando alcuni scontri/compiti secondari.

Creare la Fiamma e … vederla spegnersi… Tante… Infinite volte

Da un punto di vista del gameplay Dark Souls III è essenzialmente un action-RPG. Nelle fasi iniziali è possibile creare il proprio personaggio con un editor che non è eccellente ma che comunque consente un buon grado di personalizzazione. Le classi selezionabili sono dieci e a ognuna di esse corrisponde un determinato numero di punti assegnati:

  • Cavaliere – Livello 9; Vitalità: 12, Armonizzazione: 10, Tempra: 11, Vigore: 15, Forza: 13, Destrezza: 12, Intelligenza: 9, Fede: 9, Fortuna: 7
  • Mercenario– Livello 8; Vitalità: 11, Armonizzazione: 12, Tempra: 11, Vigore: 10, Forza: 10, Destrezza: 16, Intelligenza: 10, Fede: 8, Fortuna: 9
  • Guerriero – Livello 7; Vitalità: 14, Armonizzazione: 6, Tempra: 12, Vigore: 11, Forza: 16, Destrezza: 9, Intelligenza8, Fede: 9, Fortuna: 11.
  • Araldo – Livello 9; Vitalità: 12, Armonizzazione: 10, Tempra: 9, Vigore: 12, Forza: 12, Destrezza: 11, Intelligenza: 8, Fede: 13, Fortuna: 11.
  • Ladro –  Livello 5; Vitalità : 10, Armonizzazione: 11, Tempra: 10, Vigore: 9, Forza: 9, Destrezza: 13, Intelligenza: 10, Fede: 8, Fortuna: 14.
  • Assassino – Livello 10; Vitalità: 10, Armonizzazione: 14, Tempra: 11, Vigore: 10, Forza: 10, Destrezza: 14, Intelligenza: 11, Fede: 9, Fortuna: 10.
  • Stregone– Livello 6; Vitalità: 9, Armonizzazione: 16, Tempra: 9, Vigore: 7, Forza: 7, Destrezza: 12, Intelligenza: 16, Fede: 7, Fortuna: 12.
  • Piromante – Livello 8; Vitalità: 11, Armonizzazione: 12, Tempra: 10, Vigore: 8, Forza: 12, Destrezza: 9, Intelligenza: 14, Fede: 14, Fortuna: 7.
  • Chierico –Livello 7; Vitalità: 10, Armonizzazione: 14, Tempra: 9, Vigore: 7, Forza: 12, Destrezza: 8, Intelligenza: 7, Fede: 16, Fortuna: 13.
  • Discriminato – Livello 1; tutti gli attributi a 10.

Quello che appare evidente fin dalle prime fasi di gioco, osservando l’interfaccia, è la presenza di tre barre di diverso colore, una rossa relativa ai punti vita, una blu che indica i punti abilità e una verde che rappresenta la stamina/energia. Il team di sviluppo ha deciso quindi di inserire una nuova “caratteristica consumabile”, quella blu, che è collegata sia all’aspetto “incantesimi” sia a quello “abilità arma/scudo”. Ogni mossa “abilità” che, ad esempio, si tratti di una magia o di un particolare colpo con la spada, consuma determinati PA che posso esser recuperati tramite le fiaschette di Estus Cinereo (new entry per la serie). Allo stesso modo i punti vita persi vengono ripristinati tramite il normale Estus, così come avveniva nei Souls precedenti.

Non dimentichiamoci che ci troviamo davanti ad un tipico Action/RPG. In base alla classe e alle caratteristiche lo stile di gioco s’indirizza o verso il combattimento ravvicinato o verso quello a distanza, specialmente quando comporta l’utilizzo di magie. La barra delle abilità gioca così un ruolo importante: ponderare l’uso delle caratteristiche speciali, usarle quando è necessario senza sprecarle, e gestire al meglio l’Esuts Cinereo si rivela fondamentale, in particolar modo per coloro che hanno intenzione di basare il proprio alter-ego sugli incantesimi.

Come da copione in un RPG è, anche in DSIII, di estrema rilevanza porre una buona attenzione su tutte le caratteristiche, sia del personaggio sia di armi e oggetti. Non abbiate fretta e preparatevi quindi a considerare il carico equipaggiato, gli attributi di tutto ciò che avete nell’inventario, le modifiche che si ottengono ogni qual volta, aumentando di livello, si aggiunge un punto ad un attributo e così via.

Parliamoci chiaro: se, come il sottoscritto, siete dei novellini dei Souls creare una build fin da subito performante è in sostanza impossibile. Vi troverete spesso e volentieri davanti al dubbio su quale caratteristica aumentare, su che tipo di stile adottare e così via. Il consiglio che vi diamo è quello di non aver fretta… Sbagliando si impara e in Dark Souls la pazienza è fondamentale.

