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Recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 07-02-2016

Titolo: The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel
Genere: Gioco di ruolo
Piattaforma: PlayStation 3
Sviluppatore: Nihon Falcom
Publisher: NIS America
Data di pubblicazione: 29 gennaio 2016

L’Accademia Militare Thors, che rappresenta da tempo l’emblema del sistema di istruzione giapponese, accoglie i più promettenti studenti appartenenti alle varie categorie sociali. Al suo interno, tuttavia, da sempre la suddivisione in classi è stata rigorosa segregando coloro che appartengono a quella nobiliare (facilmente distinguibili dalla divisa bianca) da coloro che invece appartengono al proletariato (i quali indossano la casacca verde).

Tutto ciò fino a quando il nostro alter ego, Rean Schwarzer, si iscrive e viene allocato alla VII classe, che si differenzia dalle altre e dalla tradizione della prestigiosa accademia per l’aver mischiato al suo interno studenti nobili e no, tutti vestiti da una uniforme scarlatta.

Questa la trama di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel (d’ora in poi sintetizzeremo in TLHTCS), un titolo che è comparso in Giappone nel lontano 2013 e che ora si appresta ad affrontare anche il mercato europeo, con la promessa poi di veder arrivare anche due ulteriori capitoli.

Narrativa elaborata

La narrativa si rivela piuttosto curata come da tradizione di questa tipologia di titoli, con retroscena che vengono centellinati man mano per non far calare l’attenzione del giocatore durante l’evoluzione della storia, anche capace di divertire il giocatore grazie anche alla stilizzazione dei vari personaggi, sia i protagonisti sia i comuni NPC, i quali sono rappresentati attraverso i più comuni cliché ispirati alla cultura giapponese.

La trama si sviluppa in modo molto articolato, esibendosi in acrobatici intrecci che regalano spessore all’esperienza di gioco, anche se nella fase iniziale del gioco, anche a causa di tutta una serie di tutorial piazzati per affinare le tecniche di gioco, si recrimina un eccessivo rallentamento del ritmo. L’unica vera pecca è rappresentata dalla lingua della narrativa, l’inglese sia per il parlato, sia per i sottotitoli, senza possibilità alcuna di scelta di altre opzioni.

Una volta superata questa fase iniziale si entra nel vivo del gioco, apprezzando quindi il mondo che è stato costruito all’interno di questo TLHTCS che vi consentirà di andare a lezione per rispondere alle domande dell’insegnante consentendovi di guadagnare AP (utili per scalare i 15 ranghi presenti), girovagare nel tempo libero per esplorare il mondo, completare i compiti per il consiglio scolastico (sotto forma di semplici quest), aumentare il legame coi compagni, oppure partecipare alle missioni per proseguire nella storia piuttosto che in quelle secondarie (opportunamente evidenziate in modo diverso sulla mappa).

Combattimenti

La fase di combattimento rispecchia fedelmente i classici JRPG, con una struttura a turni che vi permetterò di riflettere tutto il tempo necessario per pianificare le vostre mosse. Ogni combattimento vede partecipare un party fino a 4 personaggi, i cui legami interpersonali, come vedremo, influiranno anche nelle meccaniche di gioco.

Sulla sinistra sarà indicato l’ordine dei turni. Quando toccherà a voi potrete decidere di muovervi per spostarvi dal raggio d’azione dei nemici, utilizzare oggetti oppure attaccare, senza dimenticare le Arti, i Craft e gli S-Craft. Le prime rappresentano le magie, mentre le altre due sono abilità uniche dei vari personaggi, le quali richiedono un turno per ricaricare l’apposita barra, mentre attendendo due turni avrete la possibilità di scagliare un attacco dalla potenza doppia.

Le Craft sono associate a Quarzi, gemme speciali che dovrete collezionare durante il prosieguo della storia.

A donare ulteriore spessore la possibilità di diversificare i combattienti in base all’approccio iniziale: imbattersi in un nemico di lato oppure dalle spalle permetterà di sfruttare l’elemento sorpresa, fornendo bonus differenti rispetto al classico attacco frontale.

Legami interpersonali

Infine veniamo ai combat links: come accennato precedentemente, particolare importanza assume il legame tra il vostro personaggio e quello (nel sistema di turni) adiacente a voi durante gli attacchi, consentendo di concatenare efficacemente i vostri colpi con i suoi, ottenendo quindi una superiore potenza di attacco. In questo modo otterrete facilmente trofei come l’overkill (abbattere il doppio dei punti vita residui del nemico) elevando quindi i punti esperienza.

Particolarmente elaborato anche il sistema di attribuzione dei punti bonus: eliminando due nemici con lo stesso colpo vi aggiudicherete un moltiplicatore 0.2x da aggiungere al minimo sindacale 1.0x- Alla fine della missione verranno tirate le somme, consentendovi di arrivare anche a valori di 3.0x coi quali darete una maggiore spinta alla raccolta punti.

Infine veniamo al comparto tecnico. Mentre bisogna dare atto alla cura con cui è stato creato il mondo in cui potrete vagare, abbellito con tanto di alternanza delle stagioni a donare un tocco di classe all’appeal grafico (di particolare effetto grafico i petali di ciliegio che regalano colore alle ambientazioni), va tuttavia detto che i personaggi, ricreati in stile anime, appaiono sottotono, caratterizzati da animazioni legnose e per nulla variegate tra personaggi maschili e femminili. Poca cura è stata dedicata anche alle textures, di mediocre fattura.

Ottima, invece, la colonna sonora, capace di alternare musiche pacate a ritmi vivaci na scandire le fasi più concitate.

In conclusione

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel, il primo dei tre episodi in arrivo in Europa con un ritardo di quasi tre anni rispetto all’uscita giapponese, non può che risentire del ritardo il comparto tecnico, certamente incapace di reggere il confronto con lo state dell’arte attualmente in commercio. Questo risulta essere il maggior difetto, insieme al ritmo di gioco delle prime ore dell’avventura, in cui troppi tutorial e filmati potrebbero scoraggiare i giocatori meno motivati.

Ottima invece la narrativa quanto il gameplay (davvero solido e appagante), capaci di rapire letteralmente il giocatore.

Pregi

  • Gamelay profondo e funzionale
  • Narrativa e sonoro di qualità

Difetti

  • Comparto tecnico datato
  • Prime ore di gioco rallentate da troppi tutorial

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 8

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