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Recensione di Tears to Tiara II: Heir of the Overlord

Recensione scritta e curata da monsteruno per gamestorm.it, inserita il 19-11-2014

Titolo: Tears to Tiara II: Heir of the Overlord
Genere: JRPG 
Piattaforma: PlayStation 3
Sviluppatore: Aquaplus
Publisher: NIS America
Data di uscita: 17/11/2014

Tra le varie ondate di titoli di stampo prettamente giapponese che ultimamente stanno invadendo l’Europa figura questo Tears to Tiara II: Heir of the Overlord, sequel di un bizzarro gioco apparso in Giappone verso la metà degli anni 2000,  dedicato ai soli adulti a causa del contenuto con espliciti richiami erotici.

Tears to Tiara II tuttavia non ricade nella stessa categoria, in quanto è stato rimosso ciò che avrebbe potuto impedire ai più piccoli di fruire di questo JRPG.

Tears to Tiara II racconta le avventure di Hamilcar Barca, un giovane apprendista che vive in un impero ormai contraddistinto da corruzione, sfruttamento e schiavitù, il Divine Empire, con l’aggravante dell’abbandono da parte della divinità Ashtarte.

Tuttavia Hamilcar si discosta dalla normale popolazione (altrimenti non avrebbe potuto essere il protagonista di un JRPG), in quanto nasconde il potere demoniaco di un berserker, che si rivela in tutta la sua potenza nel momento in cui il regime decide di sacrificare una ragazza innocente sul rogo.

Da qui inizia l’avventura di Hamilcar, il cui obiettivo consiste nel liberare il suo popolo dall’oppressione dell’impero con l’aiuto di divinità e creature al limite della mitologia, senza dimenticare Tarte, una giovane ragazza che dice di essere la reincarnazione umana della precedentemente menzionata divinità Ashtarte. Proprio lei aiuterà il nostro Hamilcar a ritrovare il suo equilibrio interiore.

Drammatico

Questa la trama di Tears to Tiara II: Heir of the Overlord, la quale stona se confrontata con le ultime produzioni targate NIS America, contraddistinte perlopiù da una narrativa vivace e scanzonata. Di contro, questo Tears to Tiara II risulta essere serioso, grave e drammatico, e viene raccontato spesso e volentieri da lunghissimi dialoghi che rendono le fasi di combattimento quasi un diversivo di secondaria importanza rispetto alla trama. Peccato per la mancata localizzazione in linguaggi comprensibili: solo i conoscitori della lingua giapponese potranno assaporare il buon doppiaggio.

Il sistema di combattimento è il classico JRPG strategico a turni, con visuale isometrica, in cui il posizionamento dei personaggi determina buona parte della strategia del titolo. Attaccare alle spalle renderà la vostra mossa particolarmente azzeccata, sicuramente più efficace di un attacco frontale, mentre le offensive a lungo raggio (come la magia oppure un proiettile scagliato da un arco) se da un lato impediscono un’efficace controffensiva, dall’altra riducono il danno inferto al nemico.

Tra le novità (se così si possono definire) figura il sempre più comune tasto Rewind, inclusione particolarmente azzeccata in quanto consente di evitare la frustrazione dovuta a troppo frequenti messaggi di game over, mentre invoglia il giocatore a sperimentare tattiche differenti per affrontare le situazioni di combattimento, che a differenza di altri titoli NIS America (ad esempio Natural Doctrine), consente molteplici approcci per venire a capo delle situazioni.

Alti e bassi

Ma veniamo alle parti meno digeribili del gioco: l’inizio del gioco in primis, talmente ricco di dialoghi che passeranno varie ore prima di vederci impegnati nel primo combattimento del gioco.

Anche il sistema di salvataggi (possibile solo in predeterminate posizioni piuttosto che in qualsiasi istante come si vede in altre produzioni simili) rende ogni partita a questo Tears to Tiara II particolarmente dispendiosa in termini di tempo, con periodi che intercorrono tra un salvataggio e l’altro che si assestano tipicamente oltre l’ora. Proprio a causa della natura prolissa della narrativa la lunghezza del titolo si assesta oltre le 50 ore.

Il comparto tecnico, dal canto suo, è contraddistinto da alti e bassi: gli alti della soundtrack, con brani un po’ riciclati dal prequel e riarrangiati per accompagnare il ritmo dell’azione, mentre tra i bassi figura la grafica che, a causa dell’appeal dei personaggi (caratterizzati da testa e braccia sproporzionati, quasi fossero una caricatura) e l’aspetto generale delle ambientazioni, non si discosta granchè dai canoni apprezzati nella precedente generazione di console.

In conclusione

Tears to Tiara II: Heir of the Overlord è un JRPG strategico a turni basato (forse troppo) su una narrativa drammatica e quasi opprimente, tale da intrattenervi varie ore prima di farvi assaporare il gameplay.

Un sistema di combattimento tutto sommato solido e collaudato, un buon comparto sonoro e una grafica da rivedere chiudono la nostra analisi del gioco. Dedicato ai fan del genere.

Pro 

  • Meccanica di gioco solida e collaudata
  • Buona soundtrack

Contro 

  • Comparto tecnico datato
  • Troppa narrativa

VALUTAZIONE COMPLESSIVA: 7

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