A tal proposito veniamo al dunque, in altre parole il gameplay vero e proprio. Pur trattandosi di game appartenenti al genere action/RPG i Dark Souls sanno essere unici nel proprio genere e il terzo capitolo non rappresenta un’eccezione. Scordatevi di andare dall’avversario per scaricare il vostro set di mosse all’impazzata: morireste, probabilmente anche con il nemico apparentemente più innocuo. Scordatevi di difendervi dagli attacchi ad oltranza, consumereste la stamina, subireste il colpo successivo e morireste. Scordatevi di affrontare i boss, e spesso anche gli avversari comuni, senza averli studiati prima, morireste. Ma soprattutto, in particolar modo se siete alle prime armi,  passerete dei brutti, bruttissimi momenti di nervosismo. Anche in Dark Souls III si muore, si muore di nuovo, poi si muore, si continua a morire e infine si muore. From Software ha creato così la sua fortuna, con un sistema “sbilanciato” che in fin dei conti è il marchio di fabbrica della serie. Vi starete chiedendo:

Cosa c’è di bello in tutto ciò?

Beh, come darvi torto, inizialmente la pensavo allo stesso modo e, per essere completamente onesti, ho pensato, dopo la prima partita, di abbandonare il progetto di questa recensione atipica “nabba”, causa nervosismo. Non riuscivo ad andare avanti, fermo, per qualche ora, al boss iniziale, per intenderci “semplicemente” quello della zona tutorial. Questa è una medaglia che, dal lato opposto della frustrazione, mostra, con fierezza, il gusto della sfida. E come potete intuire dal fatto che state leggendo la review, dopo poche ore, la voglia di tornare a giocare e di superare le difficoltà era talmente grande che sono andato avanti nella mia avventura all’interno dei diabolici meandri orchestrati da From Software, mantenendo un costante sentimento “bipolare”. Com’era il detto… “Ciò che non ti uccide ti rende più forte”… Ecco, figuratevi quello che vi uccide e lo fa nel modo più ignobile possibile.

Ovvio, non stiamo parlando di una tipologia di game adatta a tutti. E’ un gioco realmente difficile e, anche i veterani degli RPG e dei lavori di From, non avranno vita facile. Fondamentale sarà quindi potenziare il proprio alter-ego con, a tratti estenuanti, sezioni di “farming” ovvero un continuo ripetere le stesse zone e le stesse uccisioni al fine di ottenere oggetti e anime in sufficienza per salire di livello e diventare così più competitivi.

Questo a volte non basterà perché la filosofia dei Souls richiede comunque, bene o male, di mantenere forte il concetto del “You Died” e di farvi crepare, se non sempre, almeno un buon numero di volte.

Vi consigliamo quindi, come detto, di livellare tanto quando non riuscite a superare una determinata area, ma soprattutto di sforzarvi ad apprendere le dinamiche del combat system vero e proprio: conoscere bene il pattern di mosse della vostra arma, studiarne il timing, capire i tipi di attacco degli avversari e capire quali tattiche sono più adatte per fronteggiare quel determinato nemico piuttosto che un altro, imparare ad utilizzare la schivata e il roll (la cui rapidità varia in base alla percentuale di carico equipaggiato), scoprire il modo in cui si può realizzare un BackStab ovvero un devastante attacco alle spalle e così via.

I comandi non sono tanti, anzi, tutt’altro e inizialmente il tutto può sembrare addirittura “povero”. E’ però il modo in cui vengono utilizzati a far la differenza e ad essere diverso dall’ordinario, caratteristica che nel tempo ha trasformato i Souls in giochi di nicchia, non adatti al casual gamer che ama vincere facile.

In merito all’IA e alla gestione dei moveset dei nemici, si evince subito come anche quest’aspetto sia stato concepito per aumentare il livello di sfida. Se gli avversari secondari, talune volte, risultano prevedibili e non particolarmente brillanti, lo stesso non si può dire per i boss che, oltre a creare un danno importante con ogni colpo, sono pensati per spiazzare il malcapitato gamer grazie ad un cambio di abilità e di pattern di attacco in un determinato momento del combattimento, di solito quando la barra della loro energia viene dimezzata. Questo obbliga necessariamente il gamer a studiare le nuove mosse e una nuova strategia di attacco.

Per quanto riguarda l’esplorazione delle ampie zone delineate da From, bisogna far affidamento ai falò. Questi, una volta accesi, consentono lo spostamento rapido, di recuperare l’estus consumato e di riparare le armi. Allo stesso tempo tutti i nemici sconfitti fanno il loro respawn e per superare una determinata area è necessario eliminarli una seconda volta (terza, quarta, etc.).

Ogni volta che si muore, assieme alla vita si perdono anche le anime raccolte. Al respawn si possono recuperare e verranno indicate come un oggetto verde. Se siete sfortunati però, potreste dover riaffrontare ostici nemici prima di raggiungerle, venire uccisi nuovamente e, in quel caso, dovrete dire addio al “raccolto” precedente.

In definitiva Dark Souls III è un gioco odiosamente appagante. Lo odierete e lo amerete allo stesso tempo, morirete spesso, in modo crudele e ingiusto ma più si rivelerà tosta l’impresa maggiore sarà la voglia di superarla e la soddisfazione derivante dal successo.

Odio e Amore vanno di pari passo… Arte e Tecnica NO

Analizzando il game da un punto di vista estetico ci siamo trovati ad alternare le nostre reazioni. Quello che appare immediato è un comparto artistico spacca mascella che denota uno studio incredibile delle architetture dark-fantasy. Sia che si tratti di dungeon che di zone aperte e ampie il colpo d’occhio offerto dai paesaggi e dalle strutture è impressionante. A questo contribuisce una gestione perfetta dell’illuminazione, dello shading, dei particellari (incredibilmente curati) e degli elementi distruttibili. I filtri fanno il loro lavoro e salvo qualche fenomeno di aliasing la scena è pulita e offre un parallax mapping buonissimo con pareti e pavimentazioni la cui profondità e il 3D sono su livelli altissimi. La gamma cromatica a tinte dark alterna sapientemente giochi di luce ed elementi vividi come fiori, tramonti, spettacolari notti stellate, specchi d’acqua riflettenti e increspati, ardenti fuochi e così via.

Impossibile però non domandarsi come di fianco a tanta bellezza non ci sia una pari cura del lato tecnico. Tutto quanto detto sopra è sì bello ma vittima di un costante pop-up di texture che, in certi casi, è talmente lento e progressivo da cambiare l’estetica di un’ambientazione durante una semplice corsa in avanti. Sono inoltre frequenti i casi di compenetrazione legati ad una telecamera che va in difficoltà soprattutto negli spazi ristretti. Ci sono piccoli dettagli che non minano la qualità complessiva ma che fanno storcere il naso: vedi ad esempio il fodero della spada che sbuca attraversando il mantello, parti superiori dell’armatura che mal si sovrappongono con quelle dell’elmo etc.

Il frame-rate non risente di crolli particolari che danneggiano il gameplay ma non è certamente ancorato a 30fps. I cali ci sono e non sono per niente rari.

Buona la fisica nonostante alcune animazioni appaiano ancora troppo legnose.

Aggiungiamo che qualche volta ci siamo trovati intrappolati in una struttura “invisibile” in prossimità dei vincoli di una stanza e siamo stati costretti a riavviare dall’ultimo checkpoint.

Probabilmente alcune imperfezioni verranno corrette da alcune patch ma ci saremmo aspettati qualcosina in più da un punto di vista puramente tecnico.

D’indubbia qualità è invece la soundtrack che calza a pennello in ogni situazione di gioco. Anche gli FX denotano un ottimo lavoro di campionamento. Buono il doppiaggio in lingua inglese anche se parliamo di poche sequenze in cui sono presenti i dialoghi.

In sintesi:

Dark Souls III (visto da un novello giocatore dei Souls) è un buonissimo game.  Siamo convinti che questa saga meriterebbe un pubblico maggiore rispetto a quello “d’elite” che segue i lavori di From Software fin dai tempi di Demon’s Souls. Di certo possiamo dire che, con il terzo capitolo Miyazaki e i nipponici di From hanno guadagnato un appassionato in più, il sottoscritto, intenzionato a recuperare i precedenti episodi. Allo stesso tempo vi parliamo chiaro: non è un game adatto a chiunque ed effettivamente i momenti di frustrazione sono davvero tanti e si viene spinti più e più volte a smettere di giocare causa nervosismo. Chi ama il gusto della sfida però amerà anche Dark Souls III e tutta la saga.

Pregi: 

  • Le vicende sono proposte in modo accattivante con una narrativa diversa dal solito…
  • Buona longevità.
  • La difficoltà esagerata è una sfida intrigante…
  • Artisticamente perfetto e ha un comparto audio ottimo ma…

Difetti:

  • … Risulta però poco chiara, astratta e per nulla lineare.
  • Editor dei personaggi scomodo e poco profondo.
  • … Ma anche frustrante all’inverosimile.
  • … Risulta tecnicamente arretrato rispetto ad altri giochi del periodo.

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